È arrivato il primo – che ci risulti – mea culpa di Dario Amodei, fondatore e CEO di Anthropic, che ha parlato di crisi del mondo AI che è poi una crisi della fiducia che si nutre nel comparto, in particolare da parte del grande pubblico. Un calo, per non dire una cancellazione della fiducia che secondo Amodei sarebbe in larga parte dipesa dalle illusioni alimentate dalle stesse società che sviluppano modelli.
Non si è capito quanto ci sia di autentico nel mea culpa di Amodei e quanto, ci perdonerete il cinismo, sia frutto di un momento di crisi in particolare dei modelli chiusi sviluppati negli Stati Uniti, che hanno iniziato a soffrire in modo importante la competizione dei modelli open weight, in particolare cinesi.
Dove va la barca?
Gli ultimi mesi sono stati dominati da dichiarazioni, spesso estemporanee, dei principali leader del movimento industriale AI. Da Sam Altman che ciclicamente parla di modelli troppo pericolosi, ad Amodei che si è lanciato più volte in previsioni non esattamente positive per la vita delle persone. Azzeramento dell’utilità di figure professionali storicamente di alto rango, inutilità di certi metodi e processi produttivi, in ultimo disoccupazione (che il pubblico ha desunto dalle parole dello stesso Amodei) per ampie fasce della popolazione.
Con queste premesse, che i leader del mondo AI hanno fatto senza che nessuno li abbia costretti a parlare, non ci si poteva aspettare granché. O meglio, non ci si poteva aspettare che il grande pubblico si organizzasse per una lunga standing ovation verso chi ha pronunciato tali profezie.
Ora la verità però sarebbe un’altra, almeno per Amodei: c’è crisi di fiducia, che deriva da promesse illusorie delle quali è comunque responsabile anche lui.
- Quel dubbio sugli… aiutini
In realtà – e questo va ricordato per rimettere la discussione sui binari della verità – Dario Amodei appare come in difficoltà da tempo. Ha chiesto a gran voce delle limitazioni globali allo sviluppo dei modelli di frontiera, pur avendone poi già offerti diversi al grande pubblico.
La sensazione di chi vi scrive, che si è arruolato ormai da anni nell’esercito dei cinici, è che cominci a mancare la terra sotto ai piedi a un settore che aveva promesso faville, che riteneva di non avere competitor e che invece ora si trova l’orda dei modelli del Lontano Oriente competere ad armi quasi pari.
le società di AI, inclusa Anthropic, non hanno mantenuto le promesse fatte al mondo in termini di benefici. Le persone comuni non si fidano delle aziende, dei governi e del settore tech e sospettino che stiamo tramando per fregarle.
È pur sempre però il Dario Amodei che conosciamo. Non troppo propenso a fare autocritica e più propenso invece a trattare il grande pubblico come se fosse composto soltanto di idioti complottisti.
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