Se dovessimo prendere per buono l’indicatore della paura e dell’avidità, non potremmo parlare di grossi passi in avanti per quanto riguarda il sentiment sui mercati crypto e Bitcoin. C’è un miglioramento, ma non ancora sufficiente per parlare di bear market o di inverno crypto alle spalle. Ci sono però altri segnali, che arrivano dai piani alti che hanno progressivamente conquistato una parte sempre più ampia del mercato di Bitcoin.
Con un tempismo che probabilmente si rivelerà essere dei migliori è infatti arrivato un lungo report di BlackRock di cui abbiamo già parlato ieri in dettaglio. Poi è arrivato nel cuore della notte uno speciale di Bloomberg – giornale che raramente si occupa di Bitcoin con toni positivi. Segnali che – se ha ragione chi ritiene che ormai Bitcoin sia affare soprattutto per i grandi – forse sono più seri di quanto potrebbero sembrare a una prima lettura.
I grandi cominciano a mandare segnali
BlackRock è stata zitta per quasi tutta la fase discendente da ottobre a oggi, mentre anche il suo ETF perdeva una quantità importante di capitali. Larry Fink parlò in pochi secondi di liquidazione della leva sul mercato crypto e non si espresse però sulla tesi di Bitcoin e sulla sua eventuale validità in futuro.
Ieri invece lo speciale firmato dai ricercatori del grande gestore di fondi ha parlato senza mezzi termini di una tesi di Bitcoin ancora valida e che anzi, può diventare più fondamentale in particolare a causa della crisi dei bond che sta accelerando.
D’altronde Larry Fink aveva sempre “venduto” Bitcoin soprattutto ai grandi investitori come scommessa sul debasement monetario, ovvero sulla possibilità che gli stati, oberati dai debiti, perdessero la bussola della continenza monetaria. Uno scenario che – con il debito USA che è esploso sopra i 40.000 miliardi e con gli stati europei tutti o quasi in difficoltà in termini di rendimenti sul debito – oggi appare molto meno balzana di qualche anno fa.
Perché parlano tutti ora?
Si può certamente avere un atteggiamento al limite del complottismo e ritenere che – pur pubblicamente – sia BlackRock sia Bloomberg stiano mandando messaggi ai propri clienti e/o lettori. Tuttavia certe affermazioni sono state fatte pubblicamente, sono disponibili per tutti e non sono state sicuramente diffuse come si fa con i segreti.
I più cinici diranno che certe uscite dei grandi gestori servono in realtà a spingere il pubblico a fare ciò che conviene loro, come abbiamo visto già più e più volte con chiamate di bull run o di fine della bull run nel settore azionario.
Solo il tempo potrà dirci chi avrà ragione. Per ora non possiamo che registrare un cambiamento enorme di atteggiamento da parte di chi dovrebbe, almeno in linea teorica, avere più problemi a fare sparate bullish, dato che ne va una reputazione costruita in decenni di affidabilità per i clienti.
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