Il rally di questi giorni non riguarda soltanto Bitcoin, tornato a sfiorare gli 80.000 USDT con una forza che mancava da mesi. Anche l’oro partecipa al movimento e riporta il bilancio del 2026 in territorio positivo, con un progresso del +7,85% da inizio 2026 e del +13,60% mensile. L’intero comparto dei metalli preziosi si è risvegliato in agosto, e il quadro macro suggerisce che non sia affatto un caso.
Non solo Bitcoin, anche l’oro corre e torna positivo nel 2026
L’oro ha chiuso l’ultima settimana con un progresso del +5,48%, il migliore risultato tra i metalli preziosi insieme all’argento. L’oro è l’unico metallo prezioso in territorio positivo sull’anno. Il metallo giallo aveva attraversato una lunga fase di debolezza tra la primavera e l’inizio dell’estate come si può osservare sul weekly allegato con una panoramica dall’estate 2025 da dove era partita la leg up. Il movimento nell’arco di cinque mesi aveva spinto l’oro a fine gennaio 2026 all’ATH di 5.626,8$ l’oncia.

Da qui c’è stata una prima correzione, un tentativo di nuovo rimbalzo, poi da marzo si è avviata la fase di discesa con la serie opposta di massimi e minimi decrescenti. Il ribasso ha portato a metà giugno il minimo annuale a 3.955,28$, con un calo del -29,70% dall’ATH. Qui il prezzo ha fatto base poco sopra l’area supportiva dei 3.875$ e a inizio agosto ha virato al rialzo. Questa settimana il movimento ha prodotto il breakout della prima resistenza vettoriale di medio periodo che passa a 4.590$. La resistenza principale si colloca a 4.795$, il cui breakout confermerebbe la ripresa dell’uptrend.
Ray Dalio consiglia oro e Bitcoin
Il risveglio dell’oro arriva mentre Ray Dalio torna a consigliarlo assieme a Bitcoin. Il fondatore di Bridgewater considera le finanze pubbliche americane arrivate a un bivio decisivo. Secondo Dalio, se il debito non viene affrontato adesso, continuerà a crescere fino a diventare gestibile soltanto con grandi traumi. Il raddoppio del programma di riacquisto del debito a lunga scadenza, annunciato dal Tesoro USA per settembre, rappresenta per Dalio l’ennesimo segnale di allarme.
La sua ricetta operativa prevede meno obbligazioni in portafoglio, più Bitcoin e una quota tra il 10% e il 15% in oro. Dalio suggerisce inoltre di privilegiare paesi con bilanci pubblici solidi e senza grandi conflitti interni o esterni.
Il rialzo dell’oro e di Bitcoin sfida i rendimenti in salita
La forza contemporanea di oro e Bitcoin rappresenta in apparenza un controsenso rispetto al quadro dei tassi. I due asset condividono infatti una caratteristica precisa, cioè l’assenza di cedole o di qualsiasi rendimento periodico. Quando i titoli di Stato pagano interessi elevati, tenere in portafoglio asset senza rendimento diventa in teoria meno conveniente. Oggi i rendimenti dei trentennali americani viaggiano sopra il 5%, su livelli che non si vedevano da anni.

Sul mercato circola inoltre l’ipotesi di una possibile crescita dei tassi di interesse USA, anche se resta tutta da verificare. In un contesto simile, i manuali direbbero di aspettarsi un oro debole e capitali in fuga verso le obbligazioni. Sta accadendo l’esatto contrario, perché oro e Bitcoin salgono insieme proprio mentre i rendimenti restano elevati. La lettura più coerente è che quei rendimenti alti non riflettano fiducia nella crescita economica.
I mercati chiedono un premio sempre più alto per detenere debito pubblico a lunga scadenza, emesso in quantità crescenti. Il quadro si completa con il Giappone, dove i rendimenti in salita riducono l’appetito per i Treasury americani. La corsa degli asset senza cedola segnala quindi una sfiducia crescente verso i titoli di Stato come riserva di valore.
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