Il mercato delle opzioni sembra prezzare un mese di settembre all’insegna dei rialzi per Bitcoin e per il settore crypto. In vista della maxi scadenza del 25 settembre, i trader della piattaforma Deribit risultano posizionati attraverso una grande quota di contratti call, con una concentrazione significativa di strike superiori agli 80.000$.
Durante gran parte del 2026, gli operatori professionali – come appunto gli investitori di opzioni – hanno mostrato un atteggiamento molto incerto e difensivo nei confronti di Bitcoin, ricorrendo in più occasioni a strategie di protezione contro possibili ribassi. Adesso però, dopo l’ultimo short squeeze di agosto il mercato sembra aver completamente riprezzato il rischio, incorporando un sentiment di gran lunga più ottimistico sulle prospettive a breve e medio termine della criptovaluta.
I trader di opzioni Bitcoin sono fiduciosi per settembre
Il 25 settembre è una data particolarmente importante per Bitcoin: quel giorno scadono 14 miliardi di dollari di contratti Deribit, di cui 9,46 miliardi rappresentano contratti call, oltre il 30% dei quali sono ITM, ossia già tecnicamente in profitto. A questi si aggiungono altri 5 miliardi di dollari che scadono il 18 settembre sulle opzioni relative a $IBIT – fondo quotato in borsa di BlackRock che replica l’esposizione alla criptovaluta – anche qui con una buona dose di esposizione call in-the-money.
Da qui a fine anno, questi risultano essere gli appuntamenti più importanti in termini di distribuzione dell’open interest, ovvero dove si concentra la maggior parte dei contratti aperti e, di conseguenza, dove c’è più interesse da parte degli investitori. È dunque fondamentale capire come si stanno muovendo i trader di opzioni in questo momento e cosa si aspettano dalla price action di Bitcoin da qui alle prossime 2-3 settimane.
Distribuzione dell’open interest per strike price
Guardando alla scadenza del 25 settembre su Deribit, possiamo individuare innanzitutto una maggiore presenza di contratti call rispetto ai contratti put. Infatti, troviamo un totale di 119.200 call a fronte di sole 60.300 put, a dimostrazione di come gli investitori stiano complessivamente cercando di assumere un’esposizione rialzista.
Ma la cosa più interessante riguarda il modo in cui è distribuito l’open interest per questa scadenza: vediamo parecchie scommesse al rialzo con strike price superiori agli 80.000$, con addirittura 1,4 miliardi di valore nozionale concentrato su due singoli target a 85.000$ e 90.000$.
Ad ogni modo, lo strike maggiormente monitorato dagli analisti è quello dei 70.000$, dove troviamo una grande presenza sia di call che di put, proprio a ridosso del max pain price fissato a 72.000$, ossia il punto dove la maggior parte delle opzioni scadrebbe senza valore. Gli orsi proveranno in tutti i modi a spingere Bitcoin verso queste quotazioni ma dovranno fare i conti con la forza dimostrata nelle ultime settimane dai tori, i quali hanno nel mirino ben altri ostacoli da superare.

Per quanto concerne la scadenza delle opzioni $IBIT del 18 settembre, il quadro resta piuttosto simile. C’è una grossa concentrazione di call collocate al di sopra dei 79.000$, con uno strike massimo di 90.000$. Le put sono molto meno diffuse, e con un valore nozionale tendenzialmente più esiguo, ad eccezione del livello dei 70.000$, dove troviamo 130.000 contratti di vendita.
Sembra difficile pensare che Bitcoin possa scendere al di sotto dei 70.000$, in quanto a questo livello è presente un GEX positivo, che indica un posizionamento long gamma dei market maker e tende a favorire acquisti sul sottostante in caso di ribassi, al fine di riequilibrare il delta. Inoltre, i volumi call sulle opzioni $IBIT sono ai massimi storici e gli operatori di Wall Street stanno mostrando un interesse crescente nel prendere posizioni al rialzo su questo mercato.
L’analisi dello skew sulle opzioni Bitcoin: bias rialzista nel medio termine
Il movimento rialzista di Bitcoin osservato ad agosto non ha solo introdotto nuovi strike di prezzo rialzisti nel mirino degli investitori, ma ha cambiato completamente le carte in tavola per quello che riguarda IV e skew sulle prossime scadenze. La volatilità implicita è esplosa dopo un lungo periodo di mare piatto – sebbene negli ultimi giorni sia scesa leggermente – innescando grosse perdite operative a chi aveva deciso di impostare una strategia short vol (vendere call) sui rialzi.
Nel frattempo anche lo skew delta 25, che misura la differenza di prezzo tra opzioni put e call a parità di delta, ha iniziato a mostrare segnali particolarmente positivi, facendo schizzare alle stelle il premio relativo alle scommesse rialziste per le scadenze di breve e medio termine. Siamo passati, dunque, da una fase in cui le protezioni al ribasso erano le strategie più costose a uno scenario sostanzialmente opposto, in cui gli investitori sembrano disposti a pagare di più per approfittare di potenziale volatilità al rialzo.
Tuttavia, è bene osservare come questo posizionamento bullish sia in parte scemato nel breve periodo, mentre rimane intatto nel medio termine. Infatti, dopo la fase di euforia di agosto, lo skew a 7 giorni è tornato in zona neutrale, mentre lo skew a 180 giorni è rimasto impostato a favore delle call. Questo significa che, sebbene l’entusiasmo sul breve termine si sia raffreddato, sulle scadenze più lontane gli investitori continuano a mostrare una propensione bullish.

La curva dei prezzi delle opzioni reagisce in modo più dinamico alle scadenze di breve, ed è abbastanza normale che dopo un forte rialzo inaspettato dei prezzi di Bitcoin gli investitori abbiano ridotto la ricerca di esposizioni rialziste. Nonostante ciò, il fatto che su orizzonti più lontani si mantenga uno skew positivo è un ottimo segnale che mostra come nel medio termine le aspettative degli operatori siano abbondantemente bullish.
Conclusioni
Da qui a fine settembre Bitcoin dovrà decidere se estendere la fase di leg up e andare a segnare un HH sul grafico settimanale o se rifiatare dopo una fase di euforia e dare maggiore spazio di manovra ai ribassisti.
La resistenza più importante da monitorare è quella rappresentata dal range 83.000$-86.000$, dove si trova la base di costo dei long-term holder. Come supporto, l’area da difendere è quella dei 70.000$, che, in caso di breakdown, potrebbe accentuare il movimento bearish.
Detto ciò, i tori sembrano avere più probabilità di mantenere i prezzi a loro favore, vista anche la partecipazione degli operatori istituzionali, che da qualche settimana sono tornati a guidare gli ETF Bitcoin con afflussi positivi. Sul fronte opposto gli orsi possono far leva su dei volumi che rimangono poco convincenti sulle piazze spot e futures, oltre a uno scenario macro che solo due giorni fa ha evidenziato dati sull’occupazione USA maggiori delle aspettative.
Ricordiamo che il 16 settembre ci sarà il tanto atteso FOMC da parte della Federal Reserve. Il modo con cui Bitcoin ne uscirà da quell’appuntamento potrebbe influenzare significativamente la sua price action fino alla fine del mese di settembre.
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