Dopo una lunga fase di de-risking, gli ETF Bitcoin hanno registrato una striscia di 7 sessioni consecutive di inflow positivi, con oltre 2,5 miliardi di dollari entrati sui vari prodotti di investimento istituzionali. Sul fronte delle opzioni IBIT, l’entusiasmo degli operatori non è stato da meno: diverse metriche mostrano infatti come i trader di derivati abbiano puntato fortemente sul rialzo della criptovaluta negli ultimi giorni, pagando premi significativi e aumentando l’esposizione in leva.
Mercoledì scorso si è svolta la seduta con i maggiori volumi di sempre sulle call IBIT, con 1,58 milioni di contratti acquistati – pari a un premio di circa 300 milioni di dollari – a cui sono seguite altre giornate particolarmente intense in termini di scambi sulle opzioni. Questo boom di attività ha fatto crollare l’indicatore skew delta 25, che ha raggiunto il valore più basso (call più costose delle put) da novembre 2024.
I trader istituzionali incrementano la leva su IBIT: spingono gli ETF Bitcoin
Il ritorno della volatilità su Bitcoin non è passato inosservato agli occhi degli istituzionali, che in questi giorni hanno inseguito il rally della criptovaluta assumendo esposizione sul mercato delle opzioni IBIT. Secondo i dati di Checkonchain, in questo momento l’ETF di BlackRock presenta un bilancio complessivo di 775.000 $BTC, mentre l’open interest delle opzioni sullo stesso strumento segna 421.200 $BTC.
Il rapporto tra le due misure, che definisce il “Leverage Ratio” di IBIT, non era mai stato così elevato in tutto il 2026 ed è tornato proprio in questi giorni agli stessi livelli toccati nel Q4 2025.
Questo significa che durante la leg up di Bitcoin si è svolta un’intensa attività di trading sui derivati legati a IBIT, con l’esposizione degli investitori sulle opzioni che è cresciuta – in termini percentuali – rispetto alle attività realmente detenute dal fondo.

Tutto ciò ci dà un’idea di come i trader istituzionali siano tornati partecipi nel mondo crypto dopo una lunga fase di deleveraging e di distribuzione. Chiaramente, il solo rapporto tra AUM degli ETF e OI delle opzioni non ci dice in che modo essi si stiano posizionando per approfittare dei movimenti di Bitcoin, e dobbiamo integrare altre metriche per fare un passo in più nella nostra analisi.
Finora abbiamo constatato che il rally di Bitcoin ha attirato l’apertura di nuove posizioni sui derivati di IBIT, a un ritmo più veloce di quanto l’ETF sottostante sia cresciuto di capitali.
Skew su IBIT: opzioni call mai state così costose da novembre 2024
Come anticipato sopra, oltre al record degli ETF Bitcoin, le opzioni IBIT sono state molto negoziate nell’ultima settimana, in particolare per quanto riguarda i contratti call. Secondo i dati di Bloomberg Terminal, IBIT è stato il ticker con i maggiori volumi di trading sulle opzioni in tre delle ultime quattro sessioni di borsa aperte negli Stati Uniti, escludendo la seduta odierna.
In media i trader hanno scambiato giornalmente 1,87 milioni di contratti, con il 69% del flusso rappresentato da contratti call, a sostegno del fatto che il mercato ha cercato di inseguire il rialzo di IBIT e del sottostante Bitcoin.
Mercoledì scorso c’è stato addirittura il record di volumi call più alto di sempre su questo strumento, cosa che ha portato inevitabilmente il premio pagato per l’esposizione rialzista ad aumentare in modo significativo.
Per essere più precisi, non è solo il costo delle opzioni call su IBIT ad essere cresciuto, ma la differenza di prezzo tra call e put a parità di delta. La metrica che traccia questa differenza è lo skew 25 delta, e serve a capire quando e con che intensità le opzioni call diventano più costose delle put, e viceversa.
Dal grafico fornito da Checkonchain possiamo vedere come il rapporto sia crollato su livelli che non venivano toccati da novembre 2024, durante il periodo di forte entusiasmo per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti.
Questo vuol dire che attualmente le opzioni call su IBIT incorporano un premio particolarmente più elevato rispetto alle opzioni put, in quanto i trader stanno scommettendo prevalentemente su un rialzo del prezzo, con poca domanda di copertura dai ribassi.

Le prossime scadenze da seguire
Da qui al prossimo mese i trader di opzioni IBIT avranno più di un’occasione per divertirsi. Il 28 agosto andranno in scadenza 1,8 miliardi di dollari di controvalore di contratti, di cui 1,2 miliardi sono relativi a opzioni call. In seguito, il 18 settembre, ci sarà una delle scadenze più rilevanti dell’anno in termini di open interest, con più di 5 miliardi di dollari interessati, di cui 3 miliardi riguardano contratti call.
Per quest’ultima data, il max pain price si attesta a un prezzo di Bitcoin pari a 71.000$, livello dove i compratori di opzioni registreranno la perdita più grande.
Da notare come il rapporto tra put e call in termini di OI e volume sia molto basso per le prossime scadenze, mentre tende ad aumentare per i mesi di ottobre e novembre 2026, segnalando un maggior interesse verso l’esposizione al ribasso, o più semplicemente una minor concentrazione di scommesse rialziste.

Per la scadenza di metà settembre, che arriverà a 2 giorni di distanza dalle prossime mosse di Fed con la decisione sui tassi di interesse, c’è una concentrazione dell’interesse per le call intorno agli strike dei 78.000$ e dei 79.000$. Sarà molto importante per Bitcoin riuscire a trovarsi a un prezzo maggiore durante quella data, cosicché i trader possano rollare sulle scadenze successive continuando a mantenere un’esposizione rialzista.
Nel complesso, a questi prezzi le call sono per la maggior parte in-the-money, mentre le put sono abbondantemente out-of-money. Nel caso di un breakdown dei 70.000$ – che dovrà comunque fare i conti con un GEX positivo in quell’area, dove i market maker potrebbero assorbire la pressione di vendita – la situazione potrebbe invece evolvere a favore dei ribassisti.
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