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Economia

Gasolio shock: se gli USA chiudono il mercato, ancora più crisi. UE monitora "pratiche anticoncorrenziali" su sconti italiani

La crisi del gasolio accelera: gli USA pensano alla chiusura degli export. In UE si monitora situazione italiana.

19:27 • Pubblicato 29/09/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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I prezzi del gasolio continuano a dominare la scena. Non solo in Italia, dove ENI, Q8 e Ip hanno annunciato (e in parte applicato) prezzi calmierati, ma anche negli Stati Uniti, dove sul prezzo alla pompa spesso si giocano punti percentuali alle urne. Con le elezioni midterm che incombono, la questione diesel è tanto locale che globale. Donald Trump starebbe ragionando seriamente sulla possibilità di bloccare gli export e altrove la coperta è troppo corta per coprire tutti.

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Intanto partono le discussioni. Il Regno Unito sarebbe in contatto con gli USA proprio riguardo il potenziale ban, per quanto persone vicine a Trump abbiano ridimensionato la questione, parlando di possibili limitazioni, senza procedere a un ban completo.

Quale problema può risolvere Trump?

Potenzialmente nessuno. I prezzi del gasolio sono alle stelle per questioni che non può risolvere con un ban alle esportazioni negli Stati Uniti. Una mossa del genere potrebbe certamente offrire un minimo di respiro a livello locale, ma come lo hanno avvisato in molti, potrebbe in realtà rivelarsi un piano dalle conseguenze globali importanti.

Sul breve si potrebbe avere a livello globale un’ulteriore riduzione della domanda, andando però ad attaccare alcuni capisaldi sui quali tanto gli USA quanto i Paesi partner fanno affidamento, a partire dall’affidabilità degli States sul mercato energetico.

Qualcuno obietterà che potrebbe porre fine unilateralmente alla guerra in Iran, che è in parte responsabile dei prezzi ai quali stiamo assistendo. Tuttavia, anche su quel fronte la situazione è – a questo punto – compromessa. E difficilmente si potrà tornare alla normalità con una firma su un accordo temporaneo.

La coperta corta italiana

Anche in Italia la coperta è piuttosto corta e si dovrà fare i conti con ciò che potrebbe accadere alla fine dello sforzo dei privati per contenere i prezzi. Dopo ENI e Ip, anche Q8 ha annunciato un piano di riduzione dei prezzi. Lo sconto sarà valido, secondo quanto ha annunciato l’azienda, con un piano modulare. Sarà la stessa Q8 a supportare l’intera filiera affinché l’iniziativa sia sostenibile.

Il cap avrà una durata di 30 giorni, a partire dal 1° ottobre. Per quanto sia encomiabile lo sforzo delle aziende di cui sopra, rimane il fatto che non si potrà fronteggiare un problema strutturale con degli sconti. La prima lezione di microeconomia ci insegna infatti che per abbassare i prezzi o aumenta l’offerta o diminuisce la domanda.

UE monitora

Anche l’Unione Europea starebbe monitorando i prezzi dei carburanti, nello specifico però in relazione alle iniziative di cui sopra. Il portavoce della Commissione Europea si è rifiutato di commentare il caso specifico, ricordando però che l’UE è vigile su eventuali pratiche anti-concorrenziali.

Un tentativo di equilibrismo tra una mossa evidentemente popolare e la necessità di imporre regole che sono valide per tutti.

Paura per inflazione

In una fase del ciclo che ha visto tutte le principali banche centrali (fatta eccezione per il Regno Unito) intervenire sui tassi, il rischio principale è che i prezzi del gasolio e in generale dei carburanti spingano ancora più in alto l’inflazione, costringendo ad ulteriori misure di questo tipo. Il rischio c’è, è concreto e sarà molto difficile evitarlo.

I più tranquilli ripetono che non c’è bisogno di alzare i tassi per contenere inflazione che arriva da un supply shock. Ma fino a quando?

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Caporedattore e Content Strategy

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Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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