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Jack Dorsey Bitcoin mining

Mining Bitcoin per tutti (e più green) | Parte la scommessa di Jack Dorsey

+ESCLUSIVA CRIPTOVALUTA.IT+ Eravamo stati tra i primi a ventilare la possibilità che Jack Dorsey si sarebbe ritirato da Twitter per dedicarsi anima, corpo e cuore a Bitcoin. I fatti ci hanno dato ragione – e finalmente si iniziano a vedere i primi frutti di questo impegno.

Impegno che arriva da uno degli imprenditori più brillanti della nuova era digitale – massimalista Bitcoin che non si accontenta di accumulare $BTC, ma vuole radicalmente cambiarne la percezione presso il grande pubblico. Cosa che passerà anche da una maggiore decentralizzazione del Mining, che è poi l’oggetto del nostro approfondimento di oggi – e di nuove assunzioni presso Block, la sua altra azienda.

Bitcoin mining by Jack DOrsey - ecco come
Jack Dorsey vuole rivoluzionare il mining Bitcoin – ecco come

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Jack Dorsey vuole democratizzare il mining Bitcoin

Il sunto è questo – e avevamo già avuto modo di parlarne sulle nostre pagine tempo fa. Jack Dorsey ha intenzione di rendere più decentralizzato il mining Bitcoin, ovvero di renderlo più accessibile anche a chi non ha risorse e infrastutture per far girare le costosissime macchine richieste per avere dei ritorni con il mining.

Ne aveva già parlato in ottobre e soltanto qualche giorno fa ha postato un interessante screenshot relativo a mining che – secondo i ben informati – starebbe facendo girare privatamente. Non serve molto per fare il proverbiale 2+2 e capire a cosa servano le nuove assunzioni di specialisti presso Block.

Tutto lascerebbe pensare a nuove macchine ASIC che siano più efficienti, di taglia più piccola e più economiche, così da permettere a tutti di poterne avere una anche in casa. Obiettivo? Avere un network ancora più decentralizzato e che non diventi progressivamente ad appannaggio quasi esclusivo dei grandi player che hanno potere economico per migliorare e aumentare il loro parco macchine.

I tre obiettivi dell’impegno di Block

Gli obiettivi sono in realtà diversi: ovvero offrire come abbiamo detto ASIC maggiormente orizzontali, nonché di migliorare l’efficienza del mining. I proverbiali due piccioni con una fava, che al contempo abbasserebbero il consumo energetico globale di $BTC, contrastando uno dei temi che i detrattori del protocollo utilizzano per attaccarlo.

Ci riuscirà o meno con Block? L’obiettivo è sicuramente ambizioso, ma sappiamo dia vere davanti uno dei più poliedrici imprenditori del web e del digitale, che ha più volte fatto pubblica professione di fede per Bitcoin.

Qualcosa che lascia dunque ben sperare, sia per chi vorrà avere un giorno una macchina ASIC in casa, sia per chi sogna la prossima generazione di miner Bitcoin. Più efficiente, più pulita, più distribuita.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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One comment

  1. ci avrà dicuramente pensato, ma alla produzione di macchine più efficienti deve per forza esser accompagnato un limite all’aquisto. Una specie di KYC: vendo UNA sola macchina a persona (o 5 o 10). Altrimenti non cambia nulla: le mining farm comprano 10 milioni di macchine ed entro poco siamo di nuovo al punto di partenza!
    cmq una vera dedizione la sua, devo ammetterlo…

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