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Tezos Pro Ucraina

Tezos: solidarietà per Ucraina | Partita la raccolta fondi di XTZ

Anche Tezos si aggiunge alla lista di protocolli che supporteranno l’Ucraina tramite donazioni. La notizia è di pochissime ore fa e vedrà la divisione ucraina del gruppo collaborare con MadFish** per permettere appunto donazioni attraverso il suo network verso il paese.

I fondi però, al contrario del caso di Bitcoin, Ethereum, Solana e Polkadot non finiranno direttamente al governo ucraino, ma ad una ONG che li amministrerà, che sarà appunto Come Back Alive.

Tezos donazioni pro ucraina
Tezos apre alle donazioni pro-Ucraina

Sono stati già raccolti una buona quantità di XTZ, con il token che potrebbe subire anche delle pressioni importanti sulla domanda. Possiamo trovarlo sulla piattaforma eTorovai qui per ottenere il conto demo per testare tutte le funzionalità e i SERVIZI TOP – intermediario che nel momento in cui scriviamo offre 55+ cripto assortite in un’ottima scelta su tutti i comparti, dalla DeFi fino ai Layer 1 e al gaming.

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Tezos si aggiunge ai protocolli che offrono sostegno all’Ucraina

Il conflitto in Ucraina, come abbiamo già detto nelle nostre analisi, passerà con ogni probabilità alla storia anche per essere stato il primo dove in realtà le criptovalute hanno giocato un ruolo molto importante. Tezos va infatti ad aggiungersi a tutta una serie di protocolli che, con impegno diretto o indiretto, possono essere utilizzati per fare donazioni, vuoi verso il governo ucraino, oppure verso qualche ONG.

È stato il caso di Bitcoin, così come di Ethereum, di Tron, di Solana e anche di Dogecoin. A questa lista, che già copre una quantità importante delle criptovalute con il cap di mercato più importante si aggiunge oggi Tezos, che ha creato una pagina web specifica per fare donazioni. Una pagina che si apre con contenuti molto duri.

Aiuta l’Ucraina con XTZ, non lasciarci soli con il nemico. Dona XTZ all’Ucraina attraverso la Come Back Alive Foundation. Le persone faranno il resto.

Sono stai già raccolti 10.000 Tezos e l’obiettivo è fissato a 300.000, numero decisamente importante anche in virtù del fatto che milioni di dollari hanno già preso la via dei network che sono arrivati prima, temporalmente parlando. Un impegno comunque di rilievo e che renderà il protocollo più conosciuto.

Come si fa a donare?

Semplice. Bisogna collegarsi al sito ufficiale e collegare il proprio wallet Temple oppure Beacon. Potremo poi scegliere la quantità di XTZ da donare, che verranno trasferiti dal sito stesso direttamente nelle mani della ONG.

Un modo rapido, efficace, resiliente e sicuro per mandare denaro a destinazione – e forse preferibile per chi non vuole metterli nelle mani di un governo, ma in quelle di una ONG che si occuperà direttamente della distribuzione di denaro, viveri e generi di prima necessità.

E il sospetto è che se il conflitto dovesse malauguratamente continuare, ci saranno anche altri protocolli a prendere la stessa decisione.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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