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Legge cripto e Bitcoin negli USA | Primo leak e prime preoccupazioni

Incredibile leak ovviamente ancora da confermare per quanto riguarda le prossime leggi che potrebbero governare il mondo cripto negli USA. Con le solite preoccupazioni, che a nostro avviso sono tutte mal riposte, che hanno preso a circolare principalmente su Twitter.

Il lunghissimo documento è stato diffuso da un account anonimo e sarebbe parte di un più corposo sistema di oltre 600 pagine, che costituirebbe la fase embrionale del processo di regolamentazione del mondo cripto e DeFi da parte degli Stati Uniti d’America.

Se dovesse effettivamente portare ad una maggiore chiarezza all’interno del mondo cripto, potrebbe anche fare da appoggio ad un mercato più sano, almeno secondo alcuni commentatori. Cosa che potremmo sfruttare investendo con eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito con 100.000$ di CAPITALE DI PROVA – intermediario che include a mercato 72+ cripto nel suo listino, scelte tra i progetti maggiormente solidi anche in prospettiva futura.

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Leak di quanto sta avvenendo negli USA: ecco quella che potrebbe essere la proposta di legge

Cosa da prendere comunque molto con le pinze, dato che stiamo parlando a tutti gli effetti di un leak che è avvenuto tramite un account anonimo, anche se ripreso da diversi giornali. Molti commentatori stanno già analizzando il documento, che sembrerebbe essere dunque autentico almeno per la community. Data la rilevanza del mercato USA tanto per quanto riguarda Bitcoin quanto per il resto del comparto, è bene spendere più di qualche parola nell’analisi di quanto potrebbe avvenire.

Norme USA cripto - restrizioni
Le norme sono restrittive, molte delle quali però ancora da esplicitare
  • Di che documento si tratta?

Sarebbe ancora un draft e dunque dovrebbe essere sottoposto al lungo iter giudiziario americano. Al Congresso sarebbe comunque oggetto di altrettanto lunghe discussioni che potrebbero cambiarla nell’anima o anche bocciarla in toto. Prima di approcciarci a quanto è contenuto nel documento bisogna pertanto partire da questo punto: siamo davanti ad un documento che ancora non esiste e che comunque non vuol dire che sia in versione definitiva.

  • I punti più salienti

Sono a nostro avviso diversi e li analizzeremo uno per uno, tenendo conto sia del contesto di mercato all’interno del quale andranno ad operare, sia invece per quanto riguarda l’effettiva portata che avranno sui progetti, tanto di carattere finanziario quanto operativo.

Ad uscirne rivoluzionata sarà la DeFi

In realtà il principale comparto che potrebbe uscirne ridimensionato e obbligato ad uniformarsi a leggi molto più restrittive sarà quello della finanza decentralizzata. Nel testo sono infatti contenute diverse novità che riguardano il modus operandi di progetto di questo tipo.

  • ToS

Il codice sarà il centro del ToS ovvero dei Terms of Service che gli utenti devono accettare per utilizzare qualunque tipo di servizio online. Da una lettura in prima battuta sembrerebbe chiara l’imposizione ad ottenere dagli utenti approvazione di un nuovo ToS ogniqualvolta cambi, anche in misura minima, il codice.

  • AMM sotto le stesse regole degli exchange?

Su questo punto manca in realtà molta chiarezza, perché non si riesce a capire se gli exchange automatizzati e decentralizzati dovranno effettivamente sottostare alle stesse regole pertinenti la registrazione negli Stati Uniti che vengono applicate agli exchange classici. Nel caso in cui questo fosse il caso, sarebbe ovviamente molto difficile per questo tipo di attività operare negli USA. E un progetto che non sarebbe in grado di operare negli USA vedrebbe la propria portata fortemente ridimensionata.

  • Se offre rendimenti, è un titolo finanziario

Questo forse è il punto più controverso e che aprirà alle discussioni più accese una volta che il draft verrà reso pubblico. L’intenzione sembrerebbe essere quella di ritenere titoli finanziari tutte le criptovalute che possono offrire rendimenti periodici, anche non fissi. Questo vorrebbe dire che molti dei token che offrono rendite da staking finirebbero per essere considerate come tali e sottoposte potenzialmente alla giurisdizione di SEC.

Cosa cambierà per stablecoin ed exchange

Altre novità, sempre ammesso che la legge sia presentata in questa forma e poi effettivamente approvata rispettando i cardini che vi sono inclusi, riguardano tanto gli stablecoin quanto invece gli exchange. Le società che emettono Stablecoin dovranno essere registrate negli USA, non è chiaro ancora però in quali termini.

Questo offrirà dei vantaggi a USDC e a Tether che hanno sicuramente le dimensioni che gli permettono di mantenere uffici negli USA e relativi team legali. Sarà però un problema per quegli stablecoin a basso marketcap che potrebbero trovare non conveniente un’operazione del genere.

Chiunque traffichi inoltre in criptovalute, ovvero offra infrastrutture per lo scambio dovrà essere registrato come tale in un apposito registro. Dal wording, ovvero dal modo in cui è scritta la sezione non è ancora chiaro se questo riguarderà gli AMM come Uniswap o PancakeSwap oppure se ne verranno lasciati fuori. Intelligenza vorrebbe un’esclusione degli AMM da questo tipo di considerazioni, ma staremo a vedere.

Interessante anche l’articolo 3A che impedirebbe agli exchange di listare token che possono essere facilmente manipolati, qualunque cosa questa voglia dire.

Anonimato dei fondatori? Mai più

Altro attacco sarà all’anonimato dei fondatori e gestori di un progetto, qualcosa che è in realtà molto comune nel mondo cripto e che non riguarda soltanto Bitcoin. Questo è comprensibile, in quanto l’anonimato viene visto come principale veicolo di progetti che finiscono poi in rugpull.

Buono? Meno buono? Staremo a vedere quale sarà l’effettiva implementazione di norme di questo tipo, che possono effettivamente cambiare il modo in cui il mercato delle cripto e dei nuovi progetti andrà a funzionare.

Anche le DAO dovranno registrarsi

Le DAO, le organizzazioni decentralizzate, dovranno registrarsi negli USA, per il dover rispondere poi personalmente in qualità di partecipanti anche sul piano fiscale.

Anche questa è una novità che in realtà ci aspettavamo e che non cambierà almeno a nostro avviso di molto il panorama cripto, almeno per la maggioranza degli utenti. Questo almeno andando a tenere conto di quanto diremo tra poco, ovvero il vero stato di questa legge e la possibilità che venga approvata così com’è.

A che punto saremmo? Entrerà in vigore davvero così?

Il processo legislativo negli USA imporrà l’intervento anche di gruppi di interesse e di esperti che devono necessariamente aiutare il legislatore a smussare gli angoli e ad andare a chiarire dei punti che, come abbiamo riportato nel nostro approfondimento, sono sicuramente da tenere in considerazione se si vuole effettivamente offrire chiarezza al mercato.

iter legislativo USA
Prima di arrivare all’approvazione passerà del tempo – e la legge verrà anche modificata

Si tratta di una legge bipartisan, il che vuol dire che è stata creata di concerto da entrambi i partiti che dominano la scena politica USA. Questo non è indice del fatto che verrà sicuramente approvata così, ma è sicuramente un buon punto di partenza per chi vorrà vederla approvata.

Ci sono due questioni poi che andranno analizzate con il senno di poi: ovvero quali potranno essere effettivamente i risvolti di questa legge anche al di fuori dagli USA e quanto un impianto di questo tipo potrà fare scuola anche in altri stati. Morte del mondo cripto? Assolutamente no – e vedremo anche che in molti in realtà sottolineeranno come Bitcoin sia stato fondamentalmente graziato da questa tornata di leggi cripto.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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