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FTX: i liquidatori rischiano grosso! | Indagare Sam Bankman-Fried non basta

Sam Bankman-Fried non è l’unica persona alla quale dovremmo fare le pulci. Per quanto la narrativa principale lo abbia disegnato come capro espiatorio per il caso FTX, dovremmo cercare di mantenere alta la guardia. Per cosa? Per essere certi del fatto che dal processo che avrà il via il prossimo ottobre si ottengano più verità possibili.

Verità che non possono riguardare soltanto le mancanze di Sam Bankman-Fried, ma che dovranno accertare anche le responsabilità di studi legali, regolatori, politici e investitori di alto profilo, tutti potenzialmente utili per il banco degli imputati. No, non sono tribolazioni da manettari, ma l’atteggiamento che ci vi scrive ritiene necessario per ottenere il massimo possibile da questa sciagura.

Ci sono diverse questioni nuove che riguardano il caso FTX, con la buona notizia che riguarda una sorta di indifferenza maturata dal mondo crypto e Bitcoin, anche in termini di prezzo. Da Capital.comqui puoi trovare tutto il necessario per TESTARE GRATIS le sue funzionalità – possiamo operare come preferiamo, scegliendo anche MetaTrader 4 e TradingView, insieme ad un esclusivo algoritmo di intelligenza artificiale.

Sam Bankman-Fried non può essere l’unico responsabile

L’opinione è forte, certo. La narrativa ha trovato il suo Frankenstein e tutti sono scesi in strada, forcone alla mano, chiedendo pene esemplari. Pene esemplari che con ogni probabilità ci saranno e che non devono però dissetare chi vuole capire cosa sia successo davvero.

In altre parole una pena esemplare a Sam Bankman-Fried non può farci dimenticare di tutto il contorno. Un contorno che non riguarda soltanto privati cittadini, ma anche i piani alti della finanza, degli investimenti e anche del mondo legale USA.

SBF accusa
Non è questo il modo di procedere
  • La questione degli avvocati è la più spinosa

È una questione cruciale per capire come si è sviluppata la questione almeno negli USA. Chi ha seguito l’evolversi della crisi di FTX su Criptovaluta.it saprà già che l’11 novembre 2022 Sam Bankman-Fried ha firmato la nomina a CEO di John J. Ray III e che questo ora è pienamente responsabile della procedura di liquidazione.

Secondo quanto è stato raccontato da SBF – e c’è del vero – a spingerlo verso questa decisione sarebbero stati gli avvocati di Sullivan & Cromwell, che non solo sono coinvolti nella procedura di liquidazione direttamente (e che ricevono assegni milionari dalla stessa), ma avevano anche dei rapporti molto stretti con FTX.

Secondo quanto è stato riportato poi da James A. Murphy, questo non sarebbe l’unico caso di conflitto di interessi dello studio legale con il procedimento in corso.

SBF afferma di essere stato praticamente raggirato. Persone indipendenti confermano il conflitto di interessi. Dovremo vederci chiaro anche perché tali studi legali vengono pagati con le sostanze di FTX, che altrimenti potrebbero essere destinate al rimborso dei clienti.

  • FTX US e la sua solvibilità

Sam Bankman-Fried – e su questo aspetto sono in molti meno a prendere sul serio la questione – continua ad affermare che in realtà FTX US non avrebbe grossi problemi finanziari, ma che probabilmente li avrà a causa della gestione dei liquidatori.

Per quanto la credibilità di SBF sia ai minimi storici (comprensibilmente), ci sarà da indagare anche su questa vicenda, perché ancora una volta riguarda dei clienti che altrimenti avrebbero potuto ottenere un ristoro quasi pieno.

Grandi fondi e politica

Ci sono poi le questioni che riguardano i grandi fondi (vedi Blackrock) che avevano investito senza aver svolto alcuna due diligence. Per quanto siano affari loro i denari che hanno perso, bisogna considerare il fatto che un investimento di Blackrock ha degli effetti importanti sull’intera credibilità di FTX.

Dall’altro lato poi abbiamo la politica USA, che aveva eletto SBF a interlocutore unico del mondo cripto e che voleva utilizzarlo anche per assestare dei colpi decisi al mondo delle cripto, di Bitcoin e anche della DeFi.

Da Gary Gensler di SEC, passando per i piani alti della politica USA, con molti dei membri più in vista del circo politico statunitense che avevano ricevuto, direttamente o indirettamente, fondi da FTX. Fondi sì parzialmente restituiti, ma soltanto dopo che il caso ha raggiunto i principali giornali del mondo.

Dal processo, per intenderci, dovranno venir fuori novità su tanto altro. E non solo sulla posizione, ormai già irrimediabilmente compromessa, di Sam Bankman-Fried.

Perché il giochino potrebbe diventare pericoloso: farlo passare per l’unico mostro, per l’unica mente di un fallimento miliardario, con un’assoluzione di fatto per tutti coloro i quali sono stati corresponsabili di quanto avvenuto.

  • Una piccola nota per l’Europa

Anche se in molti fischiettano facendo finta di nulla, FTX aveva ottenuto licenza in Europa come intermediario finanziario. E nessuno sembrerebbe avere voglia di indagare a fondo, anche per il semplice scopo di raccontare ai clienti truffati cosa sia successo davvero.

Da un Europa che giura lotta dura senza paura al mondo delle truffe cripto, è lecito aspettarsi qualcosa di più. C’è stata un’interrogazione parlamentare senza seguito in Italia e poco altro altrove. Davvero meritano così poco i cittadini europei?

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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17 giorni fa

FXT e’ stata la classica spyop targata CIA per stornare fondi verso teatri “caldi”, leggi ucraina. e’ da 70 anni che l’amministrazione americana opera in quel modo ogniqualvolta non riesce ad ottenere finanziamenti dal congresso per le sue operazioni.