Per il 1° giugno CME è pronta a lanciare contratti derivati che replicheranno la volatilità di Bitcoin. Si potrà pertanto investire sull’aumento o la diminuzione della volatilità di questo asset anche presso la più importante borsa del mondo per i titoli derivati. Si tratta dell’ennesima aggiunta da parte del CME a tema crypto. La borsa in questione ha recentemente annunciato l’avvio del trading di futures crypto 24/7, a partire dal 29 maggio.
Si tratta di un’ennesima integrazione tra trading a tema crypto e una borsa, il CME, dal quale passano ogni giorno centinaia di miliardi di dollari di operazioni. Un’integrazione che servirà principalmente agli investitori istituzionali e articolati – e che però è segno della sempre maggiore rilevanza dei mercati degli asset digitali, su scala globale.
I contratti sulla volatilità
Ci si potrà proteggere da o puntare sulla volatilità del prezzo di Bitcoin. I contratti saranno attivi – previa autorizzazione da parte di CFTC (l’authority USA che si occupa di vigilare sul mercato dei derivati) a partire dal 1° luglio. Si potrà andare long (e dunque puntare sull’aumento di volatilità) o short, con contratti da 500$ moltiplicati per il Bitcoin Volatility Index offerto dalla stessa CME.
CME offre da tempo futures standard e mini direttamente su Bitcoin e Ethereum e già dal precedente ciclo ha allargato la sua offerta alle top per capitalizzazione di mercato.
In aggiunta, di recente, ha integrato anche contratti su AVAX e SUI, testimoniando un importante impegno per quanto riguarda anche il settore delle altcoin.
Offerta spinta dalla domanda
Con ogni probabilità dietro il lancio di questi prodotti c’è una forte domanda da parte della clientela, principalmente istituzionale, di questo scambio. Una clientela che da tempo opera anche con strategie complesse (anche di copertura) nel mondo degli asset digitali.
Un’ulteriore testimonianza del passaggio, almeno in parte, del controllo del mercato Bitcoin alla cosiddetta finanza tradizionale. Ne parliamo da tempo su queste pagine e sarà questo un trend di sempre maggiore integrazione tra il mondo crypto e quello della finanza di un tempo.
Passaggio che non piace a tutti ma che è forse obbligato nel percorso di crescita come asset credibili anche per chi opera fondi e family office di certe dimensioni.
Ora rimarrà da attendere soltanto l’ok di CFTC, che comunque non dovrebbe tardare.
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