Ethereum è in recupero nella seduta odierna, con i prezzi tornati momentaneamente sopra i $2.300 dopo due giornate consecutive all’insegna del ribasso. Il mercato è ora in fase di equilibrio, in attesa di capire se rinnovare il sentiment rialzista di aprile o correggere su quotazioni più modeste. Le prossime sessioni potrebbero essere fondamentali nel definire la direzione di ETH nel breve termine.
Il posizionamento dei trader, in particolare sul mercato delle opzioni, lascia intendere che il mercato non stia prezzando uno scenario di stabilità. In particolare, nelle prossime due giornate è attesa forte volatilità, visti gli elevati capitali in gioco e la grossa concentrazione dei volumi attorno a un livello chiave per la price action. Vediamo più da vicino la situazione.
Ethereum: grossi volumi di trading sulla scadenza del 15 maggio
Nelle ultime 24 ore, il mercato delle opzioni su Ethereum ha attirato posizioni significative sulla scadenza del 15 maggio, evidenziando un certo interesse speculativo da parte degli operatori professionisti. In totale, per quella data sono stati scambiati ben 165.000 contratti, pari a un controvalore di quasi 400 milioni di dollari.La maggior parte delle puntate rappresentano contratti call, mentre una piccola fetta è riferita alle put, con i prossimi due giorni di negoziazioni che stabiliranno se tali posizioni verranno esercitate o meno. Vista la vicinanza della data di scadenza, possiamo considerare gran parte di questi volumi come scommesse altamente speculative, non estreme come quelle che vediamo nelle opzioni 0DTE, ma comunque basate sul comportamento dei prezzi di Ethereum nel brevissimo periodo.

In generale, la scadenza del 15 maggio è quella più carica di open interest delle prossime due settimane, con 600 milioni sul piatto. Per il resto del calendario troviamo molta attenzione per il 29 maggio, dove si contano 1,2 miliardi di controvalore di contratti, e per il 26 giugno, data in cui vediamo 1,6 miliardi di interesse aperto.
Ethereum: i trader di opzioni puntano 180 milioni di dollari su questo strike per ETH
Al momento tutti gli occhi degli operatori di opzioni, nonché quelli degli holder di Ethereum, sono puntati sullo strike dei $2.350 per ETH. Possiamo osservare infatti che per la scadenza del 15 maggio, quello rappresenta il prezzo su cui si concentra più valore, con oltre 180 milioni di dollari di open interest, di cui tutti esposti sul lato delle call.
Altri strike rilevanti includono il livello dei $2.300, con 70 milioni di dollari divisi tra call e put, quello dei $2.400, con 60 milioni condensati sulle call, e a seguire altri livelli più OTM. Questa configurazione lascia pensare a primo impatto che tutti stiano scommettendo su un breakout di ETH da qui ai prossimi giorni, con i prezzi che dovrebbero accelerare ben sopra la zona dei $2.350.
In realtà però questa lettura è superficiale, e non tiene conto di alcuni dettagli chiave riguardo la struttura dell’open interest.

Short call butterfly su ETH: i trader chiedono volatilità al mercato di Ethereum
Il forte incremento dei volumi in prossimità della scadenza del 15 maggio per ETH è stato identificato dalla piattaforma di analisi on-chain Laevitas come un chiaro posizionamento tipico da struttura short call butterfly.
Che cos’è una short call butterfly? si tratta di una strategia che mira ad approfittare di un potenziale incremento della volatilità dei prezzi. Viene costruita acquistando una call su uno strike inferiore OTM, vendendo due call sullo strike centrale ITM e acquistando nuovamente una call su uno strike superiore OTM, sempre con la stessa scadenza.
In questo caso per Ethereum abbiamo l’acquisto di una call a $2.300, la vendita di due call a $2.350 e l’acquisto di una call a $2.400. La dinamica è coerente con la distribuzione dell’open interest sugli stessi strike, riflettendo una forte concentrazione proprio sull’area centrale della struttura.
La short call butterfly guadagnerà se i prezzi di ETH dovessero distanziarsi molto dallo strike dei $2.350, indipendentemente dalla direzione. Al contrario, perderà denaro se le quotazioni di Ethereum dovessero rimanere vicine allo strike centrale. In ogni caso, profitti e perdite risultano limitati, con una struttura che punta sull’aumento della volatilità nel breve periodo.
Tutto questo ci porta a pensare che nei prossimi due giorni i prezzi di ETH potrebbero reagire con forti movimenti alle novità sul fronte macro, mentre il DVOL index dell’asset ha appena raggiunto il livello più basso dal minimo di febbraio. Non è ovviamente una lettura univoca, ma è quantomeno ciò che si aspettano i grandi investitori.
I livelli di liquidazione più caldi sul grafico di Ethereum
Molto interessante contestualizzare il posizionamento dei trader di opzioni con le zone del grafico di Ethereum più ad alta densità di possibili liquidazioni. Secondo la chart di Coinglass notiamo infatti una forte concentrazione nella zona compresa tra i $2.420 fino a $2.500, con diverse centinaia di milioni di dollari di posizioni short pronte a saltare.
Una rottura di quei livelli potrebbe indurre ad un effetto short squeeze, con gli short liquidati che aumenterebbero ulteriormente la spinta della domanda al rialzo, oltre a rendere profittevole la strategia che stavamo analizzando sopra.
Dal lato opposto, un breakdown al di sotto dei $2.240 attiverebbe qualche liquidazione dei tori, seppur con dimensioni sensibilmente inferiori rispetto all’area superiore.

Nel frattempo l’andamento dell’open interest mostra potenziali segnali di chiusura di posizioni short nelle ultime ore, con tanti contratti che erano stati aperti durante la correzione di ieri. Il funding rate viaggia in zona neutra e il CVD mostra ancora una predominanza delle vendite a mercato rispetto agli acquisti.
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