Anche il calcio italiano nel posto che conta di più. O meglio, in quello che genera più soldi. Polymarket è sponsor di uno dei due club che prenderanno parte, questa sera, alla finale di Coppia Italia. Sempre sulla stessa piattaforma – e anche su altre come Kalshi – è stata aperta la possibilità di “effettuare previsioni” e renderle dei titoli finanziari, o meglio, delle opzioni. E in più per la prima volta avremo la cosiddetta Polymarket cam – una videocamera su moto che seguirà il club mentre si avvicinerà allo stadio. Tutto questo mentre – lo ricordiamo – i principali prediction market sono indisponibili in Italia perché sprovvisti di licenza.
Per uno sport che batte insistentemente su valori, famiglia, amicizia, correttezza, certamente un’evoluzione che in tanti non si sarebbero mai aspettati.
Finisce una polemica, ne inizia un’altra
Di polemiche su Serie A, coppe nazionali e compagnia non ne sono mai mancate. Si dibatte di orari, di certe finali (quelle di Supercoppa) che vengono giocate a migliaia di chilometri perché i soldi son pur sempre i soldi, dei giri ai vertici di FIGC e di diritti televisivi. Tutte questioni che – direttamente e indirettamente – riguardano il denaro. E se i massimi vertici del calcio italiano possono permettersi di non guardare in faccia a nessuno, dicono certi tifosi, perché mai dovrebbero guardarci i club.
Di denaro, per far funzionare le squadre di calcio, ne serve parecchio. E si prende – ormai da qualche tempo a questa parte – dove lo si trova. Anche con qualche bizzarria.
Il mondo crypto è presente da tempo e non sempre con buoni risultati nel mondo del calcio. Di recente si è affacciato, mettendo sul tavolo (si dice) circa 20 milioni, il simbolo di questa nuova era. È Polymarket, che guadagna così tanto da poter spendere e spandere per mettersi spazi (e prezzi) che per le imprese del mondo esterno ai prediction market sono pura fantasia.
Di più: come è noto Polymarket non consente accesso ai propri servizi al pubblico italiano: manca di licenza ed è intervenuta già AdM sul tema. Polymarket l’ha spuntata parzialmente ottenendo lo sblocco del sito e garantendo però che agli italiani non sarà consentito scommettere. O meglio, fare le proprie predizioni, trasformarle in contratti finanziari e scambiarle sui mercati.
Nessun accesso ai “servizi”, ma ci sarà la cam
La partnership tra Lazio e Polymarket – che avevamo già raccontato qui – non sarà appunto sul piano della possibilità di giocare. Anzi, scusate, di investire. Sarà una collaborazione media e brand che vedrà – tra le altre cose – l’utilizzo questa sera, per la prima volta, della Polymarket cam. Un gruppo che si occupa di mercati predittivi che però, pur di far vedere il marchio, si trasforma in media company o comunque di impresa a sostegno di attività dei club destinati a social e TV.
Peccato veniale? Per carità, non è affatto un peccato. Dopotutto sulle maglie di tante squadre campeggiano sponsor (registrati e legali nell’utilizzo) legati al mondo del betting. Perché mai fare una distinzione per Polymarket? Ci mancherebbe, ripetiamo. Ognuno faccia ciò che vuole.
Come però abbiamo scritto anche altrove, la sensazione che in Italia ci siano due pesi e due misure è forte. Soprattutto quando – lasciando perdere questa sponsorizzazione – ci sono addirittura ex-primi ministri coinvolti in altri mercati predittivi.
Forse ci stiamo facendo un po’ vecchi, e abbiamo iniziato a pensarla proprio come Warren Buffett. E facciamo una certa fatica – tra “mercati delle predizioni”, sponsor e partecipazioni, a distinguere la realtà dalla finzione.
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