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ETH veterani Ethereum prese profitto

Balene e veterani di Ethereum prendono profitto: mai numeri così da dicembre 2025

Gli investitori con profitti non realizzati da 1.000X si stanno muovendo. La loro attività on-chain su Ethereum è ai massimi degli ultimi mesi. Non benissimo per ETH, ma non è quello il problema principale.
ETH veterani Ethereum prese profitto

I wallet più storici del mondo Ethereum stanno tornando improvvisamente in attività. Vediamo sempre più spesso movimenti multimilionari di indirizzi che risultavano fermi da anni – in molti casi ritenuti persi per sempre, magari a causa della perdita delle chiavi private – e che ora invece stanno scaricando sul mercato i loro ETH, realizzando profitti da capogiro.

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Tra chi aveva partecipato all’ICO di ETH nel 2014 e chi aveva acquistato la moneta nei primi mesi dopo il lancio della mainnet nel 2015, il mercato oggi sta assorbendo un’ondata di prese di profitto da parte dei veterani. Secondo i dati on-chain, questo trend di risvegli è attualmente ai livelli più alti mai registrati negli ultimi 5 mesi, e non è tendenzialmente da considerarsi come un dato bullish.

I partecipanti dell’ICO di Ethereum si risvegliano dal letargo

Ultimamente ne stiamo leggendo a bizzeffe di casi di questo tipo: investitori che in tempi non sospetti avevano acquistato Ethereum a pochi centesimi o poche unità di dollari, e che ora vendono migliaia di coin a prezzi ben più elevati, realizzando moltiplicatori da oltre 1.000X.

Pochi giorni vi avevamo raccontato di 10.000 ETH trasferiti da una balena che, dopo aver speso appena 3.000 dollari all’ICO, ha incassato un profitto da ben 23 milioni di dollari. Più di recente sono emersi tanti altri episodi simili: un altro wallet che aveva partecipato all’ICO, investendo solo 124 dollari, si è ritrovato oggi in mano con un malloppo da 400 ETH che equivale a oltre 900.000 dollari.

Oppure, poche ore fa Lookonchain ha segnalato il movimento di 790 ETH acquistati durante a fase di ICO con appena 245 dollari e rimasti dormienti per oltre 10 anni, oggi pari a circa 1,79 milioni di dollari, per un ritorno di circa 7.300 volte il capitale investito.

Acquirente dell’ICO di ETH torna a spostare le sue monete

In ogni caso questi risvegli improvvisi – che siano frutto di una pianificazione di lungo periodo o del ritrovamento delle chiavi private – stanno contribuendo ad aumentare la pressione di vendita sulle borse di Ethereum. E non è tanto la singola distribuzione di un wallet che preoccupa, in quanto i mercati hanno sufficiente profondità da assorbire vendite multimilionarie senza grossi problemi, quanto più l’attività aggregata di questi indirizzi.


Movimenti dei veterani di Ethereum ai massimi del 2026

Secondo la metrica “ETH: Average Coin Dormancy”, che misura l’età media delle coin spostate on-chain, il mercato sta ora registrando i valori più alti da dicembre scorso, calcolando il dato in una media a 14 giorni.

L’indicatore calcola semplicemente per quanto tempo le monete sono rimaste inattive prima di essere spostate su blockchain: il dato cresce quando si registrano movimenti di ETH rimasti fermi per diversi anni, mentre tende a scendere quando a dominare sono transazioni di coin più “recenti” e meno datate. 

Come potete vedere dal grafico, da inizio aprile c’è stata un’impennata dei trasferimenti da parte dei veterani, con il Coin Dormancy che è salito fino a 91, un punteggio che raramente è stato superato nel corso degli ultimi due anni. Ciò vuol dire che nelle ultime settimane si è osservato un vero e proprio risveglio di massa di tanti holder di Ethereum, cosa che potrebbe aver influito negativamente sull’ultimo tentativo di breakout della criptovaluta.

Coin dormancy Ethereum età ETH movimentati
Risveglio degli ETH dormientiFonte dati: https://studio.glassnode.com

Inoltre, la cosa che preoccupa di più riguarda il fatto che storicamente grosse ondate di dormancy in rialzo hanno spesso coinciso con fasi di distribuzione aggressive da parte dei long term holder. Vediamo infatti dalla chart sopra come il ribasso registrato dal top di luglio 2025 sia stato accompagnato in larga parte da un’attività crescente da parte dei portafogli storici.

Quanti ETH inattivi potrebbero tornare in circolazione?

Rimangono ancora tanti ETH che non si muovono da diversi anni dai propri indirizzi, ma che potenzialmente potrebbero essere riattivati e venduti sul mercato in qualsiasi momento. Stando all’indicatore “ETH: Hodled or Lost Coins”, questo numero si avvicina a circa 35,7 milioni di monete, per un controvalore di quasi 81 miliardi di dollari.

Ovviamente è molto improbabile che tutte queste coin tornino in circolazione in contemporanea, e che vengano vendute tutte insieme. Anzi, più passa il tempo più diventa difficile ipotizzare un risveglio massiccio e simultaneo, coerentemente con l’andamento della chart che tende ad appiattirsi e a distribuire sempre più lentamente.

Questo comportamento si spiega semplicemente con il fatto che, negli anni, anche i wallet degli investitori più convinti si sono progressivamente mossi, e oggi rimangono quasi esclusivamente indirizzi non più accessibili, oltre a qualche caso isolato di fedelissimi che – a distanza di 10 anni o più – non hanno ancora realizzato i propri profitti.

Token Ethereum considerati persi o in holding
ETH considerati persi o “hodled” Fonte dati: https://studio.glassnode.com

C’è da preoccuparsi per il prezzo di ETH?

In realtà non molto, almeno se ci concentriamo solo sui movimenti dei vecchissimi indirizzi. Sebbene infatti nel breve periodo qualche risveglio di troppo dei veterani potrebbe contaminare il sentiment degli investitori e portare a vendite generalizzate – anche da parte degli holder più recenti – nel medio/lungo periodo la situazione sembra sotto controllo. 

Il problema non riguarda tanto gli ETH più storici che non si muovano da oltre 10 anni, quanto più in generale le monete dei long-term holder (holding da almeno 6 mesi), che ancora oggi rappresentano la fetta più corposa dell’offerta di Ethereum. Su questo fronte stiamo vedendo sempre più balene di Ethereum tornare sul mercato, con un andamento che oltretutto stona con la price action di ETH.

C’è ancora parecchia attività di vendita da parte di questa coorte di investitori, forse perché in molti – scoraggiati dalle performance deludenti degli ultimi anni – stanno decidendo di chiudere il proprio investimento e passare ad altro. Fatto sta che, al momento, non sono gli acquirenti dell’ICO a pesare sul prezzo di ETH, ma più verosimilmente chi ha accumulato tra il 2020/2021 e gli ultimi 6 mesi.

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