Prima della riapertura delle borse (in particolare i derivati), la domenica scorre non priva di qualche sussulto. La firma dell’accordo di pace tra Iran e USA sarebbe dovuta arrivare a breve, ma un attacco israeliano a Beirut mette a repentaglio gli ultimi passi della trattativa. I futures perp sul petrolio rispondono, ma non troppo – e il mondo crypto reagisce male, ma anche in questo caso… non troppo. Si sta per aprire una settimana che avrà almeno tre distinte questioni alle quali prestare attenzione.
Oltre alla presunta firma della pace – per la quale dovrebbe ormai mancare poco – ci saranno tre decisioni sui tassi di interesse dalle tre banche centrali più importanti del mondo. Il tutto all’interno di una settimana corta che vedrà le borse chiuse venerdì 19 giugno – per festività nazionale.
Guerra, pace, Hormuz: si può finalmente voltare pagina?
La questione oltre che interessare i mercati riguarda anche questioni assai più importanti, perché sotto le bombe finiscono persone e perché ogni barile di petrolio non consegnato vuol dire aggravio delle condizioni di vita di chi gli aumenti non può proprio permetterseli.

Ad ogni modo il mercato del petrolio, quello delle azioni, quello dei bond e quello valutario – e anche quello delle criptovalute – aspettano finalmente la parola fine su un conflitto che si trascina ormai da troppo tempo. E che è andato oltre il preventivato.
Tutto sembrava pronto per la firma – poi c’è stato un attacco a Beirut per mano israeliana che ha riacceso gli animi. Donald Trump è intervenuto sul suo social network. Truth, a condannare l’attacco – che potrebbe rovinare una giornata storica di pace.
Anche il mercato delle materie prime – come spiega qui Alex Lavarello – potrebbe risentirne (in positivo). È stato un pessimo performer da quando la guerra è iniziata.
In una settimana decidono tre banche centrali
In una sola settimana decideranno tre diverse banche centrali. Apre Bank of Japan, che martedì aumenterà i tassi di riferimento dello 0,25%. Poi toccherà a Federal Reserve, che invece non toccherà nulla. Poi sarà il turno, giovedì, di Bank of England, che dovrebbe lasciare i tassi invariati.
Oltre alle decisioni, che appaiono tutte e tre come scontate, peseranno anche le dichiarazioni dei governatori. Da segnalare l’assenza di Ueda Kazuo, che è stato ricoverato durante la settimana e salterà appunto la prossima riunione. A lui vanno gli auguri di pronta guarigione di tutta la redazione di Criptovaluta.it®.
Bitcoin: il ritorno degli istituzionali?
Potrebbe essere – per carità – anche una coincidenza. Tuttavia nel giorno della IPO di SpaceX abbiamo avuto il ritorno in positivo degli ETF Bitcoin dopo quasi un mese di performance negative in termini di afflussi.
Una delle letture possibili è che l’IPO di SpaceX abbia in realtà confermato l’appetito per gli asset più rischiosi e che dunque anche Bitcoin potrebbe giovarne già sul breve.
La domanda degli ETF – che ha sostenuto anche in momenti relativamente difficili – manca da troppo tempo.
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