Dopo un primo semestre da protagonista, con prezzi in netta controtendenza rispetto al resto del settore crypto, il progetto Hyperliquid inizia a mostrare i primi segnali di sofferenza. Il token $HYPE, la crypto più amata dai sostenitori della tesi del value accrual legata ai buyback, sta registrando una contrazione del -9% nelle ultime 24 ore, con le quotazioni che – nel momento in cui scriviamo – hanno appena perso il supporto psicologico dei $60.
Nulla comunque di catastrofico per Hyperliquid, che mantiene ancora un outlook su un time frame più ampio, nonostante abbia accusato un brutto -17% nell’ultimo mese di contrattazioni. Gli investitori in $HYPE, che non erano abituati a vedere la moneta più debole rispetto ad asset choppy come $ETH – il quale oggi perde “solo” il -3% – iniziano a interrogarsi sui fattori che stanno generando così tanta incertezza negli scambi.
Perché Hyperliquid ($HYPE) sta scendendo di prezzo?
A livello tecnico, l’unica spiegazione plausibile è che l’offerta sta vincendo sulla domanda, ergo, c’è più pressione di vendita che di acquisto. Questo non sempre è dovuto a una motivazione specifica, e potrebbe trattarsi semplicemente di una presa di profitto o di una rotazione dei capitali da parte degli investitori che hanno cavalcato un’ottima fase bullish su $HYPE.
Cercando tuttavia di sviscerare le possibili cause dietro a questi ribassi, possiamo provare a dare un’interpretazione più approfondita. A prima vista, uno degli elementi che sta attirando più timori riguarda la vendita di 105.400 token $HYPE, pari a un controvalore di 6,5 milioni di dollari, da parte di un wallet connesso ad a16z, secondo quanto riportato da Wu Blockchain.
Non è detto che ci sia effettivamente la mano del VC dietro a queste vendite, essendo solo delle euristiche on-chain, ma la questione sta inevitabilmente preoccupando gli holder visto che a16z è stato storicamente un sostenitore e investitore di Hyperliquid.
Altre fonti, come quella di Lookonchain, riportano vendite ben più intense da parte della balena, con dati che parlano di 437.000 $HYPE, pari a 28,3 milioni di dollari, depositati sugli exchange centralizzati negli ultimi 2 giorni. In ogni caso, non sono verosimilmente solo le operazioni di questo singolo indirizzo ad aver innescato il sell-off, ma un insieme di fattori e di driver ribassisti che stanno complicando il sentiment del più ampio mercato.
Qui il nostro Alex Lavarello vi aveva parlato qualche giorno fa dei livelli critici da monitorare su Hyperliquid. Vi consigliamo caldamente la lettura.
Hyperliquid soffre il “leverage unwind” sui mercati HIP-3
In molti stanno indicando come capro espiatorio del ribasso di $HYPE le grandi ondate di liquidazioni che negli ultimi giorni hanno colpito il mercato HIP-3 di Hyperliquid, ossia la sezione dove vengono scambiati gli equity perps – contratti derivati basati su azioni, materie prime ed ETF.
Secondo alcuni analisti, il crash registrato da titoli del settore AI come $SNDK, $MU e $SKHY, che perdono tutti oltre il -40% dai rispettivi massimi storici, avrebbe indotto un forte “leverage unwind” delle posizioni degli utenti. Questa è inoltre la spiegazione più sensata che giustifica la perdita di circa 500 milioni di dollari registrata dall’open interest HIP-3 a partire dal 13 luglio.
Ovviamente, come potete vedere dal grafico qui sotto, l’andamento della metrica rimane ancora ampiamente espansivo, grazie soprattutto alla rotazione dei capitali sui mercati tradizionali osservata nell’ultimo periodo. I volumi HIP-3 hanno superato per la prima volta quelli dei native perps, e questo è sicuramente un dato positivo che contrasta, almeno in parte, la recente riduzione dell’open interest.

Ad ogni modo, rimane forse il problema che su Hyperliquid si stia giocando un pelino troppo con la leva. Questo non sempre è un fattore positivo per il progetto, nonostante il vault HLP guadagni con le liquidazioni e il protocollo incassi tendenzialmente più fees quando c’è una dose elevata di speculazione.
Ce lo ricorda a tal proposito la Corea, che proprio ieri ha imposto limiti sulle leve contro i piccoli investitori, per evitare che questi ultimi – sempre più protagonisti in termini di quote di mercato dei volumi – possano innescare sell-off eccessivamente violenti in caso di cascate di liquidazioni.
Timori per la regolamentazione dei perps di Hyperliquid negli Stati Uniti?
Un altro filone narrativo che sta destando non poche preoccupazioni riguarda il tema della regolamentazione dei contratti perps negli USA. A fine maggio l’Intercontinental Exchange, società proprietaria del New York Stock Exchange (NYSE), aveva chiesto ai regolatori statunitensi di intervenire per evitare disparità di trattamento nei confronti delle piattaforme centralizzate, in merito alla questione dei derivati perpetui.
Lo stesso team dell’ICE aveva poi elogiato Hyperliquid e il suo team, affermando come la piattaforma abbia costruito un prodotto incredibilmente performante, pur non nascondendo comunque alcune perplessità sui rischi associati alla crescita dei perps decentralizzati. Tra questi, il timore che strumenti del genere, operativi 24/7, possano alterare il rapporto degli investitori con gli indici globali e creare nuove difficoltà sul fronte delle sanzioni internazionali.
Fatto sta che Hyperliquid, insieme ai rappresentanti di Trade.XYZ – il principale fornitore dei mercati HIP-3 – ha incontrato in settimana la crypto task force della SEC per parlare proprio della regolamentazione di questi prodotti. Non sappiamo tuttavia cosa ne sia venuto fuori dal meeting, e quali implicazioni – positive o negative – potrebbe apportare una nuova legge in materia di contratti perpetui decentralizzati. Forse proprio questa incertezza normativa sta contribuendo ad aumentare la pressione al ribasso su $HYPE.
L’aumento della competizione nei DEX decentralizzati (e non solo)
In ultima istanza, possiamo attribuire una fetta della responsabilità dell’ultimo calo di $HYPE alla maggiore competizione che troviamo nell’industria dei contratti perpetui rispetto a pochi mesi fa. In particolare, sempre più realtà stanno crescendo nel settore dei DEX decentralizzati, proponendo nuovi prodotti e siglando nuove partnership che indeboliscono il dominio di Hyperliquid.
Di recente c’è stato ad esempio il funding di eToro a Extended, che ha gettato le basi per una nuova integrazione tra il famoso broker e la piattaforma DeFi, spingendo tra l’altro molti utenti a farmare l’airdrop di un nuovo token in arrivo.
C’è da segnalare poi come anche gli exchange centralizzati e le società fintech si stiano aprendo a questi nuovi modelli ibridi tra il trading di criptovalute e asset tradizionali, aumentando parecchio l’agonismo in un settore che fino a poco fa vedeva Hyperliquid come l’unica piattaforma rilevante dell’industria.
Ad oggi Hyperliquid rimane comunque la più grande piazza ad offrire contratti di ogni tipo, con ampia profondità di mercato, costi contenuti, e bassa latenza. Tutto ciò, insieme all’elevata redditività del protocollo e ai riacquisti strategici di $HYPE, contribuisce a mantenere solida la narrativa di lungo periodo attorno al progetto, nonostante nel breve termine stia affrontando qualche sporadica difficoltà.
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