È stata infine resa pubblica la lista di attività, società e individui inclusi nel ventunesimo pacchetto di sanzioni alla Russia. Diverse delle società incluse nella lista sono del mondo crypto, con un solo nome importante, che tra le altre cose era già finito nella lista di società sanzionate del Regno Unito. Si tratta di HTX, che fa capo a Huobi Global SA e che vede la partecipazione anche del tycoon Justin Sun.
Nella lista sono finiti nomi riconducibili al mondo crypto che però quasi nessuno aveva mai sentito nominare, almeno in Europa. Tra questi NoOnecrypto, BitPapa, Monease, WhiteBird. Sottoposte a sanzioni anche A7 Nigeria e A7 Africa, riconducibili al gruppo A7A5, dell’omonima stablecoin legata al rublo. Le sanzioni saranno attive dal 23 agosto 2026.
HTX ancora in una lista di società sanzionate
A finire nella lista nera dell’UE è la società che controlla HTX, ovvero Huobi Global SA, che in passato era stato già inserito nella lista di attività sanzionate da parte del Regno Unito. L’inserimento nella lista di entità sanzionate dal Regno Unito avevan spinto il gruppo a negare qualunque tipo di supporto alle attività russe. HTX aveva anche affermato, ai tempi, di aver negato il listing a A7A5, nota stablecoin legata al rublo russo e che sarebbe utilizzata per aggirare le sanzioni da parte delle società che effettuano import ed export dalla Russia.
L’Unione ha ripetutamente preso misure per identificare istituzioni finanziarie, di credito o entità che offrono crypto asset o servizi di pagamento che offrono alla Russia un’ancora di salvezza finanziaria per la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina. […] Le prove dimostrano che entità in paesi terzi continuano a offrire alla Russia la possibilità di effettuare attività illecite.
In tutto le entità crypto sarebbero 14 e 4 invece quelle più puramente finanziarie.
Blocco totale per certi paesi terzi?
Più avanti, nel documento approvato, si legge:
Al fine di contrastare tale elusione delle misure restrittive dell’Unione attraverso giurisdizioni di paesi terzi, è opportuno introdurre la possibilità di vietare tutte le transazioni con persone giuridiche, entità o organismi che forniscono servizi relativi alle cripto-attività o che gestiscono piattaforme che consentono lo scambio o il trasferimento di cripto-attività e che sono stabiliti nei paesi terzi indicati nel pertinente allegato alla decisione 2014/512/PESC.
In altre parole, si potrà bloccare qualunque tipo di operatore che ha sede nei Paesi che verranno elencati, se quei Paesi ospitano entità sottoposte a sanzione per aver offerto a entità russe la possibilità di interagire con il mondo crypto.
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