Il fondatore della blockchain di Cardano, Charles Hoskinson, è tornato al centro dei riflettori in una delle sue eccentriche apparizioni nel mondo crypto. Questa volta lo storico sviluppatore statunitense, durante una recente intervista per CoinDesk in occasione del podcast Markets Outlook, avrebbe paragonato Cardano ad Anthropic, citando condizioni molto simili nell’evoluzione delle due realtà tecnologiche.
Il punto fermo di Hoskinson è il seguente: non sempre chi arriva prima degli altri su un nuovo trend ha concretamente un vantaggio competitivo destinato a durare per anni. In particolare, nel comparto AI e nel software, l’ambizione di essere primi significa dover fare i conti con uno sviluppo rapido e frettoloso del codice, cosa che poi potrebbe portare a conseguenze nocive per il progetto.
Charles Hoskinson: Cardano potrebbe essere la prossima Anthropic
Secondo quanto affermato da Charles Hoskinson nell’intervista a Jennifer Sanasie per CoinDesk, Cardano e Anthropic hanno un elemento in comune, ovvero la fortuna – o la sfortuna – di essere arrivati in ritardo rispetto a una narrativa che ha poi preso piede sul mercato.
Nel dettaglio, Anthropic ha iniziato a costruire i suoi modelli AI dopo che Google e OpenAI avevano consolidato un vantaggio enorme grazie ad anni di ricerche e sviluppi sul campo. Tuttavia, l’azienda di Dario Amodei, che oggi è valutata quasi 1.000 miliardi di dollari, è riuscita comunque a imporsi sul mercato utilizzando un approccio solido basato sulla qualità anziché puntare sulla velocità di rilascio di nuovi modelli.
Anthropic non ha puntato a correre più veloce dei suoi competitor ma ha preferito costruire con calma, partendo da una visione precisa di ciò che si voleva creare. Ora Cardano, secondo quanto riferito da Hoskinson, si trova nella medesima posizione: la storica blockchain L1 è arrivata in seguito al successo iniziale di Bitcoin ed Ethereum, ma piuttosto che provare ad accelerare per recuperare il tempo perso ha scelto un percorso di sviluppo lento ma rigoroso.
Il fondatore di Cardano insiste: “meglio la sostanza che l’apparenza”
Il discorso di Hoskinson si lega a quanto successo a inizio aprile nel contesto dell’incidente di sicurezza legato all’infrastruttura di KelpDAO, evento che ha avuto pessime ripercussioni sull’intero ecosistema Ethereum. Lo storico rappresentante di Cardano ha sottolineato come nel settore blockchain la velocità con cui un progetto cerca di lanciare prodotti sul mercato sia spesso vista come sinonimo di successo, mentre in realtà rappresenta uno dei principali vettori di rischio sotto il profilo della sicurezza.
Hoskinson dice testualmente che questi modelli “funzionano finché non smettono di funzionare”, ma quando falliscono poi l’impatto sull’ecosistema di riferimento è catastrofico. Cardano invece, sempre dal suo punto di vista, appare meno “sexy” rispetto ad altre chain che hanno aggiunto feature su feature, ma rimane sostanzialmente più solida e stabile.
Nel contesto dei software, la sostenibilità di lungo periodo, sia in termini di governance che di sviluppo, è un fattore spesso sottovalutato, ma fondamentale per poter arrivare a fare il salto di qualità. Altrimenti, se l’obiettivo è fare le cose in fretta e furia, il rischio è quello di trovarsi con una rapida contrazione del TVL e con una perdita della propria base di utenti.
Charles Hoskinson critica Ethereum
Tra gli altri argomenti trattati durante l’intervista, sulla scia del paragone tra Cardano e Anthropic, Hoskinson non ha perso l’occasione di criticare l’approccio che sta adoperando Ethereum in questo momento. L’esperto non è nuovo ad attacchi diretti al suo competitor, di cui lo stesso Hoskinson, ricordiamo, è stato uno dei suoi otto co-fondatori insieme a Vitalik Buterin, Joseph Lubin, Gavin Wood e altri imprenditori.
Sono in realtà diversi i punti trattati da Hoskinson in relazione alla sua critica, alcuni dei quali già ribaditi in altre comparse pubbliche. Tra questi i principali sono:
- Mancanza di una tesoreria integrata con il protocollo: questo, a differenza di Cardano, obbliga l’Ethereum Foundation a dipendere dalle donazioni o a ridurre personale nel tempo.
- Oligarchia nei processi decisionali di sviluppo: poche persone prendono importanti decisioni per conto degli investitori, senza una governance realmente efficace e democratica.
- Ecosistema L2 parassitario: tutte le soluzioni di secondo livello di Ethereum, a differenza delle “partner chain” di Cardano, tendono a distruggere ricchezza all’interno del network invece che produrla.
- Agenda ZK troppo vincolante: le scelte tecniche sulle prove a conoscenza zero sono a detta di Hoskinson parecchio discutibili, poiché portano a una strada senza uscita basata sulla crittografia di hash che manca di alcune proprietà algebriche ottimali.
Sono tutti punti che possono essere più o meno condivisi in base alle proprie credenze e simpatie, ma che forse nascondono uno dei temi principali che andrebbero discussi quando si parla di futuro della tecnologia blockchain, ossia l’adozione. A tal proposito, Cardano presenta un TVL di 66 milioni di dollari e 10 mila utenti attivi, mentre Ethereum viaggia su 41,3 miliardi di dollari e mezzo milione di utenti attivi.
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