Cathie Wood: il petrolio crollerà e l'inflazione non sarà un problema. Torna una vecchia profezia della leader di ARK
Cathie Wood torna a parlare di inflazione: non sarà un problema. La teoria in stile 1986.
14:37 • Pubblicato 13/09/2026
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Cathie Wood è tornata a parlare di inflazione e di un suo vecchio pallino, il petrolio. La fondatrice di ARK, da sempre investitrice molto seguita, è tornata a parlare di uno scenario stile 1986, dove il prezzo del petrolio potrebbe crollare, contribuendo a un più generale calo dei prezzi, del quale sarebbe almeno in parte responsabile. Ci sono poi altre questioni interessanti che riguardano l’andamento storico dei prezzi.
Non è un’idea nuova di Cathie Wood – che è stata sempre una delle più convinte investitrici nel settore EV (vedi le sue importanti posizioni su Tesla). Se le auto elettriche prenderanno piede, la domanda strutturale di petrolio scenderà. E se scenderà, dovrà scendere il prezzo del petrolio stesso.
I numeri: ha ragione Cathie Wood?
Dipende. Il discorso sulla domanda di petrolio è in realtà un po’ più complicato. Secondo EIA l’eventuale conversione di auto e camion all’elettrico costituirebbe la riduzione di domanda più importante. Ad oggi il trasporto stradale vale circa il 45% della domanda di carburante e dunque di petrolio. Un altro 10/15% arriva da aerei, navi e altri trasporti – dove però è più difficile aspettarsi una conversione. Il resto non fa parte del discorso di Cathie Wood ed è altrettanto difficilmente attaccabile.
Cathie Wood è da tempo che parla di riduzione sostanziale della domanda e già nel *2023 aveva indicato in 72 milioni di barili al giorno il fabbisogno mondiale al 2030.
Una tesi che è stata sempre considerata come relativamente estrema, almeno rispetto a quelle fatte da BP, EIA e altri. Il grafico riporta qui due casi di Ark: in viola quello con l’arrivo di un ampio ricorso ai veicoli a guida autonoma, in verde soltanto tenendo conto della progressione degli EV.

Le stime di IEA sono addirittura in rialzo per il 2030, quando l’istituzione conta di avere una domanda globale di 105,5 milioni di barili al giorno, contro i 103 di oggi.
C’è poi un altro problema di questa tesi: non è detto che un calo della domanda si rifletta immediatamente sui prezzi. Una parte considerevole del mercato del petrolio è infatti nelle mani di organizzazioni come OPEC, che possono modulare l’offerta. E possono inoltre esserci shock da offerta come quello che stiamo vivendo in questi ultimi mesi a causa del conflitto in Iran.
Le altre tecnologie che renderanno l’inflazione un problema secondario
Cathie Wood ritiene che ci sarà un impatto deflativo grazie alle nuove tecnologie. E contribuirebbero a un setup complessivamente ribassista sui prezzi, che dovrebbe in larga parte neutralizzare quanto abbiamo vissuto invece negli ultimi 5 anni, caratterizzati da crescita dei prezzi elevata un po’ ovunque.
Avrà ragione Cathie Wood? E potremmo davvero assistere a un crollo del prezzo del petrolio come nel 1986, quando toccò 10$ al barile, partendo da circa 30$? Lì la situazione fu in realtà più complicata e non dipese da un calo della domanda, ma piuttosto da un enorme aumento dell’offerta, con OPEC che fu costretta a non difendere più il prezzo.
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Mi chiedo sé cathie abbia presente che il mondo non è composto unicamente dagli Stati Uniti e che la maggior parte della popolazione mondiale non può permettersi di guidare auto elettriche.