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Truffe sentimentali scam Bitcoin milioni persi

A Hong Kong l’amore si paga in Bitcoin: 25 casi, 9 milioni in fumo in una settimana

In Cina aumentano le segnalazioni di truffe in Bitcoin veicolate attraverso finte storie d'amore.
Truffe sentimentali scam Bitcoin milioni persi

L’arte della vendita è una disciplina che si basa spesso sui sentimenti e sulla fiducia che il venditore riesce a ottenere da parte dell’acquirente. Anche le truffe, talvolta, seguono la stessa logica: prima si costruisce un legame con la vittima tale da farle abbassare la guardia, e poi arriva la richiesta di denaro. È quello che sta succedendo negli ultimi giorni a Hong Kong, dove la polizia locale ha segnalato un forte incremento di casi di truffe sentimentali, con pagamenti effettuati in Bitcoin e crypto.

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In gergo questo tipo di raggiro viene definito “pig butchering”, il che tradotto in italiano sarebbe “l’ingrasso del maiale prima della macellazione”. L’obiettivo degli scammer è quello di costruire – poco per volta – un rapporto romantico con la vittima, fatto di messaggi, videochiamate e, talvolta, anche incontri nel mondo offline. Poi, quando il legame diventa solido, entrano in gioco i soldi, o meglio, gli investimenti in criptovalute.


Qui il nostro Francesco Galella ha aggiornato da poco la guida sulle truffe in Bitcoin più pericolose del 2026. Se siete alle prime armi, questa lettura è obbligatoria per non farsi cogliere impreparati.

Boom di truffe sentimentali a Hong Kong: 25 vittime perdono denaro in Bitcoin e crypto

Secondo quanto riportato dalla polizia locale di Hong Kong, tra il 24 e il 30 luglio sono stati denunciati ben 25 casi di truffe sentimentali che hanno portato alla perdita di 70 milioni di HKD, ossia poco meno di 9 milioni di dollari statunitensi. L’episodio più eclatante riguarda una donna di mezz’età, che dopo essere stata attirata da un uomo che si era presentato in maniera gentile e premurosa, ha versato più di 3,3 milioni di dollari in piattaforme di investimenti in Bitcoin e crypto.

Il truffatore, dopo aver incontrato la vittima di persona e aver instaurato con essa un rapporto emotivo come “fidanzato”, le avrebbe consigliato di investire in una fantomatica applicazione che prometteva ritorni dell’800% sul capitale in poco tempo. La donna, secondo le ricostruzioni della polizia, prima avrebbe consegnato mezzo milione di dollari in contanti, e poi avrebbe trasferito altri 2,8 milioni su diversi conti associati a prestanomi.

Aumento delle truffe sentimentali a Hong Kong

Alla richiesta di prelevare parte dei fondi, il truffatore – che si faceva chiamare “zio” – sarebbe sparito del tutto insieme ai complici della truffa, tra cui anche un secondo uomo che si era formalmente presentato come il proprietario della presunta piattaforma di trading, e che si era offerto di aiutare la donna con la gestione delle criptovalute.

Sempre più truffe romantiche e frodi online a Hong Kong

Secondo il resoconto ufficiale della Polizia di Hong Kong, pubblicato a febbraio 2026 e relativo ai dati del 2025, nella regione si sarebbero registrati più di mille casi di truffe sentimentali, con una statistica in aumento dell’8,2% rispetto al 2024. La maggior parte delle vittime viene contattata online tramite social media, e solo una piccola parte di esse arriva poi ad un incontro dal vivo con il finto partner.

Tra le varie tipologie di truffe “pig butchering” si stanno diffondendo anche quelle legate ai finti annunci immobiliari. Di recente ad esempio una donna di 51 anni avrebbe perso quasi 4 milioni di dollari – i suoi risparmi di una vita – dopo essere stata contattata da un finto inquilino su piattaforme di compravendita di immobili.

Più in generale, nel Paese sembra che ci sia una forte impennata di frodi di investimento online, con 5.135 casi registrati lo scorso anno, in crescita del +30,7% su base YoY. Il dato forse più sconvolgente riguarda il fatto che, seppur questo tipo di raggiri rappresenti appena l’11,9% di tutti i casi di truffa, essi hanno causato il 44,1% delle perdite complessive, con una perdita media per persona pari a circa 90.000 dollari americani.

Cosa c’entrano Bitcoin e le criptovalute?

Chiaramente, Bitcoin e le crypto rappresentano sia l’esca che serve ad attirare l’attenzione delle vittime – visto l’argomento tendenzialmente poco conosciuto – che il mezzo con cui far sparire rapidamente le tracce dei pagamenti. Purtroppo, la componente pseudoanonima di questi asset contribuisce a far sì che i truffatori possano nascondersi dietro indirizzi dove non compare il loro nome, evitando così i controlli dei circuiti finanziari tradizionali.

Dobbiamo però ricordare che le criptovalute sono solo il mezzo della truffa, e non la truffa in sé. Molti spesso confondono le due cose, ma c’è una distinzione netta: in caso contrario sarebbe come dire che il dollaro è uno scam poiché viene utilizzato come moneta per finanziare il traffico di stupefacenti.

Inoltre, un report di FinCEN dello scorso anno ha evidenziato come sia proprio il dollaro – e non le crypto – la valuta più adottata per i crimini legati a riciclaggio e vendita di stupefacenti tra USA e Cina. In particolare, le crypto rappresentavano meno dell’1% degli illeciti globali di questo genere in tutto il mondo, con statistiche che vanno dal 2020 al 2024.

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