In bull market si possono fare numeri incredibili su Bitcoin e sulle altre criptovalute, ma senza una pianificazione scrupolosa del proprio investimento si rischia di non vendere mai e di arrivare a fare la fine di questo utente. A novembre 2024 – proprio mentre Donald Trump vinceva le elezioni presidenziali statunitensi – aveva acquistato $BTC al prezzo di 74.600 dollari, ma poi nei mesi successivi ha perso l’occasione per vendere, e ora sta accettando di uscire dal mercato realizzando una brutta passività.
Parliamo di una balena che presenta un potere d’acquisto di centinaia di milioni di dollari, e non un comune utente retail – come presumibilmente voi che ci state leggendo. Eppure, anche i più ricchi a volte fanno scelte errate nei mercati e sbagliano il timing delle proprie operazioni. In particolare, questa storia ci ricorda quanto sia facile comprare un asset (magari anche nel momento giusto), ma anche quanto sia difficile disfarsene quando si è in forte gain.
Dalle stelle alle stalle: balena brucia 90 milioni di profitti in Bitcoin
Secondo quanto riportato da Lookonchain, questa balena del mondo crypto aveva acquistato 1.768 $BTC all’inizio di novembre 2024, proprio agli albori di un trend rialzista che avrebbe poi portato la criptovaluta oltre i 126.000 dollari meno di un anno dopo. In quell’occasione aveva speso 131,9 milioni di dollari per entrare su Bitcoin a un prezzo di 74.600 dollari circa, scegliendo – con il senno di poi – un ottimo entry point per esporsi su un asset così dinamico e imprevedibile.
Da quel momento, il trader ha avuto ben 16 mesi per poter vendere l’asset e realizzare un guadagno significativo, con un profitto massimo non realizzato di circa 91 milioni di dollari ai massimi storici. Addirittura, se avesse scelto di uscire solo un mese dopo il proprio acquisto, avrebbe portato a casa 57 milioni di dollari di gain, per un rendimento di circa il +43%.
Invece, da quello che emerge dai dati on-chain, la stessa balena ha atteso fino a poche ore fa prima di trasferire i Bitcoin presenti nel suo wallet privato. Considerando il prezzo di mercato di 63.450 dollari al momento dell’operazione, il risultato è stato una perdita (ancora in parte non realizzata) di 19,7 milioni di dollari, con lo sventurato trader che ora riporta un patrimonio on-chain di circa 112 milioni di dollari.
Non sappiamo chi si nasconda dietro questo indirizzo pseudoanonimo: potrebbe essere semplicemente un utente facoltoso, o una società di investimento attiva nel mercato crypto. In ogni caso, vista la somma liquida ancora a disposizione, non finirà probabilmente in bancarotta – a meno che non si sia indebitato per esporsi su Bitcoin – ma rimane comunque una dimostrazione lampante di come il timing e la pianificazione siano fondamentali nel campo degli investimenti.
La balena ha venduto tutti i Bitcoin comprati a novembre 2024?
In realtà, per il momento i dati Arkham mostrano che la balena ha trasferito su Kraken solo 114 $BTC, pari a 7,24 milioni di dollari, su una somma totale di 1.768 $BTC. Gli altri 1.654 $BTC circa sono stati inviati come resto su un nuovo indirizzo, dove al momento risultano fermi.
La perdita effettivamente realizzata – ipotizzando che i Bitcoin inviati su Kraken siano destinati a una vendita (come presumibile) – è quindi di 1,17 milioni di dollari. Detto ciò, non è escluso che dopo questa vendita la balena continui a vendere poco per volta le sue scorte, potenzialmente anche a prezzi inferiori a quelli attuali. In ogni caso, rimane comunque il fatto che ci sarebbero stati momenti migliori negli scorsi mesi per decidere di uscire – anche parzialmente – a quotazioni ben più elevate.

Comprare è facile ma il difficile arriva quando bisogna vendere
Di solito nel mondo degli investimenti – non solo nelle criptovalute, ma in generale nei mercati finanziari – l’atto dell’acquisto è la parte relativamente più semplice, soprattutto se ci sono catalizzatori bullish per quell’asset. Nel caso della balena, l’acquisto di Bitcoin a novembre 2024 era stato dettato verosimilmente dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali USA, evento che sulla carta aveva il potenziale di spingere al rialzo i prezzi del mercato crypto.
La parte difficile arriva dopo, ossia decidere quando “smettere di guadagnare” e accettare di uscire dal mercato: in quel frangente – balene o retail – tutti noi investitori cadiamo nel bias psicologico del bull market, ossia tendiamo a non voler mai vendere per paura di perdere il treno e rimanere a guardare dalla finestra un rialzo che si prospetta epico. Chi è nel mondo crypto da diversi anni avrà probabilmente commesso un errore di ingordigia negli scorsi cicli, scegliendo di non vendere una moneta su cui era in forte gain, per poi accettare di vendere a prezzi minori.
Il punto è che purtroppo non abbiamo la sfera di cristallo per prevedere cosa succederà in futuro sui mercati, e l’unica cosa che possiamo fare è pianificare certe azioni e fissare dei paletti. Spesso, se siamo in attivo su un trade, la scelta più saggia potrebbe essere quella di fissare un ordine di vendita al di sopra del proprio prezzo di ingresso, o di recuperare il capitale investito e lasciar correre i profitti.
Non esiste tuttavia una regola univoca per tutti ed è giusto che ognuno di voi decida per sé la strategia più coerente con i propri obiettivi e con la propria esposizione al rischio. Anche decidere di holdare per anni potrebbe essere la strategia giusta, anche se implica di vedersi bruciare gain non realizzati. L’importante è non entrare senza un piano, perché alla fine il piano rischia di diventare semplicemente quello di farsi meno male possibile.
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di solito si dice “vendi e pentiti” ma almeno vendi in guadagno. Molto strano vedere una balena che vende in perdita, chissà cosa c’è sotto.