Gli indici azionari restano forti, con l’S&P 500 che ieri ha firmato nuovi massimi storici, mentre Nasdaq e Dow Jones appaiono più tirati. Le crypto restano incerte, con Bitcoin che ha chiuso invariato ed Ethereum in progresso del +0,34%. Sullo sfondo pesano le tensioni tra Stati Uniti e Iran, con il petrolio di nuovo in salita ma la possibilità di tassi Fed invariati dà forza agli azionari.
Il record dell’S&P 500 e la scommessa su una Fed ferma

Il vero protagonista resta lo S&P 500, che ieri ha aggiornato il proprio massimo storico sia sul future sia sull’indice. Il future ha toccato in seduta quota 7.838,50 punti, chiudendo poi vicino ai nuovi massimi assoluti. Più indietro restano Nasdaq e Dow Jones, che appaiono tirati e non hanno segnato nuovi record. La spinta arriva dai dati di ieri sul PPI, l’indice dei prezzi alla produzione pagati dalle aziende americane. Il dato, più debole delle attese, si somma al CPI, la misura dell’inflazione al consumo uscita in raffreddamento due giorni fa. Insieme, i due numeri rafforzano l’idea che la Fed lasci fermi i tassi nella riunione di settembre.
Applied Materials sorprende sui conti, Cisco affonda
Tra i singoli titoli la seduta ha premiato i semiconduttori, con Micron ieri in rialzo di quasi il +5% e in agosto si attesta a +20%. Bene anche Sandisk e Broadcom, mentre tra le grandi tecnologiche ha spinto Meta, in progresso del +3%. A mercati chiusi Applied Materials ha battuto le stime trimestrali, con ricavi in crescita del 25% sull’anno. Il gruppo ha alzato le stime sui conti futuri, citando una domanda senza precedenti legata all’intelligenza artificiale. Il risultato conferma la corsa degli investimenti sui data center, cuore della domanda che alimenta l’intero comparto tecnologico. Nonostante ciò il titolo ha ceduto oltre il -3% nelle contrattazioni after hours. Sul fronte opposto Cisco ha affondato di circa il -9%, penalizzata da previsioni deludenti che hanno frenato il Dow Jones.
Bitcoin scivola sotto la SMA 50, Ethereum tiene la congestione
Il mercato crypto resta nell’incertezza, con movimenti contenuti tra rialzi e ribassi. L’andamento mensile vede Bitcoin a un +0,68% ed Ethereum a un +1,09%. Sul lato negativo spiccano Stellar, con un -7,72%, e Ripple, con un -4,90%. Attualmente Bitcoin quota 63.300 USDT e dal grafico daily si vede che è in fase di contrazione da sei giorni, negativo anche oggi, con la rottura della sua SMA 50. Il rischio è una discesa verso l’area dei 62.400 USDT.

Ethereum invece si sta mostrando più forte e attualmente quota 1.882 USDT, ancora all’interno dell’area di congestione evidenziata sul grafico. Per dare un segnale di forza deve però chiudere sopra la resistenza vettoriale di breve dei 1.900 USDT. Sul lato corto il supporto passa a 1.840 USDT.
Oggi vendite al dettaglio e la fiducia dei consumatori
Sul fronte macro la giornata odierna propone i dati sulle vendite al dettaglio americane, termometro della spesa dei consumatori. È atteso anche l’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan, utile a misurare l’umore delle famiglie. Una lettura debole rafforzerebbe l’idea di una banca centrale prudente, mentre numeri solidi potrebbero raffreddare le probabilità di tassi fermi.
Il petrolio resta l’anello debole

Sul mercato delle materie prime il petrolio resta sostenuto, con il WTI che quota 81,31$. Invece il Brent viaggia a 87,16$, con entrambi in rialzo di circa il +4% weekly. A sostenere le quotazioni restano le tensioni tra Stati Uniti e Iran, con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso. L’amministrazione Trump ha spostato la strategia verso la pressione economica e le sanzioni, dopo settimane di minacce militari. Teheran ha però alzato la posta, avanzando nuove richieste sulla riapertura dello Stretto e trattando una possibile intesa con l’Oman. Il mercato teme una chiusura sempre più prolungata.
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