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Binance assume 2 esperti FATF per combattere il regolatore USA

Binance risponde al fuoco. In pochi avranno seguito l’inizio delle schermaglie tra Binance e CFTC, la commissione che regola il mercato dei Futures negli Stati Uniti, con il supposto inizio delle indagini a carico del popolare exchange, per ora non confermate ufficialmente. Sta di fatto che l’exchange ha scelto di muoversi per tempo e ha assunto due precedenti direttori del FATF, la task force internazionale presso il G7, nata per sviluppare politiche di contrasto al riciclaggio finanziario.

Binance assume esperti FATF
Tra Binance e CFTC potrebbe non finire qui: l’exchange si prepara alla battaglia

Una notizia passerà inosservata sui media tradizionali, che non sono affatto coscienti delle implicazioni della crescita abnorme, anche in campo finanziario, di exchange di criptovalute come Binance, che oggi offrono anche prodotti derivati in modalità OTC. Nonostante CZ, leader dell’exchange, avesse rispedito al mittente le voci di una prossima indagine, il gruppo da lui guidato corre ai ripari, in una situazione molto complessa che a breve potrebbe riguardare anche il Canada.

Cosa c’è in ballo?

In ballo ci sono i cittadini americani, che in quanto tali non possono scambiare futures su Bitcoin, se non da enti regolamentati. Cosa che Binance, almeno negli USA, non è ancora. Al centro del contendere ci sarebbero tutti quegli utenti che utilizzano una VPN per entrare dagli USA sulle piattaforme non americane di Binance. Situazione che, secondo le voci di corridoio, sarebbe già nota al popolare exchange.

Siamo ovviamente nel campo delle illazioni più pure e non è detto che il sospetto da parte di CFTC debba dare seguito ad indagini approfondite. E nel caso in cui queste dovessero esserci, non è detto che il gruppo ne uscirà sicuramente indagato e sconfitto. Pare che però CZ abbia quantomeno imparato la lezione, assumendo persone che non solo sono tecnicamente preparate a fronteggiare problemi di questo tipo, ma che possono in aggiunta mettere in modo la loro rete di contatti, per gestire i problemi con il regolatore.

Anche in Canada caccia grossa ai clienti con VPN

La notizia arriva nella giornata in cui la guerra tra Canada e Coinsquare arriva all’apice. Il governo Canadese è alla ricerca pazza e disperata di tutte le informazioni che l’exchange avrebbe a disposizione su cittadini canadesi che operarano tramite VPN. Un problema relativamente simile a quello di Binance, perché anche in questo caso il rischio è che l’exchange venga accusato di non aver rispettato le normative in termini di KYC, ovvero di aver applicato tutte le misure necessarie per verificare l’identità dei suoi clienti.

Un problema di grande portata – che potrebbe innescare multe milionarie agli exchange e che potrebbe anche abbattersi, collateralmente, sul mondo delle criptovalute. Secondo le solite voci di corridoio da parte dei ben informati, questa potrebbe essere soltanto la prima avvisaglia di una guerra che gli stati più fiscalmente oppressivi si stanno preparando a combattere contro il mondo delle criptovalute. Anche se per interposta persona: perché non potendo colpire le blockchain, proveranno a colpire gli intermediari.

Tutto questo nell’anno in cui la Decentralized Finance (DeFi) sta prendendo finalmente in largo, dimostrando che mercati orizzontali, gestiti da algoritmi sicuri e senza intermediari sono qualcosa che piace molto al pubblico. Con sommo sconforto degli stati, che avranno enormi problemi a regolare processi di questo tipo.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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