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Arweave: è boom per il token dello storage eterno!

C’è un’altra importante sorpresa sui mercati di oggi. Arweave, progetto che per molti versi ricorda quello di Filecoin e di Siacoin, ha guadagnato circa un quarto del suo valore totale, entrando così tra le prime 100 criptovalute al mondo per capitalizzazione.

Un sistema nato per il Web permanente, che può essere ospitato sulla relativa blockchain e che, in passato, ha ricevuto importanti finanziamenti anche da Coinbase, tramite il suo fondo venture.

Arweave vola +25%
Un’altra incredibile corsa per Arweave

Come funziona questa blockchain? A cosa è dovuto l’interesse degli investitori? Può essere davvero un’alternativa al mondo degli storage e dei CDN classici? Cerchiamo di vederci chiaro, analizzando le funzionalità di base del progetto.

Che cos’è Arweave e come funziona

Arweave arriva sul mercato come network decentralizzato per lo storage di dati. Storage che, almeno secondo le intenzioni dei progettisti della rete, sarà completamente decentralizzato e indefinito nel tempo.

L’intero sistema di Arweave si comporta come un unico, enorme hard disk distribuito, che viene e verrà utilizzato per hostare una sorta di Web permanente. La relativa criptovaluta, AR, sarà utilizzata per pagare i miner, che in questo caso sono coloro i quali mettono a disposizione storage venendo retribuito per questo.

Una novità? Non assoluta, perché come abbiamo già visto sulle pagine di Criptovaluta.it anche Filecoin si comporta in modo molto simile. E la stessa cosa, seppure con qualche variante tecnica, si può ottenere tramite Siacoin.

La concorrenza, forte e decisa, non sembra però aver spaventato gli investitori, con il token che si avvia ad ampi passi verso il suo massimo storico, che aveva raggiunto durante lo scorso marzo. Con una piccola nota aggiuntiva da parte dei nostri analisti: i token per lo storage su blockchain sono stati tutti al centro di grandi speculazioni nelle ultime settimane.

Gli stessi Siacoin e Filecoin hanno visto la loro capitalizzazione di mercato crescere a dismisura, per poi correggere e tornare a crescere. Questo è oggi, all’interno degli ecosistemi blockchain, uno dei comparti più interessanti e maggiormente volatili.

Con qualche novità tecnica che è arrivata proprio nell’ultima settimana, come la creazione di un DEX decentralizzato da parte di Verto.exchange proprio sul network di Arweave, dimostrando al mondo intero l’estrema prestanza della tecnologia che sottende a questo progetto. Nonostante si tratti di un network che esiste dal 2017, è soltanto negli ultimi mesi che l’interesse degli investitori è tornato a crescere intorno a Arweave e a progetti, come abbiamo visto, simili nel funzionamento.

Si può investire, ma occhio ai rischi

Questo potrebbe sembrare un buon momento per chi vuole fare il proprio ingresso sul mercato di AR. Tuttavia permangono delle problematiche, che vanno analizzate prima di destinare il proprio capitale a questo token.

Come abbiamo già detto, la speculazione, nelle ultime settimane, sulle blockchain di utilità è ai massimi storici. Nessuno, ad esempio, avrebbe mai potuto immaginare dei prezzi così alti per Filecoin. Così come nessuno avrebbe mai potuto anticipare la grande corsa di Siacoin.

E questo dovrebbe comandare, anche al più spericolato degli investitori, un po’ di prudenza. Chi entra adesso sul mercato – puntando su questa criptovaluta emergente, dovrebbe farlo con cognizione di causa e schermandosi da eventuali correzioni. Con un atteggiamento che guardi più al lungo periodo di questo progetto che ai possibili guadagni di breve e brevissimo periodo.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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