Ethereum (ETH) continua ad essere l’asset più odiato dagli investitori del mondo crypto in questo 2026. Le performance della moneta si mantengono ben al di sotto di quelle registrate da Bitcoin e questo sta danneggiando pesantemente il sentiment del mercato, con molti operatori che si aspettavano un recupero della regina negli ultimi mesi, e invece si sono trovati di fronte all’ennesimo ribasso sui prezzi.
ETH è all’incirca allo stesso livello di 5 anni fa, quando a maggio 2021 i prezzi avevano corretto pesantemente dopo aver superato per la prima volta i $4.000 poche sessioni prima. A distanza di tutto questo tempo, la seconda moneta più conosciuta del mercato si trova ancora allo stesso punto, intrappolata in una price action che non sembra voler dare alcuna soddisfazione ai detentori più fedeli.
Ethereum: il sentiment degli investitori raggiunge il punto più basso dal 2023
Nel corso della storia, in poche occasioni abbiamo assistito ad uno scenario così sbilanciato sul fronte bearish per Ethereum, almeno per quanto riguarda il posizionamento a breve termine degli investitori. Secondo i dati di CryptoQuant, in questo momento il sentiment dei trader sui mercati derivati è sceso al livello più basso mai registrato da settembre 2023.
Con il termine “sentiment” in questo caso non si intende il classico indicatore dell’avidità e della paura – su cui di recente abbiamo sottolineato come il suo funzionamento potrebbe essere rotto – ma piuttosto una lettura del “Taker Buy Sell Ratio” su ETH.
Si tratta di una metrica che misura il rapporto tra ordini taker di acquisto e vendita, ossia tra gli ordini eseguiti in modo aggressivo sull’order book, senza attendere passivamente l’arrivo della controparte. Sono ordini che vengono eseguiti istantaneamente a qualsiasi condizione di prezzo – a differenza di quelli “maker” che invece sono inseriti come ordini a limite passivi – e sono quelli che tecnicamente vanno a muovere concretamente i prezzi.
Osservare se prevalgono volumi taker buy o taker sell è fondamentale per capire chi sta spingendo in modo più attivo il prezzo di Ethereum e chi sta esercitando la pressione maggiore nel breve periodo sugli scambi. Possiamo farlo sia su borse spot che futures, su time frame diversi, o in modo continuativo attraverso la metrica del Cumulative Volume Delta, anche detta CVD per i più esperti.
Il rapporto taker buy/sell su Ethereum su una media a 7 giorni
Se prendiamo il mercato dei futures di Ethereum su Binance e analizziamo il dato su una media a 7 giorni, notiamo che attualmente la metrica ha accelerato fortemente a ribasso dagli inizi di maggio. Pochi giorni fa l’indicatore si trovava in territorio positivo, segnalando una predominanza di ordini di acquisti aggressivi sul book, ma in poco tempo è precipitata fino a toccare 0,92, il punteggio più basso mai registrato da settembre 2023.

In un certo senso è normale che ci siano queste oscillazioni nel rapporto tra volumi taker di acquisto e vendita nel breve termine, come accaduto in più occasioni nel corso della storia. Non è però del tutto comune vedere una discesa così rapida e marcata fino a livelli di questo tipo, soprattutto con prezzi bloccati all’interno di un range abbastanza ampio.
Di solito infatti una predominanza così marcata di volumi taker sell si verifica quando i prezzi sono vicini ai massimi locali, proprio perché in quelle condizioni subentrano tipicamente diversi trader che provano a shortare il picco di mercato. Questa volta invece il segnale arriva nel mezzo di una fase ribassista, con le quotazioni di ETH passate da $2.400 fino agli attuali $2.130.
La media a 30 giorni della stessa metrica su ETH
Facendo zoom-out e analizzando la media a 30 giorni, la situazione appare meno estrema. I volumi taker sell su Ethereum continuano comunque ad avere la meglio anche su time frame più ampi, con le ultime sessioni che segnano il passaggio dal territorio positivo a quello negativo.
Allo stesso modo, così come per il dato a 7 giorni, anche qui il calo della metrica stona con quanto osservato durante gli ultimi anni di price action su ETH. Detto ciò, quantomeno ora l’indicatore non è più a livelli così estremi e non sta segnando minimi pluriennali, dando una prospettiva meno depressa dei flussi di posizionamento dei trader sulle piazze dei derivati.

Cosa aspettarsi dal prezzo di ETH nei prossimi giorni?
Ovviamente questa dinamica non trasmette fiducia nelle contrattazioni ed è da intendersi come un dato negativo su Ethereum, in quanto evidenzia una pressione costante sul lato sell e un deterioramento del posizionamento di breve termine. Soprattutto sul fronte retail, manca molta partecipazione da parte della domanda, e se la situazione dovesse rimanere invariata potremmo aspettarci altri cali nelle prossime sessioni.
Ad ogni modo, storicamente eccessi del genere tendono a essere puniti dal mercato stesso. Troppa concentrazione di ordine taker sell potrebbe talvolta creare le condizioni per un movimento netto in controtendenza di ETH, causando la liquidazione dei trader esposti short e innescando un possibile short squeeze.
Attualmente sul grafico di ETH troviamo diverse zone molto calde dove i prezzi potrebbero accelerare sulla scia delle liquidazioni degli orsi. Vediamo in particolare un cluster di posizioni short concentrate in una fascia che va indicativamente dai $2.240 fino ai $2.470.
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