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Iran Hormuz analisi

Petrolio sotto i livelli precedenti alla guerra: Hormuz aiuta tutti, tranne Bitcoin e crypto

Il petrolio WTI sotto i 70$, mentre il Brent è sotto i livelli di fine febbraio. Bitcoin soffre ancora, reazione esagerata?
Iran Hormuz analisi

Il petrolio nella denominazione Brent è tornato ai prezzi prima della guerra tra Iran e USA. Un segnale forte che arriva dalla riapertura – per quanto non ancora a pieno regime – dello Stretto di Hormuz. Una posizione parallela a quella di WTI, che nel momento in cui scriviamo scambia sotto la quota simbolica dei 70$.

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Quarta sessione di seguito in negativo, con le polemiche che però riguardano principalmente il prezzo alla pompa della benzina e del diesel. Quando potrà tornare sensibilmente più in basso? Una vexata quaestio – se possiamo – ogniqualvolta il petrolio corre.

Il “problema” delle consegne fisiche

Come riporta però correttamente Bloomberg, rimane da valutare quando il traffico tornerà su livelli tali da ristabilire una sorta di normalità anche per il petrolio fisico, con una discrepanza tra situazione reale del mercato e quella rappresentata dai futures che continua a essere, per gli esperti, relativamente scoordinata.

Il WTI scende sotto i 70$ il barile. Dati: Trading Economics

Il traffico via Hormuz è in aumento, pur rimanendo questa una situazione che dovrà procedere di pari passo con l’evoluzione delle trattative tra USA e Iran. I segnali sono buoni – e così li riflettono i mercati – nella speranza che non ci siano passi indietro.

Scarso l’effetto sui mercati tradizionali

È stato però scarso l’effetto sui mercati tradizionali, mentre in tanti si aspettavano un’ulteriore corsa da parte dell’azionario, che invece ha pagato un rallentamento del comparto chip.

Le criptovalute intanto, con Bitcoin in testa, soffrono un momento molto difficile sul fronte azionario. La crisi aperta di Strategy è il tema maggiormente discusso, con entrambi i titoli più rappresentativi dell’azienda guidata da Michael Saylor.

Il prezzo di STRC è inferiore al 17% a quello di parità e $MSTR è scesa, per la prima volta dal 2024, sotto quota 100$. Una situazione complessa, che tuttavia è forse esagerata in termini di reazioni da parte del mercato.

C’è chi punta su livelli di prezzo molto più elevati

C’è anche chi si aspetta livelli di prezzo molto più elevati. Arthur Hayes vede Bitcoin a 1 milione, nel caso in cui dovesse esplodere la bolla AI.

C’è poi Ric Edelman che invece punta sul breve a 150.000$, soprattutto se dovesse passare il Clarity Act, legge per ora incagliata al Congresso, sulla quale però dovrebbe essersi formata una maggioranza politica solida.

Ora alle 14:30 ci saranno i dati sul PCE a smuovere i mercati. Gli unici a gioire erano coloro i quali, puntando su un accordo tra Iran e USA, erano andati short sul petrolio.

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