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Numeri dollaro oro bitcoin

Dollaro a picco, oro che vola: stracciati i target, i mercati prezzano una Fed ancora “colomba”. Bitcoin in attesa

Ehm... il mondo del lavoro USA distrugge posti di lavoro, anche se l'occupazione scende. E ora?
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I dati più importanti della giornata non hanno riguardato direttamente la disoccupazione, ma i cosiddetti non farm payrolls, una stima delle nuove buste paga, ovvero a grandi linee di quanti posti di lavoro si sono creati. Il dato è negativo, ed è stato rivisto al ribasso anche quello del mese precedente. In breve, per chi ha bisogno di una riga pronta all’uso: la disoccupazione scende, ma scendono anche i nuovi assunti. La situazione è stata letta dai mercati in modo altrettanto semplice: in condizioni del genere, non vi è bisogno di aumentare i tassi, almeno a settembre. Da qui le buone performance, in apertura, delle borse USA.

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Anche se il dato riguarda un solo mese, in realtà è per tanti già trend: il mercato del lavoro ha smesso di esercitare pressioni sui prezzi, è in raffreddamento, il dato sulla disoccupazione in calo può essere fondamentalmente ignorato. Le conseguenze per gli asset risk on, per l’oro e anche per Bitcoin possono farsi interessanti.

Premessa: una rondine non fa “primavera”

Siamo in estate e avremo bisogno di più dati per capire se stiamo entrando in una nuova fase macro o meno. I mercati per oggi però si accontentano e segnalano che, almeno a loro avviso, non vi è alcun bisogno di aumentare i tassi. Chissà se si tratta di, come lo chiamano gli americani, wishful thinking, ovvero di trasformare in pensiero razionale i propri desideri.

Ehm…

Sta di fatto che una delle due facce della luna monetaria – il lavoro – non se la sta passando troppo bene. E dunque non vi sarebbe motivo, o meglio non vi sarebbe la forza, di procedere con un percorso di politica monetaria restrittiva. Sempre secondo i mercati di cui sopra.

Serviranno dati sull’inflazione tiepidi e non caldi

O meglio ancora, freddi. Questo perché se è vero che una faccia della luna – quella del lavoro – indicherebbe la necessità di procedere con cautela, è anche vero che l’altra è quella che fa molta più paura.

La linea tratteggiata indica il target del 2%

L’inflazione, come ama ricordare Kevin Warsh di Federal Reserve, è sopra il target del 2% da più di cinque anni. E prima di tornare a far finta che non esista, ovvero che non sia necessaria una politica monetaria più restrittiva, serviranno dati convincenti. O forse potremo accontentarci anche di un dato non eccessivamente al rialzo.

Oro? Vola

L’oro sta vivendo una seconda giovinezza. Dopo essere crollato dai massimi di inizio 2026 e aver toccato i 4.000$ l’oncia, ora si aggira ben al di sopra dei 4.300$, battendo già le previsioni ottimiste di una nota banca d’affari, Deutsche Bank, che aveva fissato dei target a 4.300$-4.400$ entro fine anno. Target già raggiunti, complici anche altre evoluzioni.

La debolezza del dollaro infatti non arriva soltanto dai dati di oggi, ma da quello che in diversi ritengono un passaggio storico verso una gestione meno attenta della sua prevalenza politica e della sua affidabilità. Quello che storicamente si chiama l’exorbitant privilege può essere sacrificato, perché le cose si sono messe assai male.

Anche qui però si rischia di peccare di attualismo, ovvero di giudicare l’ultima settimana come se fosse l’unico orizzonte temporale che abbiamo.

Ad ogni modo, alla diffusione dei dati sul mercato del lavoro USA, lo yen ha recuperato, in linea – come si vede dal grafico, con quanto in realtà capitato al dollaro (nel DXY, contro le principali valute).

E Bitcoin?

Bitcoin si sta godendo un pomeriggio di modesti rialzi, rimanendo sopra i 65.000$ guadagnati in settimana. È un asset in genere molto sensibile alle aspettative sulla liquidità, che poi sono aspettative sui tassi, che poi sono quelle aspettative che i dati di oggi hanno contribuito a modificare.

La reazione è stata per il momento contenuta. Chissà se…

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