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Miner quotato abbandona Bitcoin: meglio l'AI, soprattutto a questi prezzi. Titolo perde il 10%

Keel Infrastructure annuncia la chiusura delle operazioni di mining dopo un trimestre negativo. La borsa punisce il titolo.

14:01 • Aggiornato 04/09/2026

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Pubblicato 10/08/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Il mining Bitcoin sta vivendo la fase più difficile, se vogliamo, degli ultimi anni. I prezzi non entusiasmanti di BTC77.334 $▲ +0,22%, combinati con le allettanti offerte che arrivano dal mondo dell’intelligenza artificiale hanno creato le condizioni per una fuga dalla partecipazione (retribuita, si intende) al network di $BTC. Siamo a quasi il -20% dal picco di difficulty (un buon metro dell’attività dei miner) e durante le trimestrali un altro gruppo ha annunciato l’addio al comparto.

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Di più: mentre annunciava i risultati finanziari trimestrali, Keel – miner di livello industriale di una certa rilevanza – ha annunciato l’addio alle operazioni di mining negli USA. Rispetto all’anno scorso il gruppo ha inoltre perso il 50% di ricavi, proprio a causa del prezzo di Bitcoin e della riduzione di questo tipo di attività.

Mai più Bitcoin, ora c’è l’AI

È il trend del momento, che vi avevamo anticipato proprio su queste pagine e che in realtà fotografa in modo piuttosto chiaro quale sia la situazione. I miner Bitcoin hanno a disposizione una quantità importante di energia e data center già funzionanti, che per ovvi motivi fanno gola al mondo dell’intelligenza artificiale. Il prezzo del computing è alle stelle e portare a casa dei contratti, talvolta prepagati in parte, non è così difficile.

Marathon, uno dei gruppi più rappresentativi del settore, ha seguito questa strada, e l’hanno seguita in realtà in tanti altri gruppi dello stesso livello. Ora arriva l’annuncio di Keel Infrastructure, che dice di aver decommissionato tutte le attività di mining Bitcoin negli Stati Uniti, proprio a favore dell’AI.

Il gruppo aveva comunque ottenuto circa 1.085 Bitcoin dal 1° aprile al 7 agosto. Una somma che lo colloca certamente tra i miner che hanno un maggiore impatto sul network e che sono più rilevanti a livello industriale.

Il prezzo di Bitcoin, che è a poco più del 50% dai massimi dello scorso ottobre, non sta certo aiutando.

È un problema per il network?

Non ancora. E probabilmente non lo sarà mai. Il mining è una sorta di gioco a somma zero, dove al ritirarsi di certi player aumenterà la quota in capo agli altri, rendendo l’operazione più vantaggiosa.

In breve: Bitcoin avrà la sicurezza che sarà in grado di permettersi. E per il momento (e ancora molto a lungo se questi dovessero essere i ritmi delle defezioni) siamo su livelli di hashrate comunque vicini ai massimi. In passato ci si accontentava di una difesa del network assai meno importante, senza farsi prendere dal panico.

Le defezioni comunque continuano – e Bitcoin da tempo compete, per l’energia, con il trend più forte del momento.

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Caporedattore e Content Strategy

Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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