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Ethereum, è fuga dagli exchange: ETH ormai introvabili! Ecco perché…

Il mercato attuale potrebbe spaventare i nuovi arrivati, complice anche l’ennesima ondata di FUD – e di manovre organizzate per shortare le principali criptovalute. Tuttavia, anche per Ethereum continuano ad arrivare segnali di una buona possibilità di ripresa.

Secondo i dati che sono stati riportati da Glassnode (con cui collaboriamo per i dati quantitativi di mercato) – la quantità di Ethereum disponibili sui principali exchange sarebbe in realtà ai livelli minimi che si erano visti, per l’ultima volta, nel 2018. Un dato molto interessante, che riporta una situazione molto bullish per il token sul medio e lungo periodo, con molti degli investitori che hanno appunto preferito togliere i propri ETH dai wallet sui mercati, preferendo una custodia esterna.

Ethereum Bullish - analisi di Criptovaluta.it
Sempre più investitori portano via ETH dai mercati – segno bullish sul lungo periodo

Una notizia bullish che dovrebbe aiutare a riportare il sereno in un periodo, le ultime 3 settimane, critico per le criptovalute, con i movimenti di breve periodo che non sembrerebbero essere granché incoraggianti.

Si può però fare tesoro di questo tipo di dati e entrare sul mercato anche ora. Sulla piattaforma Capital.com (qui per un conto virtuale gratuito e illimitato), possiamo trovare Ethereum anche in combinazione con valute fiat diverse dal dollaro. Bastano 20 euro per aprire un conto reale e avremo accesso, oltre che all’intelligenza artificiale, anche a strumenti quali MetaTrader 4TradingView e Trading Central per i segnali di trading.

Riserve di Ethereum sugli exchange: cosa vogliono dire?

È un dato molto interessante, che pur non viene spesso analizzato da chi vorrebbe riportare la situazione attuale delle criptovalute sul mercato. Per quanto riguarda Ethereum, che è oggetto di questa nostra analisi di oggi, il grafico che riportiamo è emblematico.

Riduzione ETH sui mercati - la nostra guida
La fuga dai mercati è ormai evidente

Siamo davanti a livelli disponibili sugli exchange che sono in calo fisso da più di un anno e che continuano a scendere a ritmi vertiginosi. Per trovare livelli così bassi di ETH disponibili per lo scambio sui migliori crypto exchange, dobbiamo infatti risalire al 2018, prima dell’inizio della lunga bull run che ha portato Ethereum al suo massimo storico.

Siamo pertanto davanti ad una buona notizia per chi ha posizioni long su Ethereum: ci sono meno token sugli exchange e dunque meno token che possono essere venduti, riducendo così l’offerta che, a domanda fissa, non può che far innalzare il prezzo.

  • C’è sempre stata una forte correlazione tra questo dato e il prezzo

E anche qui quello che viene rappresentato dal grafico che abbiamo riportato è di lettura piuttosto chiara. Al calare della quantità di ETH (ma vale anche per le altre criptovalute) presenti sul mercato, il prezzo è sempre salito, tenendo conto di orizzonti temporali statisticamente rilevanti.

Lo staking per Eth 2.0 dietro la fuga di token?

Possibile. Da qualche tempo è infatti possibile mettere in staking Ethereum sulla testnet che coadiuverà il passaggio a Ethereum 2.0. Si guadagnano, almeno per il momento, delle buone reward e questo potrebbe essere un ulteriore incentivo per rimuovere dai propri wallet gli ETH e metterli a frutto.

Seppur con qualche rischio. Perché per l’appunto gli ETH messi in staking torneranno nella nostra disponibilità soltanto una volta che il passaggio sarà avvenuto. Un rischio però, almeno a nostro avviso, che è minimo.

Motivo per il quale quanto produciamo con le macchine della nostra redazione dedicate al mining finisce in staking, anche a supporto del passaggio che renderà Ethereum più scalabile e più efficace a supporto del mondo della Finanza Decentralizzata e delle App che saranno una parte del futuro del mondo delle criptovalute.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

2 commenti

  1. Roberto Laliscia

    Per i neofiti e per chi non conosce l’inglese smettete di usare termini incomprensibili e siate più chiari. Grazie mille.

    • Salve, ci chiamiamo Criptovaluta.it, punto di riferimento dell’informazione criptovalutaria nel suolo italico, ergo: il bel Paese, terra di sole, di mare, poeti e navigatori. Nonostante questo, il crypto market (ops, marcato delle criptovalute) è strettamente collegato all’intero globo, e sai bene che la lingua ufficiale internazionale è l’inglese. Tuttavia faremo del nostro meglio per accontentare sempre i nostri lettori.

      Grazie per la segnalazione

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