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Anche Wall Street su Polkadot – ecco perchè! DOT può volare?

Anche i papaveri di Wall Street iniziano ad accorgersi del mondo che esiste al di fuori delle criptovalute più conosciute (come Bitcoin o Ethereum) e in particolare nel comparto della finanza decentralizzata.

Questa volta è il turno di Polkadot, progetto che seguiamo ormai da tempo sulle pagine di Criptovaluta.it e al quale abbiamo dedicato diversi approfondimenti. Un progetto che non dovrebbe essere ormai un mistero per nessuno, data anche la sua altissima capitalizzazione di mercato. E che finalmente si sta facendo breccia anche ai piani alti della finanza internazionale.

Si parla di Polkadot tra gli operatori di Wall Street

Con l’arrivo delle aste sulle parachain da collegare al core principale,  il protocollo e il relativo token potrebbero riprendere una bull run che è stata interrotta dalle particolarissime condizioni che il mercato sta affrontando da poco più di un mese a questa parte.

Il momento ideale – anche in seguito dello stop di ieri – per investire in Polkadot? Forse sì. Possiamo trovare DOTp su Capital.com (qui per un conto virtuale illimitato e gratuito), l’intermediario con intelligenza artificiale, che offre anche accesso a piattaforme professionali come TradingView e MetaTrader 4. Con un conto reale che parte da un investimento minimo di soli 20 euro.

Keith Bliss si spende per Polkadot: ecco il suo commento

A portare Polkadot sul tetto del mondo – almeno a livello di copertura sui giornali – è stato un recente intervento in un webinar dedicato alle criptovalute, di Keith Bliss, conosciutissimo presidente della società Capital2Markets, che investe in asset classici e da poco ha iniziato ad interessarsi di criptovalute.

Polkadot è un competitor di Ethereum e moltissimi programmatori stano utilizzando quella blockchain per costruire applicazioni, perché la ritengono più sicura.

Un commento dal tono sicuramente introduttivo e per far comprendere ad una platea il più possibile vasta il collocamento di Polkadot, che pure non è, almeno per adesso, concorrente diretto di Ethereum.

Una sponsorizzazione che, data la rilevanza del personaggio nel mondo degli investimenti potrebbe voler dire per il futuro, anche se non necessariamente sul breve e brevissimo periodo, un aumento di valore per DOT, dovuto al maggior interesse di investitori tradizionalmente al di fuori del comparto degli altcoin.

  • Bliss avvisa anche sui rischi

Bliss si è però occupato anche dei rischi che sono collegati al mondo delle criptovalute, invitando tutti a ricercare a fondo la consistenza di un progetto prima di investire e sulle sue future e potenziali applicazioni commerciali.

Ci sono moltissimi coin sul mercato, anche se è molto facile fare una ricerca e capire se ci siano delle applicazioni commerciali, o meno, come con Polkadot.

La finanza decentralizzata, che pur è cresciuta per volumi e proporzioni in modo importante negli ultimi mesi, rimarrà il settore caldo non appena le applicazioni commerciali arriveranno anche all’intersezione tra blockchain e mondo delle borse e dei mercati. Qualcosa, anche questo, che Bliss ha cominciato ad anticipare al suo vasto pubblico.

Quale futuro per DOT? Bisogna preoccuparsi del calo di valore?

DOT è stata tra le criptovalute maggiormente colpite dalla flessione di ieri, che sembrerebbe essere, almeno in termini di sentiment, ormai completamente rientrata. Le nostre previsioni Polkadot rimangono fortemente rialziste, anche in virtù del fatto che tanti a Wall Street e ai piani alti, come ha fatto Keith Bliss, stanno iniziando ad interessarsene.

Con l’introduzione delle aste su parachain, ci sono ottime probabilità inoltre di un ulteriore balzo. E oggi sul mercato Polkadot sembrerebbe essere a prezzo fortemente scontato! E Wall Street potrebbe approfittare proprio di questa situazione per farne incetta.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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