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SushiSwap punta sul green

SushiSwap diventa Green! | Gli utenti potranno contribuire ai carbon credit

Anche SushiSwap punta sul green, anche se su base volontaria e senza che ci sia un accordo della “dirigenza” per l’acquisto di carbon credit. Una soluzione se vogliamo più libera, che pur ha innescato già qualche piccola polemica.

A nostro avviso una soluzione interessante, per chi ha a cuore questo tipo di temi. Il tutto all’interno di un’implementazione che a nostro avviso potrebbe segnare un nuovo modo di affrontare uno dei più grandi temi del mondo cripto degli ultimi mesi.

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SushiSwap integrerà il carbon offset, transazione per transazione

SushiSwap torna a far parlare di sé, con una mossa importante che riguarda l’aspetto ecologico dei servizi che offre, un tema diventato molto caldo in particolare per quanto concerne gli attacchi a Bitcoin, attacchi strumentali e spesso privi di sostanza, ma che sono comunque polarizzanti per l’opinione pubblica.

SushiSwap segue Polygon, ma a modo suo

Ma procediamo con ordine: SushiSwap, tramite un accordo con KlimaDAO, permetterà ai clienti di spuntare una casella che prevederà una commissione aggiuntiva, che verrà girata per l’acquisto di crediti C02. Una mossa che ha un tratto d’unione con quanto fatto da Polygon qualche tempo fa, sempre con Klima DAO e sempre per rendere la propria chain a impatto zero.

Nel caso di SushiSwap però ci si muoverà diversamente, perché non si tratterà di acquisti a prescindere, ma di una libera scelta che sarà lasciata agli utenti. Chi vorrà sentirsi green, pertanto, potrà pagare qualcosina in più e andare a coprire l’impatto della propria transazione. Servirà? Vedremo, ma è sicuramente un approccio maggiormente libero, che non costringe nessuno e che costringe a mettere, come dicono gli americani, denaro su quello che si dice.

Scelta che comunque è stata, nonostante il plebiscito con la quale è stata approvata dalla community, foriera di non poche polemiche: tra chi ritiene che si tratta di greenwashing che effettivamente non cambia la situazione dell’impatto ambientale di queste tecnologie. Per altri si sarebbe potuto fare qualcosa per pubblicizzare di più la scelta, così come invece ci sono gli entusiasti che ritengono questa mossa come dimostrazione di leadership per Sushi.

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Che tipo di scelta è? Tra preoccupazioni legittime e non

Il tema ambientale è stato tra i più dibattuti nel comparto, spinto anche da Greenpeace nei confronti di Bitcoin e dalla scelta di diverse grandi aziende, che hanno scelto Polygon rispetto ad Ethereum proprio per questioni di carattere ambientale.

Comunque la si pensi sul tema ambientale, con ogni probabilità continuerà ad essere un tema di agende politiche e non. E dunque con ogni probabilità almeno nel mondo PoS (Bitcoin si è già liberato di diverse polemiche), la scelta di SushiSwap è di quelle che possono avere dei risolvi importanti anche sul medio e lungo periodo.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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