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Cardano: crescita del 15% | Ecco la grande novità di novembre per ADA

Cardano, croce e delizia del mondo cripto e progetto tra i più divisivi, anche tra gli appassionati. Quando però fa registrare, come nelle ultime ore, i rialzi più importanti di tutto il comparto, tutti o quasi diventano più morbidi. E la performance di ieri diventa anche occasione di parlare di cosa sta per accadere al suo ecosistema.

La spinta, come abbiamo visto nella nostra precedente analisi è dovuta ad un rimbalzo che ha coinvolto tutto il settore, ma l’interesse che sta montando già da qualche giorno può essere imputato anche a quanto la community e gli investitori si aspettano per novembre, con il recente annuncio dello sbarco di Djed nel mondo che conta, quello delle mainnet.

Una situazione molto interessante, per quanto oggi gli stablecoin siano ancora fonte di preoccupazione, in particolare quando in parte algoritmici. Chi vuole posizionarsi su un lancio che avverrà durante il prossimo mese potrà prendere posizione su Cardano anche con la piattaforma sicura eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito che include anche STAKING AUTOMATICO di $ADA – per un intermediario che offre un ambiente ideale per chi vuole fare investimenti speculativi sul settore.

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Cardano fa +15%. Ma i più accorti aspettano novembre

La performance di Cardano nelle ultime 24 ore sono decisamente interessanti. $ADA ha fatto registrare rialzi di molto superiori alla media di un mercato che è già rialzista di suo, con rialzi consistenti per molti altcoin vicini alla doppia cifra. Mancano notizie che giustifichino questo rialzo di $ADA? In realtà qualche presupposto si era già creato con l’annuncio dello sbarco sulla mainnet di DJED entro fine novembre.

DJED CARDANO BOOM

Parliamo di uno stablecoin molto particolare nel funzionamento, che ricalca qualche progetto di successo (e meno di successo) nel passato e che potrebbe imprimere una decisa sferzata all’interno dell’ecosistema che fa capo a Cardano. Ed è di questo che vogliamo occuparci cercando di trasformare un momento di giubilo rialzista sui mercati in una buona occasione di approfondimento.

Djed: lo stablecoin di riferimento dell’universo Cardano

L’obiettivo è di quelli ambiziosi. Diventare lo stablecoin di riferimento di un ecosistema comunque ampio, in salute e probabilmente in crescita in termini di utilizzo anche per i prossimi anni.

  • La curiosità del nome

Prima curiosità su DJED è legata sicuramente al nome. Fa riferimento infatti alla spna dorsale della divinità egizia Osiride, simbolo da sempre di stabilità e di presenza. Un nome piuttosto evocativo, almeno per chi ha avuto la briga di andarsi a cercare questa chicca. Per tutti gli altri… ecco la spiegazione.

  • Che tipo di stablecoin sarà

Si tratterà di uno stablecoin algoritmico, che è stato sviluppato da IOG e che avrà anche COTI alle sue spalle. Stabilizzazione del prezzo tramite smart contract, per un funzionamento che a chi guarda le cose solo superficialmente ricorderà un po’ quello dello stablecoin un tempo legato a Terra Luna.

Il controvalore sarà infatti stabilizzato da una serie di coin e token di riserva, che saranno emessi e burnati per mantenerne il prezzo stabile. Ci sarà anche il reserve coin SHEN, che farà da ultimate peg system per l’intero ecosistema che gira intorno alla stabilità di Djed, con l’obiettivo di mantenere un collaterale del 400% proprio per fornirgli stabilità.

Un sistema che dunque sarà, almeno in termini di design, decisamente più stabile e ch non vedrà tra le altre cose meccanismi degen che garantiscano ritorno enormi a chi lo tiene bloccato, come ad esempio accadeva nell’ecosistema di Luna poi fallito.

  • Un meccanismo a doppia riserva

Il meccanismo di base sarà simile a quello di UST: per ottenere 1 Djed dovremo inviare tramite smart contract il controvalore di 1$ in $ADA. Dato che però il prezzo di $ADA fluttua, ci saranno le sopracitate riserve in SHEN, a fare da contraltare. Riduzione forse dell’efficienza del capitale, ma al tempo stesso una maggiore sicurezza.

Potrà diventare dominante?

Prima di salutarci e di rimandare ulteriori analisi su Djed a guide più approfondite, sarà il caso di rendere chiaro un punto. Aspettarsi che in breve tempo Djed possa competere con i big del settore per capitalizzazione è semplicemente assurdo.

Tether e in misura minore USDC hanno in realtà una dominance solida di mercato per tutta una serie di motivi, a partire dal fatto di essere supportati da più chain e di essere per molti il punto di riferimento per fare trading contro cripto.

La diffusione di Djed dipenderà in larghissima parte dallo stato di salute dell’ecosistema Cardano. Ma senza meccanismi degen alla Anchor sarà difficile vedere dei boom considerevoli come quelli di Terra Luna. E sì, a conti fatti è assolutamente così. Perché se abbiamo imparato qualcosa dalla debacle di Terra Luna è che tanto più veloci si cresce, tanto più velocemente si crolla, lasciandosi dietro strascichi in grado di mettere in ginocchio l’intero comparto.

L’atteggiamento in genere prudente di tutto ciò che ruota intorno a Cardano potrà fare da garanzia contro evoluzioni di questo tipo. E da novembre, finalmente, potremo vedere Djed alla prova che conta di più, anzi, l’unica che conta, quella del mercato.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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3 commenti

  1. continuo a chiedermi perchè una persona sana di mente dovrebbe preferire uno stablecoin algoritmico a Tether, che ha riserve superiori al 100%, ha eliminato i commercial paper e non ha mai davvero perso il peg col dollaro nonostante anni di attacchi di tutti i tipi, sia mediatici che economici… ma vabbè, cardanesi fatevi il vostro stable e incrociate le dita che nessuno ve lo attacchi davvero/hackeri nei prossimi anni
    contenti voi!

  2. Gianluca Grossi

    L’argomentazione principale è la maggiore “decentralizzazione”, praticamente da sempre, no?

    • vero! però uno stable è decentralizzato (e sicuro) non più di quanto lo sia la chain su cui sta… di cardano non so molto, a dire il vero, ma mi pare di ricordare che i validatori fossero un numero relativamente piccolo (potrei sbagliare). Il gioco vale la candela, mi chiedo? Avere uno stable un po’ più decentralizzato di tether (che poi i meccanismi algoritmici su cui funziona lo stable sono comunque soggetti a governance immagino e dunque possono cambiare, e cambieranno con un voto, e chi ha cardano in stack vota e gli altri no, e la decentralizzazione di nuovo diminuisce di parecchio) ma più attaccabile serve davvero? Soprattutto quando tether ha un simile storico di solidità e affidabilità?
      Personalmente non faccio mai ricorso agli stable, se non come swap intermedio quando non ho altre vie, anzi li vedo come parte di un mercato che NON è quello crypto, ma se mai volessi tenere una parte considerevole del mio wallet in uno stablecoin non sceglierei MAI uno stable algoritmico, fosse anche collateralizzato al 400%!
      Parere personale, ovvio 🙂

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