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EXCHANGE SALVI

Exchange crypto salvi? | Le questioni PERICOLOSE ancora aperte

Gli exchange sono finalmente salvi? Ci sono diverse questioni ancora aperte. Facciamo il punto della situazione.

La dura vita degli exchange. Le attività che avevano macinato miliardi in piena bul run stanno affrontando l’inverno cripto alla meno peggio, fatta qualche rara eccezione. La riduzione importante delle commissioni si fa sentire, partono i tagli e qualcuno abbandona anche in fretta e furia le operazioni in Lontano Oriente, almeno quelle meno redditizie.

Il ritorno di un entusiasmo, per quanto leggero nel mondo, degli investitori potrebbe dare una mano. Così come potrebbero dare una mano a tenere i conti in regola i tagli al personale, per qualche exchange decisamente importanti. Niente di nuovo però per il settore tech: anche quello classico sta procedendo con riduzioni importanti, in vista di un quadro economico che potrebbe diventare anche recessivo.

La buona notizia, anzi ottima, è che tranne uno i grandi operatori sono tutti ancora qui. E che il mercato cripto sembra aver smesso di risentire di questa situazione. Possiamo investire su questo mercato anche con intermediari classici come eTorovai qui per aprire un conto demo gratuito e investire con capitale virtuale – intermediario della vecchia guardia che ormai da tempo offre anche criptovalute. Al suo interno anche strumenti per il trading classico e automatico, come il CopyTrader che ci permette di investire copiando tra centinaia di trader.

Suona la campana degli exchange crypto, ma c’è anche chi fa festa

A poco meno di 3 mesi esatti dall’ecatombe targata FTX, possiamo iniziare a tirare le somme di quanto avvenuto nel settore exchange, tra rischi sistemici, licenziamenti, false accuse di prossimi fallimenti e tutto il corredo al quale il mondo cripto ci ha abituato.

  • Non è fallito nessun altro grosso exchange

Chi ci segue ricorderà che furono avanzate dubbi – dai soliti noti – prima nei confronti di Crypto.com, poi nei confronti di  Binance. Dubbi che sono stati rispediti al mittente con in tanti degli accusatori che oggi fanno finta di niente.

È sempre buona cosa detenere Bitcoin e cripto per conto proprio, ricordano. Ma è altrettanto vero che le loro profezie di sventura non sono andate a buon fine. No, gli exchange non sono attività eterne e non possiamo mai essere sicuri al 100%. Ma possiamo per ora dire che le accuse erano infondate. E forse avanzate per ottenere qualche follower in più.

Ci sono diverse questioni ancora aperte
  • L’effetto contagio sembrerebbe essere limitato

Almeno sul fronte degli exchange. A pagare a caro prezzo la debacle di FTX è stato Genesis, che è oggi in Chapter 11 per quanto abbia affermato di essere pronta ad uscirne. Questa situazione grava su un exchange poco popolare dalle nostra parti, ovvero Gemini. Ma almeno per ora i rischi di fallimento sembrerebbero essere stati scongiurati.

La grande divisione tra istituzionali e non

O meglio, tra quegli exchange che negli anni sono sono costruiti una posizione anche a livello legale – e hanno normalizzato anche la loro struttura societaria – e quelli che almeno in un certo senso continuano ad essere liquidi e sfuggenti. E questo si vede anche nel tipo di trattamento che ricevono dalle banche. O meglio, dal tipo di peripezie che sono costretti ad affrontare per far versare i propri clienti su conti correnti classici.

Il caso di Crypto.com in Lituania è fresco di stampa, per quanto l’exchange ne abbia parlato poco o nulla. Anche Binance ha avuto qualche mese fa problemi simili. E probabilmente continueremo a sentirne parlare per un po’.

Sembrano avere meno problemi quegli exchange che si sono mossi per tempo in termini di normalizzazione delle loro attività anche di money exchange. Ma una regola a conti fatti non esiste. E il settore, ammesso che voglia continuare a utilizzare i circuiti monetari classici, dovrà venire a patti con la vecchia guardia.

Oriente addio: Kraken saluta e se ne va, come Coinbase

Quello del Giappone è un mercato molto particolare – e probabilmente poco redditizio per gli exchange occidentali. Nel giro di poche settimane abbiamo visto andarsene prima Coinbase e poi Kraken, che poi ha ripetuto l’addio anche negli Emirati.

Tutto questo mentre Binance, re dei volumi e vincitore morale e materiale della morte di FTX, continua ad espandersi. Diversi cicli, diverse fasi per i business, e forse qualcosa di non troppo preoccupante. Una cura dimagrante a exchange cresciuti troppo nel corso della bull run era più che necessaria.

Come va l’unico exchange crypto quotato in borsa

Siamo a distanze siderali dal prezzo di prima quotazione. Ma è anche vero che $COIN, le azioni di Coinbase che possiamo scambiare nelle piazze USA sono stati tra i più forti del mese che ci siamo appena lasciati alle spalle.

Anche questo un ottimo segnale per il comparto, con Coinbase che probabilmente sopravviverà anche a chi lo voleva morto. Qualcuno ha fatto incetta di azioni. E buon per lui.

Cosa dobbiamo ancora sapere?

A nostro avviso la situazione bancaria degli exchange cripto rimane molto particolare e sarà oggetto presto di una nostra indagine esclusiva. Sulla falsa riga di quella con la quale abbiamo coperto le ultime novità di BitPanda, altro exchange che sta raccogliendo i frutti di una sua completa istituzionalizzazione.

E torneremo anche sulla questione audit: nessuno vuole farli, Mazars si è tirata indietro, ricordate? E questo potrebbe essere un problema di credibilità per le società del mondo cripto.

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