Non c’è stata altseason, non c’è stata rotazione e anche Bitcoin non se la sta passando benissimo. Questo è quanto ascolterete dai più pessimisti sul presente e sul futuro del mondo crypto. Tuttavia, dati e proiezioni alla mano, possiamo tracciare un percorso possibile del futuro del mondo crypto. Con ogni probabilità sarà molto diverso da quello del passato – e gli eventuali gain e interessi si raccoglieranno lontani dai vecchi protocolli i cui token hai magari ancora in portafoglio.
Stablecoin, ma anche prodotti di investimento classici che saranno sempre più disponibili onchain, vecchi protocolli DeFi che ora vengono scelti dalle banche, prestiti direttamente su blockchain e pool di liquidità gestite. C’è tanto che si sta muovendo e che probabilmente ha già indicato la prossima strada del mondo crypto, anche in termini di asset.
1. La finanza tradizionale conterà sempre di più
La prima grande rivoluzione di questo ciclo è stato l’ingresso di:
- Strumenti di TradFi: pensiamo ai tanti fondi money market che sono stati già lanciati e ai tanti altri che arriveranno in futuro. Per quanto riguarda le azioni, siamo ancora relativamente in alto mare, ma c’è la volontà di fare molto di più;
- Strumenti di TradFi ma operati in DeFi: si vedono già le prime pool che permettono di mettere a collaterale strumenti TradFi su blockchain e ottenere liquidità. Questi strumenti si faranno sempre più complessi e attireranno quello che un tempo era il capitale degen che puntava su questo o quel progetto con rendimenti stellari.
Chi guadagnerà di più da questo trend? La domanda è lecita. La risposta non è semplice. I protocolli dedicati probabilmente continueranno a essere al centro della narrativa (pensiamo a Plume o Canton). Ci sarà però uno spazio importante anche per le reti generaliste come Solana (che sta spendendo tanto in termini di promozione dell’azionario), Ethereum, ma anche Stellar e Ripple, se dovessero riuscire nei loro intenti.

Il discorso da fare – senza peli sulla lingua – è relativamente semplice: anche scambi consistenti di questi titoli su un network non generano per forza grande domanda del token. Ci sono due diversi fattori da considerare però:
- Effetto pubblicità
Quando i grandi gestori scelgono questo o quel network, lo stanno di fatto pubblicizzando al loro pubblico. Per ora ha funzionato poco, ma tutto il movimento è avvenuto all’interno di un mercato assai fiacco. Tornati in bull market, potremmo avere delle reazioni molto diverse.
- Ingresso con capitale
BlackRock lo ha già fatto con Uniswap. Altre banche lo hanno fatto con altri protocolli. Questo sarà un trend importante. Le società che puntano su certi protocolli, stabiliranno una presenza di capitale. È anche questo effetto pubblicità, ma forse più importante del primo.
2. Dex: c’è un vincitore e qualcuno potrebbe imitarlo
Nel mondo dei DEX abbiamo un chiaro vincitore. C’è infatti Hyperliquid che domina il settore per volumi e anche per crescita del token. Ci sono due questioni da capire quando si parla però di Hyperliquid. La prima è che siamo davanti a un protocollo che macina utili e che li reinveste nel token. Il secondo è che il protocollo funziona.
Sembreranno due questioni banali, ma quanto fatto da Hyperliquid non lo è. Conta poi doppio perché è arrivato in una fase di mercato che non è stata brillante per tutto il resto del mercato.

- Come individuare il prossimo?
La solidità tecnica del protocollo è un punto di partenza, ma non è sufficiente. Ci devono essere volumi, possibilmente la gestione in proprio delle attività più redditizie (market making, ma non solo) e un programma serio di accrescimento del valore del token. Può arrivare tramite buyback programmati o tramite altre strutture.
- Considerarli come delle società per azioni
A questi protocolli, e qui la diciamo grossa, vale la pena di applicare quelle regole che vengono utilizzate per la valutazione delle aziende finanziarie. Quanti volumi muovono? Quanto guadagnano in commissioni? Quanto reinvestono? Quanto è affidabile il management?
Di risposte positive ce ne sono per il momento poche (ripetiamo che non è affatto facile fare quello che ha fatto Hyperliquid), ma ne nasceranno degli altri. Una quantità sempre più importante del trading anche di asset classici (o di contratti che li replicano) finirà su queste infrastrutture.
3. I prediction market hanno un problema politico, che forse possiamo sfruttare
La grande ascesa di Polymarket e Kalshi è dovuta a due aspetti: piacciono alla gente, che punta forte e genera ricavi enormi – e hanno di fatto un duopolio, per quanto in tanti riusciranno a insidiarlo.
C’è un possibile investimento contrarian in questo settore. Se non dovesse infatti prevalere la linea di CFTC, l’agenzia USA che norma il settore derivati e che rivendica giurisdizione anche sui prediction market, si creerà uno spazio enorme per realtà più decentralizzate. Ce ne sono già diverse (vedi su Jupiter, ad esempio), e continueranno a crescere se il legislatore dovesse fare loro un favore, ovvero offrire una segregazione legale che punirebbe i soggetti troppo grandi.

È un settore rischioso, affine a quello dell’azzardo, e che pertanto (diciamocelo senza troppi peli sulla lingua) potrebbe sopravvivere meglio in un contesto DeFi che in un contesto classico.
Da seguire, sul tema, le prossime elezioni USA. Una maggioranza dem potrebbe essere meno propensa a lasciare spazio al duopolio.
4. I grandi classici
I grandi classici come Bitcoin rimarranno sempre al centro del discorso. Bitcoin, per quanto massacrato dalla fase post 10 ottobre, ha dimostrato non solo resilienza, ma anche la capacità di comportarsi da asset più maturo rispetto al passato, anche di fronte alla catastrofe.
Per quanto oggi non piaccia più a quelli che ne hanno spinto il prezzo per tutto il 2025, sta attraversando la sua solita fase del ciclo e superando certe questioni – vedi la IPO di SpaceX – con una certa eleganza.
Forse mandarlo in pensione e organizzare l’ennesimo e inutile funerale senza cadavere è, anche questa volta, inutile.
Occhio a non inserire la qualunque nei grandi classici. Non ci sono stati movimenti significativi e interessanti da parte della vecchia guardia alternativa a BTC. Forse quel discorso può avviarsi, lentamente, alla chiusura.
5. Qualità e non quantità
Non è vero che non si possono cavalcare grandi onde se si punta su crypto solide. $HYPE ne è uno degli esempi e ne arriveranno degli altri. Il mondo crypto, come vi ha indicato più volte il nostro direttore sul suo Substack, sta virando da tempo verso la qualità.
Chi vuole avvicinarsi per la prima volta o approfittarne per un atteggiamento più consono, farà bene a scegliere i pochi ma buoni, invece di continuare a disperdere capitale su progetti di belle speranze, con idee strampalate alla base e che poi finiscono per… lasciare tutti con un pugno di mosche in mano.
Prima costruire il castello, poi magari organizzare una piccola cavalleria per guardare cosa c’è intorno.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

