Ci sono tre distinte entità che hanno troppi Bitcoin. E tutte e tre sono esposte a rischi, diversi tra loro, che per i detrattori di BTC finiranno per materializzarsi e per rendere questo asset quasi privo di valore. Al netto però delle profezie di sventura che accompagnano il comparto da una vita, vogliamo guardare ai numeri veri, capire se ci sia o meno qualche rischio, da dove potrebbe arrivare e quali potrebbero essere le conseguenze.
I tre in questione sono Strategy, BlackRock e Satoshi Nakamoto. I rischi che presentano sono diversi: per la prima l’incapacità di proseguire nel suo programma di accumulo e il peso dei dividendi, per la seconda lo scarso appetito degli investitori negli ultimi 2 mesi, per il terzo la minaccia quantum.
Strategy: 843.775 Bitcoin e 1,76 miliardi di dividendi da pagare
Al centro delle polemiche – e delle profezie di sventura – troviamo Michael Saylor, leader di Strategy. L’azienda ha 843.775 Bitcoin in cassa e ne ha venduti la scorsa settimana poco meno di 3.588.
La vendita è arrivata perché il gruppo ha bisogno di pagare dividendi legati alle azioni preferred $STRC e perché c’è bisogno di riottenere fiducia dai mercati, dopo qualche mossa avventata per il riacquisto di debito proprio.
Strategy è la singola entità quotata in borsa che ha più Bitcoin. Ne ha accumulati a ritmi impressionanti, aveva promesso che non avrebbe mai venduto e poi, spinta dalle condizioni del mercato, ha finito per rimangiarsi la parola data.

Cosa rischia davvero? In tanti parlano di possibile fallimento, se il prezzo di Bitcoin dovesse scendere ulteriormente. In realtà però questo rischio è assai remoto (il gruppo ha debiti per 6,7 miliardi di dollari, che può coprire con Bitcoin fino a quando questo varrà più di 10.000$). Il rischio vero, almeno per il prezzo di Bitcoin, è che le condizioni di mercato avverse spingano Saylor a vendere ancora più Bitcoin.
Il bicchiere mezzo pieno: che poi in questa specifica circostanza è, se vogliamo, il bicchiere corretto. Le vendite da parte di Saylor durante la scorsa settimana non hanno condizionato il prezzo di Bitcoin. Di eventi che prevedano liquidazioni non ce ne sono. Le vendite ordinate possono essere assorbite facilmente dal mercato di Bitcoin, che è piuttosto liquido.
BlackRock: 732.995 Bitcoin e zero appetito dei clienti
BlackRock – al netto di qualche giornata in controtendenza – sta affrontando una serie di outflow dal proprio ETF su Bitcoin che dura ininterrottamente da inizio maggio 2026. Non c’era mai stato un periodo così lungo di outflow dal più importante, ricco e liquido ETF su BTC quotato negli USA (e dunque nel mondo).

Cosa rischia davvero? Se il periodo dovesse prolungarsi, BlackRock rischia di perdere… commissioni. Il gruppo raccoglie una quota percentuale dei BTC che ha in cassa per conto dei clienti. E ad oggi l’ETF su Bitcoin è ancora tra i primissimi per commissioni generate. Non c’è, anche in questo caso, alcun rischio sul breve periodo per Bitcoin.
Il bicchiere mezzo pieno: Bitcoin ha tenuto sopra i 60.000$ nonostante un periodo nero per gli ETF del principale gestore mondiale. Se qualcuno è a caccia di segnali positivi, ce ne può essere uno migliore di questo?
Satoshi Nakamoto: più di 1.000.000 di Bitcoin
È probabilmente la più ampia concentrazione in capo a un singolo soggetto, per quanto dietro lo pseudonimo potrebbero celarsi più persone. La questione è quella che abbiamo già descritto, riguardo al quantum. Se dovessero arrivare computer in grado di ricavare chiavi private dalle chiavi pubbliche esposte in passato da certi indirizzi, tutti i Bitcoin di Satoshi sarebbero a rischio.
Cosa rischia davvero? Il rischio è che un’entità avversa a Bitcoin finisca per mettere le mani sui BTC di Satoshi, riversandoli poi a mercato. Oltre alla vendita, ci sarebbe da affrontare il grave danno alla reputazione di Bitcoin.
Il bicchiere mezzo pieno: in realtà ci sono già diverse proposte per congelare questi Bitcoin, che verosimilmente Satoshi non metterà mai al sicuro (forse perché scomparso). La proposta è stata ripetuta anche da CZ di Binance, che segue in realtà un filone che sta prendendo corpo sempre di più.
E quindi? Se dovessimo…
In realtà tutti e tre gli eventi di cui sopra sono altamente improbabili. O comunque è altamente improbabile che si verifichino con la forza che viene anticipata dai detrattori di Bitcoin.
Il ciclo di FUD – notizie atte a spaventare, create spesso ad arte e che non informano di nulla – è tipico dei cicli ribassisti. Cicli che ringalluzziscono chi ha perso il treno e approfitta di un momento di ribassi per dirsi che, in fondo, ha sempre avuto ragione.
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è un mercato che non si conosce ancora bene, io per primo non lo conosco ma conosco molto bene che tipo di investitore sono e questo mercato non mi spaventa per nulla e sono convinto che il bello deve ancora arrivare.