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Bitcoin top spiegazione

Bitcoin: il pensiero magico per volare sopra gli 80.000$. C’è però chi non ha fatto i conti con la realtà

La spiegazione è bella, funziona, ma forse non è giusta al 100%.
Bitcoin top spiegazione

Quando gli uomini primitivi vedevano un fulmine, non riuscendo a spiegare il fenomeno, lo imputavano alla forza di Giove. Oggi, primitivi quanto un tempo, dato che non abbiamo dati dettagliati per spiegare certi movimenti, amiamo comunque raccontarci delle storie. Il caso della settimana è il grande recupero di Bitcoin, che è tornato in quota 80.000$, secondo molti (in parte noi compresi) grazie alla crisi dei bond USA.

Bitpanda ha per te 15€ in Bitcoin. Niente magia, ma un bonus concreto che puoi ottenere investendo anche soltanto 50€ nei prodotti offerti da questo broker.

La lettura è stata condivisa da molti: Ray Dalio, Stanley Druckenmiller e via scendendo la piramide alimentare degli analisti, dei commentatori, dei giornali. Con ogni probabilità, c’è una parte di ragione. L’altra parte è però imputabile al pensiero magico che tanto piace agli umani.

Bitcoin corre perché i bond USA non piacciono più a nessuno

Servirebbe un po’ di senso della misura. I bond USA a lungo termine hanno raggiunto livelli di rendimento sul secondario che non si vedevano da un ventennio. Detta più semplice: chi presta soldi al governo degli USA vuole più interessi in cambio, perché ritiene la controparte meno affidabile (o il dollaro meno solido sul medio e lungo periodo).

La crisi è tale da aver sollecitato l’intervento del Tesoro USA, che prima ha annunciato il raddoppio di un programma di acquisti previsto, da 2 a 4 miliardi dollari, e poi ha fatto circolare l’idea di ricomprare ulteriore debito con il proprio conto da quasi 1.000 miliardi.

Parere unanime dei mercati: l’intervento annunciato è goffo – e non risolve le questioni fondamentali che fanno scricchiolare gli USA.

Fin qui siamo tutti d’accordo. La narrativa che ne è nata è forse troppo netta. Anche André Dragosh vede nei movimenti di oro e Bitcoin – qui ce lo ha spiegato in un’intervista esclusiva – ritiene che questa sia la motivazione, ma se ci fosse anche altro?

Il suggerimento di BlackRock

Gestori come BlackRock hanno in cassa miliardi non solo perché sono bravi a gestirli, ma perché hanno un enorme potere di condizionamento dell’opinione pubblica, in particolare ai piani alti. Martedì scorso il gruppo guidato da Larry Fink ha pubblicato, con un invidiabile tempismo, un report che sosteneva la bontà duratura degli investimenti in Bitcoin. Bitcoin, scriveva il paper, è limitato dalla matematica, al contrario del dollaro, che deve la sua forza alla continenza di un Congresso che spande e spende, e che dunque di continenza non ne vuole sapere.

È il ritorno del cosiddetto debasement trade, ovvero un investimento dettato dalla convinzione che il dollaro si svaluterà velocemente (vale poi per tutte le valute fiat). E dunque, senza pensarci due volte, oro e Bitcoin in portafoglio.

È curioso che questo angolo sia condiviso dall’istituzionale BlackRock, praticamente organica al mondo dei bond USA, e da investitori e commentatori ben più alternativi, come Ray Dalio.

E allora? Chi vende bond poi compra Bitcoin?

Difficile dirlo. Certamente il nuovo contesto ha aiutato Bitcoin a recuperare credibilità. Difficile, con i dati in nostro possesso (che poi sono dati che hanno tutti), pensare che la rotazione sia stata così lineare.

Sono arrivati capitali importanti negli ETF (un paio di miliardi in una settimana) ma da qui a pensare a una rotazione così netta… ce ne passa.

Bitcoin deve la sua corsa a un movimento improvviso che ha probabilmente trovato la scintilla ideale nel blunder, nella mossa sconsiderata di Scott Bessent. Per il resto però a spingere il prezzo verso l’alto sono state liquidazioni considerevoli delle posizioni short, che si aspettavano lower lows, ovvero minimi più bassi, per una ripartenza poi che tutti attendevano per ottobre.

È vero che Bitcoin è governato dalla matematica in termini di emissione, ma è altrettanto vero che i suoi movimenti di prezzo sono spesso governati dal capriccio e dalla caccia alla liquidità. Chiunque dica di poter prevedere linearmente il suo futuro, anche se di breve periodo, appartiene più alla categoria dei cartomanti che a quella degli analisti che vogliono rimanere umili.

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