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Yen USA Tassi

Tokyo divende lo yen e mette nei guai il debito pubblico USA? Gli strani movimenti su Forex e bond

Giappone e Stati Uniti affrontano un delicato equilibrio tra yen, Treasury e tassi: ecco perché il carry trade può alimentare nuovi rischi
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Il mercato continua a leggere la tensione sullo yen come una crisi giapponese, ma i numeri raccontano un meccanismo più complesso. Il Treasury decennale americano rende il 4,792% mentre il decennale giapponese è salito al 2,791%. Il cambio dollaro yen scambia a 157,82 yen dopo l’intervento congiunto scattato da area 164 yen un paio di settimane fa. Dietro questi livelli si nasconde una vera trappola che lega insieme Tokyo e Washington.

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La difesa dello yen parte dalla vendita dei Treasury

Il Giappone è sempre più spesso negli speech del Segretario al Tesoro americano e questo per un’amicizia molto interessata. Se lo yen si indebolisce troppo il Giappone importa inflazione, e un carovita fuori controllo è qualcosa che Tokyo non può permettersi. Per difendere la valuta il Giappone deve però vendere i Treasury, i titoli di Stato americani che detiene in quantità enormi.

Qui nasce il conflitto con gli Stati Uniti, che vogliono rendimenti bassi sul proprio debito e non tollerano vendite massicce dei loro titoli. Quando i rendimenti americani salgono diventa paradossalmente più conveniente prendere denaro in prestito in yen, dove i tassi restano bassi, e reinvestirlo in dollari. È il famoso carry trade, l’operazione con cui ci si finanzia in una valuta a tassi bassi per investire dove i rendimenti sono più alti.

Il carry trade riporta lo yen al punto di partenza

Il risultato è che gli investitori vendono yen per comprare dollari, e la valuta giapponese torna a indebolirsi. A quel punto Tokyo deve intervenire ancora e vendere altri Treasury, i rendimenti americani salgono di nuovo e il carry trade diventa ancora più conveniente. Il Giappone, nel tentativo di difendere lo yen, finisce così per alimentare proprio il meccanismo che lo indebolisce.

Treasury decennale USA e Fed Funds
Treasury decennale USA e Fed Funds

L’America, dall’altra parte del tavolo, vuole soltanto tenere bassi i rendimenti dei propri titoli di Stato. Il grafico mostra il decennale americano (US10Y) al 4,792%, mentre il tasso effettivo della Fed resta fermo al 3,63%.

La crisi è americana e l’intervento di Bessent lo dimostra

La situazione attuale, con gli interventi di Scott Bessent, il segretario al Tesoro americano, rivela una preoccupazione tutta di Washington e meno di Tokyo. Il vero terrore degli Stati Uniti è il rimpatrio dei capitali giapponesi investiti per decenni sui mercati americani.

Il decennale giapponese (JP10Y) ha toccato il 3%, il livello più alto dal 1996, con il tasso della Bank of Japan all’1%. Se i rendimenti di casa si avvicinano a quelli americani, gli investitori nipponici possono vendere i Treasury e comprare i titoli del proprio Stato. Questa operazione potrebbe essere l’innesco di una grossa crisi per i Treasury americani e per il debito USA, che a catena coinvolgerebbe tutto il globo.

Tasso BoJ e decennale giapponese
Tasso BoJ e decennale giapponese

Il Giappone voleva l’inflazione, ma ora la deve governare

Dopo quasi trent’anni di deflazione, cioè di prezzi fermi o in calo, Tokyo aveva dato per anni stimoli all’economia per una crescita. A settembre una stretta appare comunque inevitabile, tuttavia il quadro sta diventando quello di un Paese, che potrebbe iniziare a investire direttamente nei propri titoli di Stato che ora offrono un rendimento.

La Bank of Japan si riunisce il 17 e 18 settembre, con un possibile rialzo di 25 punti base che il mercato prezza pienamente. Dopo il G20 il governatore Kazuo Ueda ha detto che con l’inflazione di fondo vicina al 2% la banca dovrà guardare di più ai rischi al rialzo.

USDJPY - daily 3 settembre 2026
USDJPY – daily 3 settembre 2026

Il grafico daily USDJPY mostra la caduta da area 164 innescata dall’intervento congiunto di Bank of Japan e Tesoro USA. Nella seduta di ieri lo yen ha messo a segno un balzo improvviso dello 0,9% che il mercato attribuisce a un probabile rate check, la mossa con cui le autorità giapponesi sondano i prezzi presso le banche prima di un intervento. Adesso USDJPY sta rompendo il supporto in area 157,75 yen.

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