Con le solite esagerazioni che accompagnano qualunque discussione nel mondo crypto e Bitcoin, i social stanno organizzando il funerale di Strategy, la società guidata da Michael Saylor che ha in cassa 843.706 Bitcoin. Dopo averne venduti 32 – in una sorta di test – il gruppo si trova a fare i conti con un trittico della paura che, almeno per il momento, sembrerebbe essere insuperabile.
È davvero così preoccupante la situazione di Michael Saylor? Dipende da cosa si intende per preoccupante. Chi indica il prossimo fallimento del gruppo sta esagerando e non tenendo conto della complessità (e del patrimonio) di Strategy. Ci sono però degli aspetti relativamente importanti, che sono validi anche dall’angolo della curiosa narrativa che Strategy porta avanti da tempo pubblicamente. Una narrativa fatta anche di qualche imprecisione finanziaria, che su queste pagine denunciamo da tempo.
Azioni ordinarie a picco, Bitcoin giù, STRC sotto la parità
I tre fattori di cui si deve tenere conto per giudicare lo stato di salute di Strategy sono tutti negativi:
- Azioni ordinarie MSTR
Sono il titolo degli ultimi, quello che si prende tutto il rischio e che può viaggiare soltanto nel caso in cui ci siano delle ottime performance di Bitcoin e il ritorno di un entusiasmo concreto. Il titolo ieri ha lasciato in borsa il 9,15%, in una delle peggiori performance di sempre. Ha amplificato di quasi due volte l’andamento negativo di Bitcoin ed è segnale del grande stress degli investitori che fino a pochi giorni fa offrivano a Saylor una sorta di fiducia incondizionata.
- STRC
È forse qui però l’indicazione più interessante che arriva dai mercati. STRC è l’azione preferred del gruppo, che è stata motore del grosso degli ultimi acquisti. Come dovrebbero ormai sapere i nostri lettori, queste azioni possono essere emesse soltanto quando il loro prezzo è molto vicino ai 100$. Ieri hanno scambiato tutta la giornata sotto i 97$, con il gruppo che per giugno ha deciso di mantenere intatti i dividendi. Qui lo stress è evidente: Saylor per settimane si è vantato della grande stabilità del prezzo di STRC, prodotto di “risparmio digitale” che avrebbe dovuto cambiare il mondo.
- Bitcoin
Poteva essere l’ancora di salvezza in un momento molto difficile per Strategy. Non lo è stato: anzi, nutrendosi di parte delle paure che sono nate intorno allo stato di salute di Strategy, Bitcoin ha piazzato una serie di performance negative che hanno entrambe impattato sui numeri di cui sopra. È il più classico dei cani che si mordono la coda. O come lo chiamerebbe Saylor… il volano. Che però questa volta sta operando al contrario.
Perché mosse tanto avventate?
Il momento di crisi è peggiorato quando Saylor ha annunciato il riacquisto di debito proprio (e che non pagava interessi!) due settimane fa. Poi la scorsa settimana l’annuncio che il riacquisto di 1,38 miliardi di dollari sarebbe avvenuto utilizzando un tesoretto accantonato – diceva sempre Saylor – per pagare i dividendi corposi di STRC.
Con una sola mossa – spinta probabilmente dal desiderio di compiacere le agenzie di rating – Saylor ha peggiorato il quadro finanziario della propria azienda, che pensava di recuperare mostrando agli investitori di essere capace di vendere Bitcoin.
Per ora non ha funzionato – e complice una situazione complessivamente negativa su Bitcoin – Saylor dovrà farsi carico di difficoltà maggiori di quelle preventivate.
C’è anche la concorrenza di $SATA di Strive che mentre la scorsa settimana Saylor vendeva i suoi primi Bitcoin, ne accumulava 2.500. Ora il prezzo di $SATA si è riallineato (in negativo) a quello di $STRC. È chiaro tuttavia che esiste adesso un concorrente per la raccolta di capitali in queste modalità.
Soltanto 6 mesi di dividendi
Saylor ha al momento soltanto sei mesi di dividendi coperti dal suo tesoretto cash. E questo – nel giro di poche settimane – potrà diventare un ulteriore problema.
I denari dovranno venire fuori o da Bitcoin o dalle azioni MSTR, perché vendere STRC per pagare i dividendi di STRC non è possibile.
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