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Crypto.com: BAN ads nel Regno Unito? | In realtà è successo questo…

Pubblicità bandita nel Regno Unito per Crypto.com. Non è un problema, non sarà è la prima volta non sarà l’ultima. Ma dato che è accaduto poco fa, è bene capire cosa accade dalle parti di Londra, anche al fine di evitare di finire vittime del FUD. Una situazione incresciosa ma non troppo, che dipende in larga parte dalle regole che il Regno si è dato.

Il motivo del contendere è il seguente: parliamo di una pubblicità concepita per i Social Network che è stata bandita per l’appunto dall’apposita authority di vigilanza. Pubblicità che era stata realizzata da Crypto.com al fine di pubblicizzare i suoi servizi legati al mondo dei NFT. Brutto segno per l’azienda? In realtà no.

Crypto.com continua, nonostante una situazione apparentemente invidiabile, ad essere vittima di FUD. E chi non dovesse fidarsi di queste campagne potrà anche investire su $CRO tramite eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito con i migliori servizi di trading – intermediario che offre nel complesso quasi ottanta crypto asset già inseriti a listino.

Sempre tramite eToro possiamo investire con il CopyTrader, sistema di copia dei più bravi che ci permette di spiare le loro mosse, nel caso, prima di investire. Con il WebTrader interno invece possiamo fare di testa nostra e operare utilizzando i migliori strumenti di analisi. Bastano 50$ di investimenti in cripto o altri asset per passare al conto reale.

Crypto.com: pubblicità bandita nel Regno Unito. Cos’è successo?

La notizia ha fatto un giro relativamente rapido sui principali social network, con qualcuno che ci ha contattato per vederci chiaro, preoccupato dalle sorti di Crypto.com. In realtà è successo poco o nulla: l’exchange si è visto bandire una delle pubblicità che ha fatto girare nel paese, nello specifico quella dedicata alla sua piattaforma per i NFT.

Ban per le pubblicità di Crypto.com? In realtà…

Il motivo? Niente a che vedere con la struttura e con la solidità di Crypto.com. Il problema è la mancanza di avvertenze sui rischi dei NFT e sulla possibilità che questi perdano di valore. Il tutto all’interno di un regolamento non sempre chiaro, dato che in realtà come ha ribadito Crypto.com la pubblicità era per la sua piattaforma per acquistare NFT e non per un NFT specifico.

La pubblicità, tra le altre cose, non veniva fatta girare da un po’. E quindi l’intervento di ASA sembrerebbe essere più questione di operazione simpatia a livello pubblico che altro.

Notizia che non lo era: ma ce ne sono altre…

Decisamente più serie e che meriterebbero maggiore approfondimento da parte della stampa generalista e di quella che invece è dedicata al mondo delle criptovalute. Come ad esempio le evoluzioni della situazione di Genesis, servizio lending in grande difficoltà e che potrebbe trascinarsi dietro anche Digital Currency Group.

Oppure ancora come la situazione di Core Scientific, il primo miner per importanza nel mondo di Bitcoin, che oggi ha avviato le procedure per il fallimento controllato.

Se proprio si vuole parlare di qualcosa, non ce ne vogliano i colleghi, c’è tanto di più serio e importante a disposizione. Tanto che meriterebbe forse più attenzione, ma che al tempo stesso meno si presterebbe al FUD che porta sempre tanti click.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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