È un Donald Trump molto impegnato in questi giorni. Prima della cena che ha dovuto abbandonare a causa della presenza di un uomo armato, e che sta facendo il giro del mondo, il presidente degli USA è stato impegnato in un’altra cena, assai più personale e dai risvolti assai più finanziari. Era la cena, organizzata da tempo, dedicata ai detentori di $TRUMP, token crypto meme in coma profondo e forse oggetto dell’ultimo tentativo di rianimazione.
Una cena che ha avuto però anche un’assenza importante: Justin Sun, leader di Tron e sostenitore dei progetti crypto di Trump e della sua famiglia sin dalla prima ora, non ha partecipato al gala, nonostante ne avrebbe pieno diritto in qualità di grande detentore di $TRUMP e di altri token della famiglia presidenziale. Il perché dovrebbe essere noto ai più: Sun accusa i gestori di un altro progetto legato alla famiglia Trump, WLFI, di aver bloccato i suoi token senza alcun motivo. La scorsa settimana la vicenda ha raggiunto le corti della California, con Justin Sun che sembrerebbe essere pronto a chiedere soddisfazione al tribunale.
Bicchieri mezzi pieni e bicchieri mezzi vuoti
Si può certamente guardare alla vicenda $TRUMP – il token meme che porta il nome e ha la benedizione del Presidente degli Stati Uniti – da due angoli diversi, almeno rispetto alla cena che si è tenuta ieri e che in tanti hanno seguito in attesa di novità su tutto il mondo crypto.
Il primo modo di vederla è che il token ha perso un altro 10% proprio nella giornata di ieri. C’è chi ha ricondotto le vendite ad un – ennesimo – dispetto di Justin Sun. E chi invece afferma che con la cena ormai in esecuzione, avrebbe avuto poco senso detenere il token di cui sopra.
Il secondo modo di vederla è dall’angolo della capitalizzazione: $TRUMP è ancora in top 100, nonostante di utilità ne abbia poca oltre le cene, nonostante i meme token politici si siano rivelati più o meno tutti un disastro, nonostante la popolarità del presidente sia ormai quella che è.
Cosa è stato detto di interessante durante la cena?
Non troppo: Trump ha affermato di sentire una sorta di debito verso il settore e di volerlo vedere prosperare. Si è parlato poco dell’evento più importante delle prossime ore, ovvero della possibilità di tentare il tutto per tutto per far arrivare il Clarity Act in Senato.
A detta dei presenti, Trump sarebbe sembrato non troppo ottimista sulla cosa, nella speranza di tutti che sia poco aggiornato e che domani arrivi praticamente fuori tempo massimo la calendarizzazione della discussione nelle commissioni rilevanti.
Per il resto, la maxi cena crypto di Trump ha fatto parlare più per gli assenti (sì, Justin Sun) che per i presenti, nonostante il parterre fosse quello delle grandissime occasioni. Paolo Ardoino di Tether, ma anche Mike Tyson, Cathie Wood di ARK Invest e tanti altri. Segnale che il presidente può, dopo 18 mesi non così brillanti sul fronte crypto, ancora contare sul sostegno di molti big dell’industria.
Alla prima cena era presente anche un italiano: abbiamo raccontato qui la sua esperienza.
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