Il Clarity Act si gioca tutto lunedì. Non ci sono state calendarizzazioni venerdì, il che lascia come ultimo giorno utile per l’eventuale inserimento in calendario lunedì 27 aprile. Superato quel limite, non ci sarà la possibilità di vedere alcun passo avanti fino a maggio, con la seria possibilità che si finisca, con l’approvazione definitiva, oltre il 2026. Si tratterebbe di un ennesimo fallimento del tentativo dell’amministrazione Trump di spingere per una maggiore apertura verso il mondo crypto.
Le barricate delle banche, alle quali sono seguire in risposta delle dure prese di posizione soprattutto da parte di Coinbase, sembrerebbero aver funzionato. E hanno funzionato al punto tale da spingere, in settimana e ancora una volta, Scott Bessent del Tesoro USA a invitare tutti a fare qualche passo avanti.
Stallo totale e ultima possibilità
Lo stallo è totale: di passi avanti se ne sono fatti pochi e le banche rimangono sulle loro posizioni. Allo stesso tempo gli operatori del settore crypto insistono sulla necessità di permettere il pagamento di rendimenti tramite stablecoin, una possibilità che è stata già vietata dal Genius Act e che si vorrebbe reintrodurre per interposto exchange.
Questo è il principale dei problemi da superare ma purtroppo non l’unico. Siamo infatti davanti a una situazione che prevede delle ampie discussioni anche sulle responsabilità dei protocolli DeFi, delle loro interfacce, dei gestori e sviluppatori di wallet e di tutto un sottobosco crypto meno centralizzato e che ha anche meno peso politico.
La situazione, almeno a guardarla da questo angolo, sembrerebbe essere ormai quasi completamente compromessa.
Le scadenze
In tanti analisti politici hanno sottolineato come aprile sia il limite ultimo per pensare di poter approvare il Clarity Act entro la sessione del 2026. Nel caso in cui si dovesse fallire con l’avvio delle discussioni in Commissione entro la fine del mese, ci sono ottime probabilità di trovarsi con un’approvazione slittata, nel migliore dei casi, al 2027.
È un’ipotesi che i repubblicani vorrebbero evitare a tutti i costi. Questo perché dalle midterm di novembre dovrebbe uscire vincitore un Partito Democratico che ospita al suo interno anche tante istanze anti-crypto.
Mai dire mai, per carità, ma il tempo stringe e lunedì sembra essere a questo punto l’ultimo giorno utile per pensare razionalmente a un colpo di coda e a un tentativo di portare in approvazione – per quanto lungo l’arco di mesi – questo importante gruppo di leggi.
Leggi che, lo ricordiamo, dovrebbero normare tutto il comparto negli USA.
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