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Crypto Exchange a RISCHIO! | Ecco quello che sappiamo ORA

Si apre una settimana che si preannuncia già ad alta tensione. A pesare sulla tranquillità dell’intero comparto Bitcoin e cripto l’effetto domino che è stato innescato da FTX e dal suo spettacolare (quanto inaspettato) crack. Sì, di Genesis abbiamo già avuto modo di parlare, e potrebbero esserci delle evoluzioni importanti in questo senso proprio in giornata.

Ma siamo sicuri che questo sia l’unico angolo di sofferenza per l’intero comparto? Chi è più sospetto in un settore nel caos più totale? Siamo davvero arrivati al bottom e al punto più basso per l’intero comparto, il punto più basso dal quale poter tornare a costruire?

Ci sono diversi elementi che dovrebbero orientare le nostre considerazioni in settimana. Elementi che possono indirizzare anche le nostre posizioni sui mercati, a patto di tenere in debita considerazione i rischi che sono coinvolti in questa fase. E a patto di scegliere intermediari che offrano una certa solidità e il massimo della sicurezza, come la piattaforma sicura eTorovai qui per richiedere subito un conto virtuale gratuito on il TOP del FINTECH inclusi – intermediario che offre un paniere di 78+ cripto asset dal quale scegliere i progetti che più fanno al caso nostro.

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Digital Currency Group agita il mondo Bitcoin: ma è davvero l’unico a doverci preoccupare?

Nessuna intenzione di fare FUD, come purtroppo stanno facendo in molti in particolare sui social e nessuna intenzione di insinuare dubbi che non siano sostenuti da dati e da fatti. La situazione sulla quale saranno puntati gli occhi di tutti è quella di Digital Currency Group, holding/ombrello che controlla Genesis, Coindesk e anche Grayscale, e quindi il più grande trust al mondo che investe in Bitcoin.

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I rischi ci sono, ma occhio agli urlatori di professione

Delle preoccupazioni su questo specifico fondo abbiamo già ampiamente parlato in un nostro recente approfondimento, smentendo le voci che parlavano di liquidazione parziale del fondo, cosa impossibile per legge.

Permane però una situazione ad alta, anzi ad altissima tensione per un gruppo che un tempo era un’autentica gallina dalle uova d’oro e che oggi starebbe incontrando più di qualche difficoltà a reperire capitali che, ripetiamo quanto dicono dalla regia, servirebbero più per fare fronte ad una momentanea crisi di liquidità che a problemi finanziari strutturali. La situazione in generale potrebbe essere al centro di aggiornamenti importanti, che seguiremo nel corso della giornata.

Digital Currency Group: non è l’unico gruppo a segnalare la crisi

Qualche settimana fa, mentre FTX si spacciava ancora sul mercato come possibile banca centrale cripto pronta a salvare tutti, il suo ormai ex CEO Sam Bankman-Fried ebbe a segnalare l’insolvenza potenziale di altri crypto exchange, cosa che inasprì ulteriormente gli atteggiamenti di investitori già parecchio spaventati.

In molti ci hanno visto una legge del contrappasso, altri, a bocce ferme, staranno analizzando quelle frasi di Sam Bankman-Fried e chiedendosi chi fossero i destinatari di tali accuse, o se vogliamo, analisi. Anche qui sarebbe il caso di fare il punto della situazione quantomeno per sgomberare il campo da FUD e dalla corsa al sensazionalismo dalla quale neanche il nostro comparto sembra essere al riparo.

Se n’è fatto un gran parlare nelle ultime ore per due ordini di motivi. Il primo è il suo ruolo nella custodia dei Bitcoin che sono del Trust Grayscale di Digital Currency Group. In molti, senza però offrire alcun tipo di prova, dubitano del fatto che l’enorme numero di Bitcoin in capo al trust siano effettivamente nelle casse di Coinbase Custody. Per quanto siano stati negati al pubblico gli indirizzi dei wallet, in assenza di prove questo tipo di analisi deve essere considerata FUD, per quanto possa non piacere che non ci sia assoluta e totale trasparenza in questo tipo di operazioni.

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Coinbase soffre, ma più in borsa che nelle operazioni

Il secondo motivo di discussione su Coinbase riguarda la situazione sul fronte delle azioni e dei bond del gruppo. Le prime hanno subito una fortissima contrazione a partire dallo scorso anno, ovvero a partire da quello che poi risulterà essere un bear market in piena regola. Per quanto riguarda i bond dell’azienda, ovvero il suo debito che viene anche scambiato sul mercato, la situazione sembrerebbe essere altrettanto preoccupante. I bond della società vengono scambiati a circa 50 centesimi sul dollaro, ovvero possiamo comprare 1.000$ di credito in scadenza nel 2028 con cedole del 3,375% annuo a soli 500$.

Segno della prossima insolvenza del gruppo? Non esageriamo. Il mercato dei bond (corporate e non) sta soffrendo anche per un rialzo dei tassi importante presso tutte le principali economie del mondo. Il momento è teso, ma prima di pensare che Coinbase possa portare i libri in tribunale… ce ne passa. La situazione andrà monitorata, certamente, ma prima di fasciarsi la testa serviranno ben altri elementi e fattori scatenanti.

Il gruppo, che ha fatto da asso pigliatutto negli ultimi mesi, sembrerebbe essere in un grande stato di salute. Zero esposizione verso i gruppi in crisi, perdite contenute (circa 500 milioni di controvalore) per quanto riguarda il caso FTX e la forza per proporsi anche come gruppo di sostegno per i progetti in crisi.

Per quanto riguarda le riserve sono stati pubblicati gli indirizzi del wallet utilizzati dal gruppo, cosa che non risolve la questione al 100%, ma che è comunque un passo in avanti importante in termini di trasparenza.

È stato al centro di FUD e di chiamate alla fuga durante la scorsa settimana, ma sembrerebbe aver passato il brutto momento senza eccessivi problemi. Il gruppo giura di non avere esposizione verso i gruppi in crisi, ha pubblicato gli indirizzi dei suoi wallet principali. Siamo certi al 100% della solidità eterna del gruppo? Anche qui, la risposta è negativa. Ma entro 3/4 settimane dovrebbe arrivare l’audit completo in grado di dissipare anche gli ultimi dubbi.

Il gruppo sarà molto visibile durante il mondiale di calcio – per quanto non è detto che la kermesse si trasformi in una 30 giorni di crescita costante per l’exchange

È da tempo attivo con la Proof of Reserves, non ha servizi di lending sovra-esposti o che potrebbero avere posizioni a leva e non sembrerebbe essere coinvolto nel grande caos che sta colpendo i mercati in questi ultimi giorni. Da molti è considerato come uno dei più sicuri e come uno di quelli che sicuramente saranno qui tra qualche anno.

  • Occhio ai più piccoli?

Tra i più importanti creditori nei confronti di FTX ce n’erano diversi che valevano milioni di dollari in posizioni ormai non più recuperabili. Chissà se tra questi ci sia o meno qualche exchange di taglia più piccola. Exchange che potrebbero avere difficoltà ad andare avanti senza recuperare quelle somme. Ne abbiamo la certezza? Anche qui no, e il grosso delle voci che girano non hanno solide basi al momento. Accoppiando però il momento con la profezia di SBF, è più che normale sentire qualche brivido.

Sì, l’autocustodia è il modo più sicuro di detenere Bitcoin e cripto

Su questo non ci piove assolutamente e chi vorrà dormire dei sonni tranquilli in un mercato che deve ancora liberarsi di tutti i rami secchi e di tutti i gruppi in difficoltà. Un wallet hardware costa poco e comunque vale la spesa.

E ci sono comunque soluzioni anche software che ci permettono di essere gli unici proprietari delle chiavi private con le quali muovere i nostri fondi. E questo è valido non solo per Bitcoin, per quanti i suoi sostenitori siano i più attivi in questa battaglia, ma anche per Ethereum, i token creati secondo i suoi standard e complessivamente tutto il resto del mercato.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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One comment

  1. La situazione ad oggi è ancora molto ingarbugliata, l’autocustodia per ora è una delle soluzioni migliori. Data la situazione degli exchange che secondo me non avrebbero ragione di esistere, potrebbero inserirsi le banche tradizionali per detenere i wallet degli investitori ed iniziare quella collaborazione di cui parlavo in altri post. Se ci fosse stato più controllo in FTX ora non saremo in questa situazione e nonostante tutto il prezzo di Bitcoin sta tenendo. Buona giornata

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