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Google spese

Google: mistero Warren Buffett. Intanto spesa AI aumenta ancora. Azioni perdono il 3%

Arriva una crisi irreversibile per Google e il settore AI? I mercati non lo sanno, ma intanto vanno in ritirata.
Google spese

Le trimestrali di Alphabet, pubblicate poche ore fa, contengono dati molto più interessanti dei ricavi. A far discutere sono le previsioni di spesa del gigante di Mountain View per quanto riguarda gli investimenti in AI. Dai 190 miliardi delle previsioni precedenti, si è passati ad un range tra i 195 e i 205 miliardi. Un numero che è piaciuto poco ai mercati.

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Oltre alla previsione di spese in aumento, c’è un altro dato che ha contribuito al nervosismo dei mercati. Per la prima volta infatti Google ha riportato un cash flow negativo. Il che vuol dire che sarà pressoché impossibile sostenere le crescenti spese per gli investimenti in AI con i ricavi dalle sue altre attività. La preoccupazione riguarda poi anche le altre aziende del settore. Se Google, che ha business di grande importanza finanziaria, non riesce a sostenere da sola questi investimenti, chi potrebbe riuscirci?

Mistero ATM azionario

Dalle trimestrali emerge un altro mistero. Google aveva annunciato un programma ATM di vendita di azioni per finanziare appunto certi investimenti. È lo stesso piano in parte sottoscritto da Warren Buffett, o meglio dalla sua Berkshire Hathaway per 10 miliardi di dollari. Una mossa che aveva occupato tutte le prime pagine dei giornali finanziari e della quale però, almeno al 30 giugno, non vi è traccia. Questo nonostante l’investimento fosse stato annunciato durante la prima settimana di giugno.

Si tratta probabilmente di lungaggini burocratiche, in assenza di altre spiegazioni da parte del gigante dei motori di ricerca.

I mercati sempre meno tranquilli

Nel complesso l’atteggiamento dei mercati, il loro sentiment, appare come degradato rispetto a soltanto poche settimane fa. Il continuo aumento degli investimenti previsti, a fronte di ricavi ancora incerti, non è il massimo.

Tutto questo nonostante l’importante crescita del segmento Cloud di Google, che farebbe pensare almeno in parte a una normalizzazione – per quanto lenta – del comparto AI. Si spende tanto, verrebbe da dire, ma si iniziano a vederne i frutti anche a livello di bilancio.

Le azioni di Google hanno perso quasi il 3% nelle contrattazioni successive alla chiusura delle borse, dopo aver toccato un picco di 350$. Apriranno la sessione di oggi, giovedì 23 luglio, a poco meno di 332$.

Le trimestrali di Google sono state le prime tra quelle degli hyperscaler. Presto toccherà a Amazon, Microsoft e anche Apple.

Per oggi invece occhi puntati sui risultati di Intel, gruppo tornato dall’oltretomba metaforico dei titoli che non voleva nessuno, rinforzato dall’impegno del governo USA e da diversi accordi per la produzione di chip. Saranno altre trimestrali molto importanti, anche se, chiaramente, non le più importanti.

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