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Trump no investimenti

Donald Trump rinuncia alle sue crypto? Passo indietro della Casa Bianca per far approvare la legge

Trump no investimenti

La Casa Bianca ha accettato l’inserimento del pacchetto etico all’interno del Clarity Act, la proposta di legge sulla regolamentazione dei mercati crypto e Bitcoin negli Stati Uniti. Il pacchetto include delle limitazioni alle attività finanziarie del presidente e della sua famiglia, così come richiesto da diversi senatori del Partito Democratico. Tali limitazioni sono state l’ostacolo maggiore all’approvazione del testo.

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I mercati hanno reagito in modo positivo, anche se con movimenti modesti. Il pacchetto etico non è l’unico dei problemi che riguarda il testo: c’è infatti scontro sia sulla possibilità che gli exchange offrano rendimenti tramite stablecoin, sia sulle tutele da integrare per gli sviluppatori di protocolli DeFi. Non è chiaro per il momento quanto sia possibile procedere ad un’approvazione spedita – che dovrebbe avvenire entro la prima settimana di agosto.

La Casa Bianca fa un passo indietro

La notizia è che la Casa Bianca è disposta a fare un passo indietro e ad accettare pertanto delle limitazioni alla sua capacità di agire finanziariamente nel mondo crypto. Donald Trump e i suoi figli sono coinvolti in diverse attività crypto: da American Bitcoin (che si occupa principalmente di mining Bitcoin) all’emissione delle memecoin $TRUMP e $MELANIA, passando per il protocollo WLFI. In aggiunta, Truth Social ha accordi economici con la società che controlla l’exchange Crypto.com.

Il presidente degli Stati Uniti ha anche rivelato più di 100 milioni di dollari di investimenti in Bitcoin e Ethereum. A complicare la questione ci sono anche i profitti già conseguiti dal presidente.

I democratici, come riporta Eleanor Terrett su Crypto in America, si sono lamentati di essere stati esclusi dalla discussione sul pacchetto etico – affermando di non essere probabilmente d’accordo con quanto sarà incluso nella proposta. Ci sarà dunque ancora da discutere.

Sui prediction market un recupero assai modesto

A confermare l’incertezza che domina ancora la discussione sul Clarity Act ci sono i posizionamenti raccolti da Polymarket, che vedono la proposta approvata entro fine 2026 soltanto al 42%, senza che ci siano stati significativi recuperi dopo la diffusione della notizia di cui sopra.

Sarà un percorso difficile, con il percorso di approvazione che potrebbe incontrare altri ostacoli e con il tempo a disposizione che si fa sempre più esiguo.

Seguiremo minuto per minuto le evoluzioni della discussione, che sta avvenendo ora ai più alti livelli della politica USA, per quella che è una legge sulla quale il governo USA ha puntato molto, anche in campagna elettorale.

Il rischio per i repubblicani è che si vada oltre il 2026, quando i democratici potrebbero avere non solo la maggioranza alla House, ma anche al Senato (dove comunque servono 60 voti su 100 per procedere).

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