Michael Burry contro i big dell'AI: allarmi per nascondere problemi finanziari. Parla l'investitore de La Grande Scommessa
Parere caustico dell'investitore che "shorta" il settore da anni. No, l'appello di Amodei non è credibile.
15:57 • Pubblicato 14/09/2026
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Non è mai stato un grande appassionato del ciclo AI. Al contrario, ha venduto allo scoperto molte delle aziende che rappresentano questo ciclo. Ora però interviene per dire la sua sull’ultima questione – quella della necessità di rallentare lo sviluppo dell’AI – così come da appello di Dario Amodei, Sam Altman ed Elon Musk. È Michael Burry – che molti di voi ricorderanno come il mago che aveva previsto la (e guadagnato milioni da) crisi dei mutui subprime.
Michael Burry sembrerebbe essere più che convinto che il coup de théâtre dei big dell’AI sia segnale di un problema più profondo, che riguarda la sostenibilità del settore (soprattutto sul piano finanziario) e che ha poco a che vedere con l’effettiva pericolosità di queste tecnologie.
Il messaggio, senza compromessi, di Michael Burry
Prendiamoci un momento per capire quanto sia favorevole per OpenAI, Anthropic e altri dirigenti dei grandi hyperscaler la richiesta di rallentare lo sviluppo [delle LLM, N.d.R]
- Le LLM non sono e non diventeranno AGI. Non c’è nulla di AI da rallentare;
- La competizione sta arrivando rapidamente, rallentando i benefici per chi è già nel settore;
- Le IPO hanno bisogno di hype ed esagerazioni; “Siamo così forti che potremmo diventare pericolosi” è hype ed esagerazione;
- Copre ciò che è davvero incontrollabile: la crescita che rallenta mentre c’è bisogno delle IPO.
Il messaggio è forse il più negativo che abbiamo letto in queste ultime 48 ore dominate dall’annuncio di Dario Amodei, che chiedeva anche ai suoi diretti concorrenti di rallentare lo sviluppo dei modelli di frontiera.
Burry non solo ritiene che sia un messaggio mendace, ma che quanto paventato dagli sviluppatori di LLM sia impossibile. È la teoria del pappagallo stocastico: le LLM sono soltanto delle gigantesche macchine molto brave a indovinare la parola successiva. E dunque no, almeno nella visione di Burry, non sarebbero… intelligenti e mai potrebbero diventarlo. Così come non potrebbero mai diventare pericolose.
La risposta delle borse
Nasdaq 100 ha aperto intanto al ribasso, con perdite dell’1,26% nel momento in cui pubblichiamo questo approfondimento. I messaggi dei big del mondo delle LLM hanno fatto il giro del mondo e hanno contribuito a comprimere le quotazioni delle aziende tech che sono coinvolte nel ciclo AI, in particolare per quelle che sono della filiera data center.
Vedremo se si tratterà di preoccupazioni che condizioneranno il trend di breve e medio periodo o soltanto di reazioni istintive alla narrativa apocalittica che arriva da OpenAI e Anthropic.
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