Si vota la legge crypto: numeri, orari, procedura del Clarity Act per capire cosa succederà martedì
Ci siamo: martedì si vota il Clarity Act, ma è meno semplice di come la raccontano sui social. Qui orari, passaggi, maggioranze necessarie.
Aggiornato 14/09/2026
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Martedì alle 20:15 ora italiana si voterà il primo passaggio al Senato del Clarity Act, la legge che regolamenta il settore crypto negli Stati Uniti. È una legge molto attesa dagli operatori del settore e ritenuta positiva anche per il valore degli asset digitali. La procedura è complessa e il voto di domani non sarà definitivo.
Le buone notizie sono due: la prima è che si voterà. La seconda è che il processo legislativo è relativamente semplice da spiegare, anche se più complesso di come è stato presentato sui social network.
Orari
Il voto inizierà alle 14:15 ora di Washington, quando in Italia saranno le 20:15. Possono esserci dei ritardi nell’inizio delle operazioni di voti. L’orario si riferisce all’orario oltre il quale sarà possibile votarla.
In genere ci si allunga: può esserci un intervento precedente ancora non concluso oppure delle attività di aula da portare a termine.
Seguiremo comunque in diretta il voto qui sul nostro giornale. Dalle 20:00 circa troverete un articolo in homepage per seguire la procedura minuto per minuto.
Il primo voto: cloture alla motion to proceed
Il voto delle 14:15/20:15 sarà una cloture alla motion to proceed. Non è il voto finale sulla legge. Se passa con una maggioranza di almeno 60 senatori su 100, si procede. In caso contrario, ci si ferma qui.

La cloture sulla motion to proceed permette di impedire l’ostruzionismo e di procedere con il voto per iniziare l’esame formale del CLARITY Act.
Cloture: negli Stati Uniti un qualunque senatore può parlare per tutto il tempo che vuole. Può farlo per impedire che si arrivi al voto di una legge. (È il cosiddetto filibuster).
Questo suo diritto può essere però eliminato con un voto di almeno 60 senatori. Data l’esistenza di questa possibilità, ogni legge che deve passare al Senato ha tecnicamente bisogno di 60 voti su 100.
Con maggioranze più esigue, chiunque potrebbe prendere la parola per tutto il tempo che vuole per impedire che si arrivi al voto. Gli effetti sarebbero gli stessi di una votazione negativa.
Se vince il sì con almeno 60 voti su 100
Se passa il primo sì alla cloture, si vota poi la motion to proceed, per la quale è sufficiente una maggioranza semplice. Nel caso in cui dovesse passare la prima, dovrebbe trattarsi di una formalità.
Possono esserci fino a 30 ore di dibattito successivo, ma in genere si arriva a un accordo per ridurre quello spazio.
I tempi di questa seconda votazione sono comunque incerti. Non sono calendarizzati e ne sapremo di più martedì, a votazioni in corso.
Se vince il sì alla motion to proceed
A questo punto si presenta il nuovo testo, quello emerso nel weekend, che dovrebbe sostituire integralmente il vecchio.
Si può aprire un dibattito, possono essere presentati emendamenti (ovvero proposte di modifica) e possono essere anche votati. Nel caso in cui si volesse chiudere il dibattito, potrebbe servire un’ulteriore cloture.
Nel caso di presentazione di eventuale cloture, servirà di nuovo una maggioranza di 60 senatori su 100.
Chiusi gli emendamenti, c’è la votazione finale, per la quale basta una maggioranza semplice.
I tempi
I tempi sono incerti, si può passare dall’apertura e chiusura nella stessa giornata di martedì 15 settembre al rinvio dell’ultima parte della procedura a mercoledì 16 o anche a giorni successivi.
È impossibile, per ora, dare una stima di quanto durerebbe il processo:
- Accordo con chiusura rapida: si andrebbe a chiudere al massimo mercoledì;
- Accordo di massima ma con diversi emendamenti: fino a quattro giorni sarebbero più che ragionevoli. Saremmo comunque già fuori tempo massimo per la trasmissione alla House, che deve votare il testo modificato e sarà in sessione soltanto fino a giovedì alle 15:00;
- Scontro sugli emendamenti: i tempi potrebbero diventare molto lunghi e il Clarity Act verrebbe rinviato all’insediamento del nuovo Congresso dopo le elezioni midterm. C’è una possibilità che si riapra la questione dopo le elezioni e prima dell’insediamento dei nuovi congressmen, ma è ridotta.
Quante sono le possibilità che passi rapidamente?
Nel momento in cui scriviamo non è chiaro se ci sia una maggioranza di 60 senatori che contribuirebbe a velocizzare enormemente il processo. Non è detto comunque che non si organizzi una forte resistenza nelle fasi successive e prima di arrivare al voto.
Ci piacerebbe offrirvi risposte più nette, ma per il momento e con gli elementi che sono pubblici, non è possibile farlo.
È difficile ottenere 60 voti al Senato?
Relativamente tanti. I senatori repubblicani sono 53 e quindi servono almeno 7 senatori tra democratici e indipendenti. Il testo è molto carico politicamente: le criptovalute e BTC79.060 $▲ +2,38% sono associati – non senza ragione – al governo in carica e i vertici del Partito Democratico ne hanno fatto da tempo terreno di scontro politico.
Per il momento, lo ripetiamo, non è chiaro se, come e quando si raggiungerà una maggioranza.
Perché tutti sono ottimisti?
C’è un ottimismo che si aggira sui social, anche a causa di certe esternazioni di persone direttamente coinvolte nel business delle criptovalute. Parte di questo ottimismo dipende dall’arrivo quantomeno alla cloture, che non era scontato.
Il nuovo testo offerto dai repubblicani ha inserito diverse concessioni ai democratici e dunque le possibilità che sia accettato di buon grado sono maggiori rispetto a quanto lo fossero soltanto pochi giorni fa.
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