Bitcoin ed Ethereum perdono spinta: questi due indicatori spiegano cosa succederà
Bitcoin ed Ethereum restano laterali dopo il rally di agosto: RSI in calo e volumi concentrati nelle aree chiave indicano cautela
15:00 • Pubblicato 07/09/2026
Scritto da Alex Lavarello
Senior Technical Analyst & Trader
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Giornalista finanziario
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Il mercato crypto attraversa una fase di compressione che dura ormai da oltre due settimane. Il prezzo di Bitcoin si muove dentro una fascia stretta dopo l’impulso che ha portato al rally di metà agosto, e lo stesso vale per Ethereum. Oggi i prezzi sono in ribasso per un’ampia gamma di token, con BTC in calo dell’1,18% mentre ETH perde l’1,02%. I cali più rilevanti al momento tra le Top 10 sono per Ripple e Solana poco sotto il -2%.
La fase di lateralità di Bitcoin ed Ethereum
Attualmente BTC79.599 $▼ -0,42% quota 79.450 USDT e in settembre è marginalmente in positivo di un +1,10%. Osservando il grafico daily si può vedere come allo stato attuale si stia appoggiando poco sopra il box di congestione evidenziato in giallo, che ne sta caratterizzando l’andamento negli ultimi 15 giorni. L’obiettivo alto di Bitcoin è un arrivo verso la prima resistenza di lungo periodo in area 84.000 USDT.

Focalizzandoci sull’analisi del momentum di Bitcoin, cioè sulla forza con cui il prezzo si muove, si può trarre un’informazione utile in questa fase laterale. L’indicatore RSI ha esaurito la spinta accumulata durante la rottura di fine agosto, e la sequenza dei suoi massimi discendenti lo dimostra con chiarezza.
Dopo aver toccato punte estreme in area 95-100 in agosto, l’indicatore ha costruito massimi via via decrescenti. La lettura attuale si colloca in area 55 e sotto la propria media mobile (Sma 14), che a sua volta sta ripiegando. Questa divergenza al momento si sta scaricando senza produrre alcuna rottura di struttura sul prezzo di BTC, come si può vedere dal movimento in laterale. Il momentum si è normalizzato verso il centro, il livello di prezzo no. Quando lo scarto tra prezzo e oscillatore che generava la divergenza scompare, la capacità predittiva residua si esaurisce quasi del tutto. Resta una condizione di neutralità con un campanello di allarme.
Dove si sono concentrati gli scambi su Bitcoin
In una fase laterale serve capire dove si sono davvero concentrati gli scambi, e come si vede dal grafico, abbiamo applicato il Volume Profile all’intera congestione, dal 22 agosto a oggi. Ne escono tre livelli operativi che il prezzo da solo non avrebbe mostrato.
L’area di valore, cioè la fascia che contiene circa il 70% degli scambi, va da 77.500 a 80.000 USDT. Il punto di massimo volume scambiato si colloca invece a 78.000 USDT, quindi nella metà bassa della fascia. Sopra 79.000 USDT il profilo si assottiglia rapidamente, ed è la ragione per cui le sedute recenti oscillano senza costruire nulla di stabile. Da notare come il livello dei 78.000 USDT corrisponde alla resistenza vettoriale del 50% di Fibonacci del vettore dal massimo al minimo annuale.
Ethereum mostra una distribuzione più equilibrata
Una situazione grafica simile è evidente anche su Ethereum, che attualmente quota 2.485 USDT e in settembre è ancora in positivo con un +0,75%. Anche su ETH applichiamo gli stessi strumenti, per capire se il comportamento interno del prezzo ricalca quello di BTC.

Sul momentum la risposta è affermativa. L’indicatore RSI di Ethereum ha segnato il picco attorno al 19 agosto, poi è sceso a gradini fino all’area attuale attorno a 55, perdendo anche la propria media mobile (Sma 14). La dinamica è quindi la stessa vista su Bitcoin.
La differenza emerge invece sul Volume Profile. Il punto di massimo scambio di Ethereum si posiziona al centro dell’area di valore, compresa tra 2.438 e 2.512 USDT, senza lo sbilanciamento verso il basso registrato su Bitcoin. Il limite inferiore della fascia coincide poi con il pavimento del box di congestione. Quando strumenti diversi individuano lo stesso livello, quel livello diventa più rilevante.
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