Donald Trump: "Se vinco, 5.000$ a testa". Il piano da 1.200 miliardi scassa il Tesoro, già umiliato dai bond vigilantes
Un piano per "ricompensare" gli americani, a patto che lo votino. L'ultima di Donald Trump.
08:57 • Pubblicato 10/09/2026
Scritto da Gianluca Grossi
Caporedattore e Content Strategy
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Giornalista finanziario
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Donald Trump ha proposto l’assegnazione di 5.000$ di “dividendi” a ogni americano. Il trasferimento però avverrà a una condizione: i repubblicani dovranno vincere le elezioni midterm che si terranno in novembre. L’annuncio arriva al termine di una giornata che è stata tra le più dure di sempre per il Tesoro USA, che nonostante gli annunci di interventi continua a essere braccato dai bond vigilantes, che hanno imposto di nuovo rendimenti più alti per il debito pubblico degli States.
Sarà chiamato, dice il presidente in carica degli Stati Uniti, il dividendo Trump, un pagamento che però con i dividendi aziendali non c’entra granché. Nessuna azienda, vale la pena di ricordarlo, si sognerebbe mai di distribuire utili che non esistono. O di farlo mentre le casse sono vuote e il deficit continua a correre.
Un piano da 1.200 miliardi
Per avere una proporzione della questione, basta fare i conti della serva. A essere destinatari di un’eventuale Trump dividend sarebbero circa 245 milioni di americani. Si tratterebbe dunque di un piano che costerebbe più di 1.200 miliardi di dollari, per uno stimolo che sarà il più grande dai tempi del COVID, quando gli USA distribuirono complessivamente circa 4.000 miliardi.
Il piano ha colto di sorpresa gli stessi alleati di Trump. JD Vance è apparso poco dopo in pubblico cercando di ridimensionare la promessa, affermando che il dividendo non sarebbe stato distribuito ai più ricchi.
Ad ogni modo, che vincano o meno i repubblicani, servirà l’approvazione del Congresso, che da Costituzione ha ancora saldamente in mano i cordoni della borsa. Un Congresso che, anche quando di segno repubblicano, è in genere poco propenso a pagare le proposte elettorali del Presidente in carica.
Basti pensare alla fine – dritta nel dimenticatoio – del piano per acquistare BTC77.950 $▼ -1,60% e altre criptovalute, proposto subito dopo le elezioni e di fatto mai più discusso. Anche in quel caso sarebbe servito l’intervento del Congresso, che non è mai arrivato. Di più, la certezza del no ha spinto Trump e il suo governo a evitare di fare una proposta in questo senso.
Da dove dovrebbero arrivare i soldi?
Si è parlato di ricavi derivanti dai dazi imposti dal governo Trump. Tuttavia non solo quanto accumulato con i dazi è di gran lunga inferiore rispetto alla somma che Trump vorrebbe distribuire, ma la stessa somma raccolta sarà probabilmente restituita a chi l’ha versata, almeno in parte.
L’altro grande “successo” economico del governo è negli investimenti in Intel e in altre aziende. Tuttavia, si tratta di investimenti che andrebbero liquidati e che comunque non possono in alcun modo coprire la somma di 1.200 miliardi che la distribuzione di 5.000$ pro capite richiederebbe.
Intanto il mercato dei bond umilia Scott Bessent
La proposta arriva al termine di una giornata difficile per il Tesoro USA. Scott Bessent ha infatti annunciato prima dell’apertura delle borse un ulteriore aumento della cifra impegnata per riacquistare bond.

Il mercato dei bond, avendo forse capito l’antifona prima di altri, ha risposto con vendite dei bond (al contrario di quanto si aspettava Bessent) e portando i rendimenti di cui sopra su livelli ancora più elevati.
Bessent aveva affermato di essere lui il banco, sfidando i mercati ad andargli contro. Sfida accettata, almeno per ora.
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