Bitcoin ed Ethereum attendono il Clarity Act: Wall Street prova a superare i timori per AI e Fed
Wall Street prova il rimbalzo, ma petrolio e attese sulla Fed agitano i mercati mentre Bitcoin ed Ethereum recuperano sull'attesa voto per il Clarity Act.
Aggiornato 15/09/2026
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La seduta di lunedì ha visto Wall Street cedere terreno, penalizzata prima dal rialzo del petrolio e poi dai timori sull’intelligenza artificiale che hanno colpito i semiconduttori. Il mercato crypto ha invece tenuto molto meglio dell’azionario, con rialzi diffusi sull’attesa positiva per il Clarity Act. Bitcoin ed Ethereum sono entrambi in positivo su base settimanale, avanzando rispettivamente del +1,16% e del +0,95%.
Wall Street debole tra petrolio e AI, la crypto regge meglio
Dopo il rosso di lunedì, la giornata odierna si apre con un tentativo di rimbalzo sui mercati americani. In avvio il future Nasdaq segna un +0,90%, il future S&P 500 avanza del +0,73% e il future Dow Jones sale del +0,50%.

Nella giornata di lunedì avevano comunque brillato alcuni grandi nomi, a partire da Alphabet in rialzo del +3,06% e Meta del +2,71%.
A pesare erano stati invece i produttori di chip, travolti dai timori sui rischi dell’intelligenza artificiale. Marvell ha ceduto il -7,32%, Micron il -5,25% e Nvidia il -3,36%, dopo l’appello di Anthropic a rallentare lo sviluppo dei modelli e il rinvio dell’IPO di OpenAI.
La Fed verso un rialzo dei tassi che agita i mercati
Sul fronte macro l’attenzione è tutta sulla Federal Reserve, la banca centrale americana, riunita da oggi per due giorni. La decisione arriverà domani, mercoledì alle 20:00 ora italiana, con il mercato che teme un rialzo, non un taglio. Le probabilità di un aumento dei tassi si sono spinte verso il 90%, dopo il dato sull’inflazione di venerdì più caldo delle attese. Un intervento porterebbe il costo del denaro al 4,00%, in un contesto in cui la crescita dei prezzi fatica a rientrare. La tensione di queste attese si scarica soprattutto sul mercato obbligazionario americano.

Il rendimento del titolo di stato decennale americano ha sfondato la soglia del 5%, salendo al 5,012%. Il trent’anni rende ora il 5,369%, mentre quello a due anni è salito al 4,673%. Rendimenti così elevati alzano il costo del denaro per tutti.
Il petrolio corre ancora sulle tensioni nello Stretto di Hormuz

Il greggio americano WTI quota 102,93$, mentre il Brent, il riferimento europeo, quota 107,05$ al barile, sui livelli più elevati dall’inizio del conflitto. Da inizio settembre crescono rispettivamente del +19,60% e del +18,16%. Il nodo resta lo Stretto di Hormuz, dove i transiti delle navi sono crollati per l’attività militare nell’area. A questo si aggiunge la pipeline saudita che aggira lo stretto, ferma da giorni e attesa offline per settimane. La cancellazione del vertice tra i Paesi del Golfo e l’Iran ha tolto l’ultima carta di distensione della settimana.
Le crypto accelerano sul Clarity Act e poi ritracciano
Il comparto crypto ieri sera ha avuto un’accelerazione rialzista, spinto dall’ottimismo sull’approvazione del Clarity Act, la legge USA sulla struttura del mercato crypto. Il voto procedurale al Senato sul provvedimento è previsto proprio per la giornata di oggi. L’impulso è arrivato dal presidente della SEC Paul Atkins, che ha esortato pubblicamente il Congresso ad approvarlo.

Bitcoin ieri ha toccato un massimo a 79.610 USDT, ma dopo lo spike sulla notizia è arrivato un ritracciamento dei prezzi. Come si osserva dal grafico, oggi BTC77.555 $▼ -0,21% quota 77.680 USDT ed è in leggera contrazione. Il movimento di ieri l’ha riportato dentro al box di congestione.
Ethereum ha avuto più forza impulsiva, con un massimo a 2.615 USDT, per poi ritracciare anche lui nella stessa area di congestione, dove attualmente quota 2.500 USDT. Tra i rialzi settimanali spiccano NEAR Protocol con un +5,74% e Ripple con un +5,60%.
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