Anche Jane Street ha investito in Hyperliquid: il colosso del trading quantitativo detiene quote negli ETF $HYPE
Jane Street ha puntato milioni di dollari negli ETF Hyperliquid, ma non è detto che la firma di investimento sia rialzista sul progetto.
17:47 • Pubblicato 07/09/2026
Scritto da Alessandro Adami
DeFi & On-Chain Specialist
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Secondo quanto riportato da James Seyffart, analista Bloomberg, diversi fondi di investimento tradizionali avrebbero investito in Hyperliquid attraverso uno dei tre ETF a Wall Street legati al token HYPE85,22 $▼ -3,98%, emessi da Bitwise, Grayscale e 21Shares. Tra questi, spicca la presenza di Jane Street, storico market maker e trader quantitativo statunitense, con una partecipazione che risulta tuttavia modesta rispetto al valore degli asset in gestione.
I dati emergono dai filing 13F depositati presso la SEC, attraverso i quali gli investitori istituzionali statunitensi sono obbligati a dichiarare le proprie esposizioni su titoli quotati, e in questo caso si riferiscono a posizioni detenute al 30 giugno 2026. Si tratta del primo dato pubblico relativo agli investimenti sugli ETF in $HYPE, dal momento che tutti i fondi quotati in borsa per questa criptovaluta sono stati lanciati nel corso del secondo trimestre.
ETF Hyperliquid: la posizione di Jane Street e degli altri investitori istituzionali
Nel complesso James Seyffart ha riportato detenzioni per 74,9 milioni di dollari negli ETF Hyperliquid gestiti da Bitwise, Grayscale e 21Shares, tra tutti i depositari 13F. I primi cinque investitori detengono il 71% di tale somma, ossia circa 53 milioni di dollari, il che mostra una distribuzione delle quote istituzionali particolarmente concentrata su pochi nomi.
Tra i maggiori detentori troviamo Wealth High Governance Asset Management, con quasi 24 milioni di dollari di esposizione, seguita da OLP Capital Management con circa 10,5 milioni. Al terzo posto figura UBS, con 7,5 milioni, mentre Bank of Montreal detiene circa 6,7 milioni. Chiude la top five Jane Street, con una posizione che vale 4,4 milioni di dollari.
Calcolata in token $HYPE, l’esposizione complessiva di questi 5 fondi/banche ammonta a 818.595 monete. Detto ciò, questa è la fotografia delle loro posizioni al 30 giugno: non sappiamo se negli ultimi due mesi queste società abbiano incrementato o venduto quote dei vari ETF, con le loro partecipazioni che si sono ampiamente rivalutate. Ad esempio, $BHYP di Bitwise è cresciuto del +132% dal lancio ad aprile 2026.
Il successo di Hyperliquid e degli ETF $HYPE
Hyperliquid è senza ombra di dubbio il crypto asset più in forma di tutto il 2026. Pochi giorni fa ha toccato un nuovo ATH insieme a Lighter, piattaforma che compete nello stesso comparto dei perpetual DEX. I prezzi di $HYPE sono in crescita di circa il +250% da inizio anno, diventando il 9° crypto asset più grande del mercato con una capitalizzazione di 22 miliardi di dollari.
E la parte più interessante riguarda il fatto che non sono solo i crypto bro ad essere bullish sul progetto. Anche a Wall Street c’è molto fermento: la scorsa settimana una società ha speso 1,5 miliardi per comprare $HYPE, come parte della propria strategia di accumulo ricorrente. Intanto gli addetti ai lavori si preparano per un potenziale sbarco nel mercato statunitense, dove i perps di Hyperliquid sarebbero ancora tecnicamente “fuorilegge”.
Per quanto riguarda gli ETF, oltre alla vasta partecipazione di +30 soggetti istituzionali, va sottolineato come questi prodotti abbiano attirato più di 356 milioni di dollari di inflow cumulativi dal lancio, arrivando a detenere complessivamente 480 milioni di dollari di asset, pari al 2,5% della market cap della criptovaluta.

Visto il grande spike di afflussi registrato in data 26 giugno, è possibile che una buona parte degli investitori inclusi nella lista di cui sopra abbia acquistato quote dell’ETF proprio in quel giorno, anche se non c’è nessuna conferma di tipo analitico.
Jane Street è bullish su Hyperliquid?
Qui va fatta una precisazione: i dati mostrano che Jane Street detiene 4,4 milioni di dollari in quote degli ETF $HYPE, ma ciò non significa necessariamente che il gigante di Wall Street sia rialzista sul futuro di Hyperliquid. Questo perché, innanzitutto, il gruppo gestisce un AUM di 1,21 trilioni di dollari secondo l’ultima rendicontazione finanziaria, e la posizione in $HYPE risulta una micro frazione di questa ricchezza.
Non possiamo dunque affermare con certezza che la visione di Jane Street sul progetto sia bullish, in quanto un investimento così relativamente piccolo non ci offre molto spazio per fare deduzioni sensate. Inoltre, c’è anche da considerare che la società opera storicamente come market maker e fornitore di liquidità per le borse statunitensi.
La posizione di Jane Street potrebbe infatti essere semplicemente una gamba di una strategia di arbitraggio o di un’operazione delta neutral volta ad approfittare del funding rate positivo sulle borse perpetual futures. Ergo, il fondo potrebbe essere posizionato short sui perp di $HYPE, dove incassa il finanziamento, e long sugli ETF per bilanciare la posizione a delta neutrale.
In ogni caso, è positivo vedere come certi colossi della finanza tradizionale inizino, seppur con investimenti esigui, a prendere posizione su una piattaforma così disruptive come Hyperliquid.
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